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È giusto bruciare un’opera di Frida Kahlo per convertirla in NFT?

Bruciare un’opera di Frida Kahlo da 10 milioni di dollari, potrebbe sembrare una follia ma è accaduto davvero.

L’imprenditore messicano Martin Mobarak ha dato fuoco pubblicamente ad un disegno di Frida Kahlo durante un suo party a Miami. Lo scopo? Consegnarlo al metaverso.

Sembra una scena tratta da La Grande Bellezza di Sorrentino, ma in versione messicana:  una festa a bordo piscina con collezionisti, artisti e modelle con tanto di buffet, deejay e una banda di mariachi. 

L’imprenditore si presenta con una borsa nera da cui estrae il disegno dell’artista messicana perfettamente incorniciato.

Con un bel sorriso e tanta fierezza svita la cornice, posiziona l’opera su un bicchiere da Martini con ghiaccio e la brucia pubblicamente, mentre tutti i suoi ospiti lo applaudono.

Tutta l’operazione è stata dichiarata come performance ed è stata pubblicata in un video YouTube intitolato “Frida Kahlo: The Life of an Icon” . 

Il video compare anche sul sito Fridanft.org , dedicato al progetto ideato da Mobarak.

Infatti l’imprenditore ha digitalizzato l’opera e l’ha convertita in 10mila copie digitali NFT, ciascuna dal valore di 3 Ethereum (circa 4.000 euro), per una cifra totale di 40 milioni di dollari, di cui una parte sarà devoluto in beneficenza a favore di musei e istituzioni culturali.

La questione ha sollevato una serie di domande: l’opera bruciata era autentica? La creazione del NFT giustifica la cancellazione dell’opera d’arte originale?

Partiamo dalle basi… Cosa sono gli NFT?

NFT sta per nonfungible token (in italiano gettoni non fungibili), si tratta di un certificato di autenticità digitale unico ed insostituibile (quindi non falsificabile).  Purtroppo basandosi sui meccanismi delle criptovalute, gli NFT consumano molta energia, impattando molto sull’ambiente (a tal proposito qui vi diamo qualche consiglio su come poterlo ridurre).

Eppure in un mondo digitale dove le immagini possono facilmente essere riprodotte, gli NFT diventano particolarmente utili perché attestano la proprietà delle opere d’arte digitali, contribuendo a dare una spinta al loro mercato.

Possono addirittura essere una via per i musei per raccogliere fondi. Ad esempio, lo scorso anno le Gallerie degli Uffizi hanno venduto la versione digitale Tondo Doni di Michelangelo per 70mila euro. Si tratta di un nuovo originale digitale, in serie limitata, certificato da un sistema di crittografia che lo rende unico e non riproducibile.

Dunque è importante sottolineare che ciò che possiamo acquistare nel metaverso, non è l’opera di Frida Kahlo andata perduta, ma un’immagine PNG a cui è stata certificata l’autenticità e irriproducibilità.

L’opera di Frida Kahlo dunque era originale o era una copia?

Sebbene la polizia stia indagando sulla vicenda, sullo stesso sito Fridanft.org è possibile visionare il certificato di autenticità del disegno e tutta la bibliografia.

l'opera bruciata di Frida Kahlo,
Frida Kahlo, Fantasmones siniestros, 1944, acquerello, matita e inchiostro su carta.

L’opera in questione, dal titolo “Fantasmones siniestros”, è stata acquistata dallo stesso Mobarak nel 2015 dalla Mary Anne Martin Gallery di New York. Si trattava di un disegno di acquerello, matita e inchiostro su carta realizzato nel 1944 nel suo diario personale per l’amico e critico d’arte venezuelano Juan Rohl.

L’azione compiuta da Mobarak dunque è molto grave: se il disegno bruciato fosse davvero autentico sarebbe un crimine federale. Infatti sebbene il dipinto faccia parte della sua collezione personale, Mobarak ha distrutto intenzionalmente l’opera e pertanto rischia multe, lavori forzati e persino il carcere. Nonostante ciò l’imprenditore sostiene di aver compiuto un gesto di valore artistico e di essere guidato da scopi filantropici.

La verità è che non era assolutamente necessario distruggere il disegno per convertirlo in NFT.

Il mondo virtuale e quello reale devono convivere. L’esistenza dell’opera fisica non preclude la possibilità di realizzarne una versione digitale e non svaluta nessuna delle due dal punto di vista economico.

Tutta la vicenda è solo un’operazione di marketing che aveva lo scopo di attirare l’attenzione dei media sul progetto, purtroppo però nessuna copia digitale potrà ridarci indietro il disegno originale di Frida Kahlo.

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