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Come organizzare un viaggio in Islanda in bicicletta

L’isola

L’Islanda è un’isola posizionata in un angolo remoto del mondo, un’isola capace di dimostrare anche al più cieco di quali elementi siamo costituiti, di quale sia la nostra essenza e di quale sia il nostro ruolo; un’isola incredibile.

Che tu voglia scoprirla percorrendo la ring road per intero o pedalando nell’entroterra roccioso, sappi che ci sarà da faticare, ma ogni pedalata verrà largamente ripagata. 

A differenza di molti viaggi, per l’Islanda non si parte mai a cuor leggero, essendo coscienti delle condizioni climatiche spesso avverse e la sua densità di popolazione (320.000 abitanti su 100.000 km2 di superficie, il paese meno popolato d’Europa). 

Con quale bici andare?

Spesso scegliamo la nostra compagna di viaggio in base a fattori soggettivi, non trascurabili dato che le ore passate in sella durante un viaggio non sono mai poche, ma per l’Islanda va tenuto un occhio di riguardo. Personalmente ho affrontato il viaggio con una MTB front e da possessore di una gravel, ancora oggi ritengo sia stata la scelta più corretta. L’isola ha una strada principale chiamata Ring Road composta al 100{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} da asfalto, ma appena usciti da questa, la storia cambia e si passa facilmente da un piacevole sterrato compatto ad un vero e proprio inferno di sassi, polvere e fango. Sono un forte sostenitore dell’idea che con una sola bici si possa arrivare ovunque, ma quando si ha l’opportunità di scegliere, conviene pensare alla salvaguardia di mani e polsi; a patto che tu abbia scelto di percorrere le meravigliose strade F che tagliano l’isola.

Quando andare?

Affrontare un viaggio in Islanda significa mettere in conto di pedalare con tutte le condizioni, e non è raro trovare neve o guadi incredibilmente alti ad agosto, ma sicuramente le temperature sono più clementi nei mesi estivi, dove la notte si aggira intorno allo 0 per poi arrivare a pedalare in t shirt durante i momenti di sole (momenti, non giornate). 

Cosa non deve mancare?

Non sono solito a sottolineare cosa portare e cosa no durante i viaggi, perché ogni cicloviaggiatore ha il proprio bagaglio, scelto in base ad esperienze e consigli, ma nella terra del ghiaccio, alcune cose devono essere obbligatorie.

Per iniziare, indumenti caldi, perché le forti raffiche contribuiscono spesso ad abbassare la temperatura percepita e le nostre tende sono ancora prive di riscaldamento. Per lo stesso motivo, il famoso vento islandese che avrete modo di conoscere, consiglio un paravento per il fornello, in quanto risulterebbe impossibile riuscire a cucinare senza questo; di solito ci arrangiamo costruendo un muretto di pietre, ma vi sfido a trovarle.

Altro? Potrei continuare, parlando della pioggia incessante e del bisogno di rimanere minimamente asciutti, o della difficoltà nel reperire cibo per qualche giorno, ma l’Islanda è una chiamata che arriva spesso all’improvviso e va colta così come viene. 

Cosa non perdere assolutamente

È un’isola piena di paesaggi incredibili e davanti a questa domanda ho sempre avuto difficoltà nel rispondere. In cima alla lista dei posti incontrati durante i 1800 Km di viaggio, c’è Landmannalaugar e la strada che porta fin lì arrivando da Sud; l’Öxi pass, le innumerevoli cascate, l’F26 e la F35, posti incredibilmente pieni di Natura che vale la pena percorrere almeno una volta, per scegliere poi dove tornare successivamente. 

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