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Interviste

Attraversare l’oceano in barca a vela: intervista ad Ambrogio Beccaria.

Ambrogio Beccaria davanti alla sua barca a vela, all'interno del cantiere dove è stata costruita

“Io viaggio da solo”

Questo è il tema dell’intervista che abbiamo fatto ad Ambrogio Beccaria, il navigatore che sta per compiere un’impresa “Alla Grande“, come il nome del suo mezzo, per attraversare l’Oceano Atlantico su una barca a vela. Completamente da solo.

Lo abbiamo incontrato a Genova in occasione del varo della sua barca sponsorizzata da Pirelli, e ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda. Non capita tutti i giorni di poter incontrare un personaggio come lui, coraggioso e intraprendente.

Quando si pensa alla solitudine, ci vengono in mente tutte quelle persone che si sentono sole pur vivendo in un mondo basato sulle connessioni. Siamo tutti in contatto; eppure, ci sentiamo pieni di paure e cerchiamo di fuggire dal giudizio così da isolarci sempre di più. Talmente interconnessi da essere isolati. Motivo per cui spesso ci viene voglia di mollare tutto e scappare dalla solita routine, alla ricerca di noi stessi. Lo abbiamo visto nel caso di Carlo Laurora, il ragazzo che abbiamo intervistato lo scorso mese e che sta attraversando la Panamerica in solitaria. Trovi la sua intervista qui.

Eppure, grazie alle domande che abbiamo fatto ad Ambrogio, scopriamo che non sempre è così: non basta allontanarsi dalla routine per essere in pace con noi stessi, perché avere tanto tempo per pensare non sempre ci aiuta.

Ambrogio e sua mamma, dopo aver rotto la bottiglia sulla barca
Ambrogio e la mamma dopo il varo della barca
"Per fortuna sono una persona serena e parto conoscendo bene me stesso. Certo, ogni viaggio mi permette di crescere, ma se avessi anche solo unpo' di inquietudine mi ritroverebbero alla deriva."
"L’ansia è limitata alla singola prestazione e accompagna solo alcune fasi del viaggio, non ha nulla a che fare con la mia persona"

Con queste parole Ambrogio ci trasmette tutto il lavoro fatto su di sé e la sicurezza di chi ha scelto di viaggiare per sport e non per scappare dalla vita di tutti i giorni.

Infatti è questo che ha deciso di fare nella vita: dopo aver scoperto in adolescenza il mondo della barca a vela, ha deciso di intraprendere gli studi di ingegneria per poi, una volta terminati, dedicarsi interamente alla vela. Nel 2019 è stato il primo italiano a vincere la Mini-Transat, altra storica regata transoceanica.

Ma quello che sta per affrontare in questo autunno è un viaggio più che particolare, in cui anche gli aspetti più semplici del quotidiano richiedono ingegnose soluzioni.

"Dormire e fare i bisogni sono due cose che non si danno per scontato. Si torna allo stato brado, un semplice secchio è la soluzione.
Per fortuna non sono uno che si imbarazza, soprattutto essendo da solo"
"Per dormire, invece, per evitare di arrivare a prua durante la notte, abbiamo studiato un puff che ammortizza i piccoli balzi della barca
dovuti alle onde, e che mi permette di riposare"

Infatti, il nostro amico navigatore ci spiega come la barca con i suoi piccoli balzi riesca a spostare un corpo sdraiato sulla superficie, e sistematicamente a spingerlo verso prua.

La barca Alla Grande Pirelli appena portata in acqua

Quanti segreti stiamo scoprendo… come ad esempio il fatto che l’olio d’oliva sia indispensabile!

"Sulla barca esiste solo un piccolo fornello dove è possibile preparare cibi liofilizzati. Non avendo un grande gusto, l’olio d’oliva diventa l’ingrediente di base per rendere queste pietanze un minimo più appetibili. Inoltre, essendo questo sport di origine francese, la faida olio d'oliva - burro diventa una battaglia patriottica, e io decido di schierarmi con la mia Italia!"

Ad Ambrogio non manca niente, neanche la voglia di scherzare prima di un’impresa così importante.

Un’altra domanda che ci viene spontanea è come possa essere una giornata tipo in un viaggio come questo.

"Per fortuna in questo viaggio ci è concesso il cellulare e quando sono sotto costa posso collegarmi con la terraferma tramite la rete. In ogni caso mi piace avere il tempo da dedicare ai mi miei pensieri, con la consapevolezza di poter usare la rete telefonica solo se necessario"
"A dirla tutta non sono da solo al 100%: ho con me il pilota automatico che timona quando io devo fare altro. Per questo è importante settarlo bene prima della partenza"

Quello che abbiamo scoperto è che questo tipo di sistema è creato ad immagine e somiglianza del pilota. Un aiuto che percorre la rotta esattamente come farebbe Ambrogio. Un sistema sofisticato in grado di “ragionare” al posto suo e agire esattamente come farebbe lui.

Un viaggio da tutti i punti di vista, sia mentale che fisico.

La barca partirà da Genova e toccherà diverse tappe prima di affrontare il vero e proprio percorso in solitaria che durerà due settimane.

"Prima della grande traversata andremo a Palermo, e da lì raggiungeremo Montecarlo. Dopo una seconda breve tappa a Genova per l'evento
ufficiale del 7 settembre, ci sposteremo verso Lisbona per la sessione di allenamenti, e da lì fino alla Bretagna, da dove inizierà
la mia impresa"
"Di sicuro in questo periodo avremo il tempo per assestare la barca e apportare piccole migliorie, così da essere pronti ad affrontare
la cosiddetta Rotta del Rum"

È questo il nome che viene dato al percorso transoceanico, che nello specifico partirà da Saint-Malo fino a Guadalupe, nei Caraibi, per un totale di 3542 miglia.

La Rotta del Rum

Non ci resta che augurargli “Buon vento” e seguirlo sui suoi canali social per supportarlo durante la gara.

Alla Grande!

Andrea Nuzzo
About author

Laureato in comunicazione digitale. Dopo il progetto di Bill ha fondato un'agenzia che, fantasia saltagli addosso, si chiama "Billover". Essere in primis un creator lo aiuta a combattere la procrastinazione, il suo più grande nemico. Del resto vi parlerà più avanti…
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