Part of BillOver 3.0

Articoli

Come fare per insegnare il senso del rispetto?

La questione

Aurora sta giocando con suo papà sul divano, mentre io finisco un lavoro al pc. Ad un certo punto sento che il suo tono di voce cambia “basta papà, mi stai schiacciando il piede!”. Emiliano, che all’inizio pensa che il lamento faccia parte de gioco, quando sente che inizia a piagnucolare, si ferma subito. Dopo un secondo, me la ritrovo davanti “Mamma hai visto cos’ha fatto papà? Io non mi sentivo a mio agio perché mi stava schiacciando il piede, gliel’ho detto, e lui non si è fermato!”, “Ma se mi sono fermato!” si giustifica lui, “si ma solo quando ho iniziato a piangere!” incalza lei.  Effettivamente non posso darle torto, ma so anche che, nella vita, può capitare ”hai fatto bene ad insistere, non sempre chi ci sta vicino capisce al volo cosa gli stiamo comunicando”. 

Chiarezza

Una volta chiarita la questione, il gioco prosegue sereno. Ad un tratto, però, Aurora, dimenandosi, colpisce ripetutamente suo papà, che non perde l’occasione di prendersi la sua rivincita ”insomma quante volte te lo devo dire che mi fai male?  Anche tu devi fermarti se mi lamento, non solo io”. Lei mi guarda sperando di trovare in me un’alleata, decido invece di approfittare di questo episodio per fare un po' di chiarezza su un concetto che per lei è ancora molto astratto: il rispetto. “Se papà non si sentiva a suo agio ha fatto bene a dirtelo, in questi casi bisogna sempre fermarsi. Come vale per lui, vale anche per te, è una questione di rispetto”. 

Prendere la palla al balzo

Ne approfitto, quindi per spiegarle che il rispetto è tenere in considerazione chi ci sta accanto, ascoltare cosa sta cercando di dirci e fermarci quando ci comunica che quello che stiamo facendo o dicendo gli procura disagio. “ma anche quando lo fanno a me, giusto mamma?” “certo, amore, hai tutto il diritto di dire sempre e a chiunque se qualcosa che dice o che fa ti mette a disagio, ma anche gli altri hanno lo stesso diritto, e noi il dovere di rispettarli”. E mentre Aurora elabora il contenuto del mio discorso nella sua modalità semplice e diretta, Emiliano interviene con un’affermazione che mi fa riflettere “sai Aurora, se tu rispetti le persone, loro rispettano te”. È davvero così? Forse in un mondo ideale potrebbe esserlo, ma se penso alla mia vita, a tutte le esperienze che ho fatto, posso dire con certezza che non sempre il rispetto è reciproco, purtroppo. 

Il ragionamento è sempre la soluzione

Se ti trovi di fronte una persona che il rispetto non sa neanche dove sta di casa, puoi rispettarla quanto vuoi, ma non farà lo stesso con te. Credo che Aurora abbia il diritto di saperlo, proprio per evitarle di collezionare delusioni gratuite. “non è detto che se tu rispetti gli altri, loro facciano lo stesso con te, a volte capita, altre no. Ma rispettare le persone è un bell’allenamento per rispettare noi stessi, perché quando ci rendiamo conto che ognuno ha il suo personale modo di percepire la vita, ci sentiamo più liberi di esprimere il nostro”. Lo so, cinque anni sono pochi per fare questi discorsi, e forse non ha capito un’acca di quello che le ho detto, ma penso che, male che va, ha sentito qualche bella parola, e mi basta per essere in pace con la mia coscienza. “infatti io rispetto gli animali, mamma, non come i cacciatori o i bracconieri, e loro con me si sentono liberi e anche io con loro”.

Cosi noi adulti possiamo imparare

E dopo questa sua meravigliosa dichiarazione, sono sempre più convinta che i bambini capiscono molto più di noi adulti.

Related posts
Articoli

25 Novembre: la violenza di genere esiste ancora

Articoli

Scrivere o digitare? Questo è il dilemma…

Articoli

Anoressia e DCA: quando la nostra mente è nostra nemica

Articoli

Pinkwashing: l’ipocrisia rosa che non ripaga davvero

Rispondi