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De gustibus… Le abitudini alimentari più particolari nel mondo

De gustibus non est disputandum (“Sui gusti non si discute”) e, per aggiungere un altro famoso luogo comune, il mondo è bello perché è vario. Tante sono infatti le tradizioni e le particolari abitudini alimentari sparse in tutto il mondo, alcune più diffuse e condivise, altre più interessanti e peculiari, che possono sembrare strane per chi non appartiene a determinate culture.

Per Bill non esistono un cibo o una scelta alimentare migliori di altri, ma la sua curiosità lo porta sempre a voler imparare qualcosa di nuovo (per poter così “saziare” la propria curiosità!).

Partiamo dunque per un viaggio intorno al mondo alla scoperta delle abitudini alimentari più particolari. Cominceremo esplorando alcuni cibi inconsueti e vedremo poi alcuni insoliti comportamenti e regole a tavola.

Cibi inconsueti

Uovo balut

L’uovo balut è un piatto tipico di diversi paesi del Sud-est asiatico, specialmente le Filippine. È ritenuto una vera prelibatezza e gli si attribuiscono proprietà afrodisiache. Ma è anche un cibo molto controverso. Infatti, si tratta di un uovo di anatra o gallina fecondato. Viene bollito e può essere consumato direttamente dal guscio oppure servito al piatto. Inizialmente era considerato un “cibo povero”, ad oggi invece è nei menu di molti ristoranti di lusso.

Casu Marzu (immagine da Wikipedia)

Casu Marzu

Il Casu Marzu è un formaggio tipico della Sardegna (Italia) noto per una caratteristica decisamente peculiare: è infestato dalle larve delle mosche del formaggio (dette mosche casearie). Proprio queste larve conferiscono al formaggio una consistenza morbida e un sapore unico, rendendolo un prodotto particolarmente pregiato. Nel 2009, il Guinness dei Primati gli ha assegnato il record come formaggio più pericoloso al mondo.

Hakarl

L’Hakarl è una specialità islandese a base di squalo fermentato. Il processo di fermentazione (o meglio, putrefazione) elimina le tossine presenti nella carne dell’animale, rendendola commestibile. Infatti, la carne fresca dello squalo è velenosa. Il risultato è un cibo dall’odore pungente, simile all’ammoniaca, e dal sapore molto forte, che non è adatto a tutti i palati. Spesso nemmeno a quelli degli stessi islandesi, che tendono a consumarlo in accompagnamento a superalcolici per sopportarne la vista e l’odore.

Surstromming (immagine da Wikipedia)

Surstromming

Il Surstromming è un tipico piatto svedese, ottenuto con la fermentazione dell’aringa all’interno di barattoli di latta (che spesso si deformano proprio a causa del processo di fermentazione). Questo piatto è noto per il suo odore estremamente forte e sgradevole, persino nauseabondo, tanto che spesso viene consumato all’aperto per evitare che l’odore si diffonda in casa.

Cuore di cobra

In Vietnam, mangiare il cuore di cobra è una tradizione culinaria particolarmente audace. Il cuore del serpente viene spesso consumato crudo e fresco (quando ancora batte!) e mandato giù tutto d’un fiato. Si crede che abbia proprietà afrodisiache.

Fugu

Il Fugu è un pesce palla giapponese noto per la sua pericolosità. Le sue interiora contengono una potente tossina chiamata tetrodotossina, che può essere letale se non preparata correttamente. Solo chef altamente addestrati e autorizzati possono preparare e servire il Fugu. Nonostante il rischio, il Fugu è una prelibatezza pregiata in Giappone.

Insoliti comportamenti e regole a tavola

Italia: pizza e cappuccino

Cominciamo giocando in casa. Queste regole le conosciamo bene e guai a chi le infrange. No parmigiano sulla pizza, no cappuccino dopo le 11. In particolare, se vediamo una persona che accompagna un pasto (pranzo o cena) con un cappuccino, non abbiamo dubbi: non è italiano.

Cina: non girare il pesce

Quando si mangia un pesce arrosto, solitamente lo si capovolge per mangiare l’altra metà o togliere meglio la lisca. Se si fa ciò in Cina, sarà considerato un segno di grande sfortuna. Infatti, per i cinesi capovolgere il pesce rappresenta la barca del pescatore che si ribalta ed è quindi segno di cattiva sorte.

Francia: non tagliare l’insalata con il coltello

In Francia c’è una regola: non si taglia mai l’insalata con il coltello. Questa regola vale in particolare per l’insalata che viene servita a tavola già condita e la spiegazione è molto semplice: poiché un tempo i coltelli non erano inossidabili, l’aceto usato per condire l’insalata avrebbe potuto rovinarli.

Injera (immagine da Wikipedia)

Etiopia: la condivisione del cibo

In Etiopia, così come in molti altri paesi africani, è usanza comune condividere il cibo con gli altri commensali mangiando tutti da un unico piatto o vassoio posto al centro del tavolo. Solitamente, in questi pasi è abitudine mangiare con le mani, aiutandosi per raccogliere il cibo con un tipo particolare di pane chiamato “injera”.

Giappone: mokushoku

Il mokushoku era un obbligo imposto in Giappone agli studenti delle scuole (dai 6 anni in su) durante i periodi più intensi della pandemia da Covid-19. In base a questo obbligo, gli studenti a mensa dovevano mangiare in totale silenzio, rivolti tutti nella stessa direzione e lasciando accanto un posto vuoto. L’obiettivo era naturalmente evitare potenziali contagi.

Gli orari della cena

Cambiano le latitudini, cambiano gli orari della cena. Gli spagnoli per esempio sono noti per la loro abitudine di cenare molto tardi, dopo le 21 e spesso anche alle 22. Al contrario, nei paesi anglosassoni si cena attorno alle 18.

Canada e Cina: un fine pasto rumoroso

Non potevamo far altro che concludere questo articolo con delle particolari abitudini alimentari legate proprio alla conclusione del pasto. Forse la più nota è la tradizione cinese per comunicare il gradimento delle pietanze: un fragoroso rutto. Se non siete ancora sufficientemente sconvolti, sappiate che il gesto che gli eschimesi Inuit del Canada usano per complimentarsi con il cuoco sono niente poco di meno che i peti.

Michela Formicone

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