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Bentornato Chico Forti! Adesso, sì, che è Natale!

Chico Forti ritorna in Italia! Eravamo in tanti ad aspettare questa notizia. La aspettavamo da 20 anni, cioè da quando in America è stato condannato all’ergastolo per un omicidio per il quale Chico si è sempre dichiarato innocente. 

20 anni! Quante cose accadono in un lasso di tempo così esteso? Io mi sono laureata, ho intrapreso una carriera lavorativa soddisfacente, ho fatto due figli di cui uno già maggiorenne, ho festeggiato molti Natali in famiglia, ho cambiato 3 case, 4 macchine… ho fatto parecchi viaggi nazionali, internazionali, intercontinentali.

Nel mentre, Chico Forti stava scontando l’ergastolo senza condizionale in un carcere di massima sicurezza in Florida. Urlava la sua innocenza. Invano. I suoi 3 figli sono cresciuti senza un padre. Il suo ultimogenito, Francesco Luce aveva pochi mesi quando il suo papà, allora 40enne, veniva arrestato. Ora è maggiorenne. E gli somiglia anche molto. 

Un paese come l’America, che si proclama leader dei Diritti Umani, ha negato spudoratamente un diritto sacrosanto ad un uomo il cui caso non è mai caduto nel dimenticatoio. Trasmissioni come Report, le Iene, Chi l’ha visto, e personaggi del mondo della politica e dello spettacolo hanno sempre tenuto alto e gridato al mondo il nome di CHICO FORTI! Ed infatti, io stessa – come me moltissime altre persone- ho sempre seguito questo caso, surreale. Una trama talmente ingarbugliata che neanche la migliore regia avrebbe potuto ideare. 

La surreale vicenda che porta Chico Forti all’inferno

La vicenda nasce e si sviluppa su una tela di bugie e travisamenti incredibili, in cui il pregiudizio ha preso il posto di prove, testimonianze e buon senso; aggiungerei anche di onestà intellettuale da parte di chi avrebbe dovuto ricercare la verità dei fatti al di sopra di ogni sospetto: magistrati e polizia. Questo ovvio diritto non è mai stato riconosciuto a Chico Forti, che ha subìto un processo pilotato senza potersi mai realmente difendere. 

Il Forti, che da anni vive in America, viene accusato di un omicidio avvenuto in spiaggia: un suo conoscente, che lui era stato tra gli ultimi a vedere, viene trovato morto. Chico va spontaneamente alla Polizia per dichiarare di averlo visto. Da lì, stando al racconto dello stesso connazionale e dei suoi legali, la caduta all’inferno è stata un attimo. Arrestato nel 1998, nonostante gli enormi misteri e dubbi non chiariti, viene successivamente condannato all’ergastolo nel 2000. 

A niente sono valse le petizioni della sua Regione di nascita, il Trentino, l’impegno dello zio Gianni che in 20 anni non si è mai arreso ed è volato decine di volte in America per gridare come poteva l’innocenza del nipote, gli appelli dei politici, le Associazioni, le personalità famose. 

Un’America cieca, insulsa e insensibile non ha mai voluto riconoscere il proprio errore, forte di Leggi che non prevedevano la revisione del caso. 

Chico torna a casa

Ieri sera il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha annunciato che Chico Forti rientrerà in Italia. 

Non da uomo libero, almeno non ancora… ma almeno tornerà a casa sua, da sua mamma che non ha mai smesso di aspettarlo, nella sua città natale e soprattutto da tutti NOI!

Caro Chico, con questa notizia, hai dato un senso ad un anno che ad una manciata di giorni dalla fine, sembrava tutto da dimenticare. Ed invece il 2020 non sarà ricordato solo per la pandemia, ma porterà anche il tuo nome. In nome di un innocente che finalmente fa ritorno a casa. 

Bentornato, Chico! Adesso sì, che è Natale. 

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