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Capo Nord: un sogno e un punto geografico magnetico

Ma è davvero così complicato organizzare un viaggio a pedali fino al tanto amato globo di Nordkapp? Perché lo sognano in tanti? Ne vale la pena?

 

SI. Comincio con il dirvi che è stato il mio primo cicloviaggio in solitaria, e quest’anno parteciperò alla North Cape 4000, un folle evento con più di 350 iscritti dove condividendo emozioni ed antidolorifici, si tenterà di raggiungere il globo, dall’Italia, in meno di due settimane.

Questo perché ho voglia di tornare lì, perché Nordkapp è una sfida personale per tutti, un sogno ed un punto geografico magnetico. L’ultimo metro di terra Europea prima della calotta artica. 

 

Capo Nord, una meta pronta ad accoglierti

Voglio subito dire che l’organizzazione di questo viaggio non è una impresa titanica come può esserlo per una Carretera Austral o una Pamir Highway, e a conferma di ciò, sul web si possono trovare tantissime storie (compresa la mia) di persone totalmente estranee al ciclismo che si sono lanciate in quest’avventura. 

È importante ricordare che il viaggio è in terra europea e la strada è solcata da centinaia di cicloturisti ogni anno.

Indipendentemente dal numero di tappe, dalla scomodità e dalla preparazione fisica, tutti saranno pronti ad accoglierti ed aiutarti. Road to Nordkapp è un sogno condiviso e che tu decida di passare attraverso la Finlandia, la Svezia o la Norvegia, non avrai problemi oltre al dover pensare cosa cucinare a pranzo e a cena.

Il meteo decide, e deciderà sempre. Ma chi intraprende questa traversata, di solito ha già messo in conto che le ore sotto la pioggia potrebbero essere tante e non sarà della semplice acqua a scoraggiarlo; il vero nemico è il vento, che soffia molto forte su ogni strada, forse qualcosina in meno nella tratta svedese, ma arrivati in Norvegia è e sarà guerra. Sempre. 

 

Capo Nord è polo magnetico: non ci pensare e parti

Quando ricevo domande su questo viaggio, pieno di emozioni e ricordi, dove non bastavano giornate da 36 ore per metabolizzare tutto ciò che succedeva in ogni tappa, è sempre difficile dare consigli specifici. Probabilmente anche perché non sapevo nulla di viaggi in bici e la mia è stata una pura dose di avventura. Provando a rispondere, scriverò qui quello che credo sia più importante per affrontare un simile viaggio: “non ci pensare e parti”. 

Nessuno meglio di te saprà consigliarti dove e quando piantare la tenda, a che ora mangiare e quante pause stabilire durante la giornata e poche esperienze aiuteranno a conoscere te stesso come potrai fare nella strada per Capo Nord.

 

Il mio ultimo consiglio e di non aver paura del proprio mezzo, perché se ha due ruote ed un paio di pedali, sarà perfetto per arrivare fin lì. Personalmente ho affrontato questo viaggio con dei copertoni da 25mm, una trasmissione 9×3 di bassa, bassissima gamma ed un telaio in acciaio. La mia bici pesava circa 60Kg e il mio bagaglio era stato deciso in base a “cosa vorrei avere con me in momenti di difficoltà”, ecco spiegato perché ho sempre con me una Moka per due.

Post-Credit scene:

Arrivato a Capo Nord, mi sono concesso una cena dentro un ristorante dopo quattro settimane di vagabondaggio, ho bevuto qualche birra guardando Honningsvåg dalla veranda di quel locale ed arrivato ad Alta non avevo i soldi per imbarcare la bici. La generosità dei norvegesi è incredibile e durante le quattro tratte aeree ho fatto fatica a non far scendere le lacrime, perché dentro di me sapevo che nulla sarebbe stato in grado di regalarmi emozioni come quelle conosciute durante un road to Nordkapp.

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