Part of BillOver 3.0

Articoli

Come riconoscere il Disturbo Borderline di Personalità

Ad oggi circa il 2-5{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} della popolazione (1-3{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} adolescenti, 4{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} giovani adulti) riceve diagnosi di Disturbo Borderline di Personalità.

In cosa consiste esattamente questo disturbo? Molta gente non conoscendolo, lo teme e lo stigmatizza.

Il Disturbo Borderline di Personalità è quello più studiato ma anche uno dei più difficili da comprendere. E continua ad essere difficile per coloro che ne soffrono e per chi è loro vicino accedere a strumenti adeguati per la gestione e il trattamento del disturbo.

Per questo motivo il NEA.BPD, organizzazione nata negli Stati Uniti per dar supporto alle famiglie di persone con diagnosi di DBP e fare divulgazione sullo stesso, ha deciso di dedicare il mese di Maggio al Disturbo Borderline di Personalità.

Il DBP esordisce in adolescenza

Il Disturbo Borderline di Personalità nel DSM V è riportato nel cluster B dei disturbi di personalità, insieme con il Disturbo Narcisistico, Istrionico ed Antisociale. 

Esordisce in adolescenza o nella prima età adulta. Può compromettere seriamente la vita delle persone che ne soffrono; la loro storia è costellata di relazioni instabili, reazioni emotive da loro stesse riconosciute come inappropriate, esplosioni di rabbia e accessi d’ira, rivolti spesso contro partner, familiari e amici.

Le caratteristiche: cambi di umore e scatti di ira

È caratterizzato da cambi d’umore improvvisi (il tono dell’umore oscilla rapidamente tra depressione, ansia, euforia e irritabilità), instabilità emotiva (momenti di tranquillità sono rapidamente sostituiti da una profonda rabbia, tristezza e sensi di colpa), marcata impulsività, instabilità nei comportamenti e nelle relazioni con gli altri (nelle prime fasi della conoscenza tendono ad idealizzare le altre persone, per poi svalutarle velocemente in quanto non le sentono abbastanza presenti e accudenti), sentimento di instabilità e incertezza circa la propria identità, sentimenti cronici di vuoto, terrore di essere abbandonati, episodi frequenti di collera immotivata, sintomi dissociativi o ideazione paranoide, comportamenti auto lesivi incontrollabili ed impulsivi (promiscuità sessuale, abuso di alcool, abbuffate compulsive), minacce e/o tentativi ricorrenti di suicidio. È costante il terrore dell’abbandono; separazioni e rifiuti sono vissuti in maniera drammatica, portano ad alterazioni profonde dell’immagine di sé, dell’umore e alla messa in atto di comportamenti estremi, esagerati.

Sussiste l’inclinazione all’auto sabotaggio: abbandono degli studi quando si è prossimi alla conclusione, licenziamento quando il lavoro comincia ad andar bene, tradimenti dei partner quando la relazione è equilibrata. Comportamenti che alimentano la percezione soggettiva di inadeguatezza.

Spesso il DBP si presenta in comorbidità con ansia, depressione, ossessioni, fobie, condotte alimentari abnormi, delirio.

Sono diverse le teorie formulate per spiegare la genesi del disturbo borderline e diversi gli approcci utilizzati per il suo trattamento. 

Quasi tutte concordano nel dire che le cause del DBP sono attribuibili a fattori temperamentali, biologici ed ambientali. 

 

La genesi del disturbo è nell’infanzia

La genesi del disturbo deriva per lo più da esperienze traumatiche infantili; numerosi sono gli studi che collegano il DBP ad uno stile di attaccamento disorganizzato (sistema di attaccamento bambino-caregiver che si stabilisce nei primi 14-18 mesi di vita). In questo la figura di attaccamento, che per il bambino dovrebbe rappresentare sempre stabilità e sicurezza, viene percepita come instabile, non sempre disponibile alle richieste del bambino; può provocare paura in lui mentre lo accudisce, anche in modo inconsapevole. Il bambino percepisce il caregiver come fonte di protezione ma anche di pericolo; si pone in uno stato di allerta e paura che non riesce a risolvere né con l’allontanamento né con l’avvicinamento della figura accudente e ciò porta ad una disorganizzazione del comportamento. 

 

La relazione amorosa con una persona con DBP

Amare una persona con DBP o con sfumature di personalità borderline (ben diverso dalla diagnosi di DBP), non è semplice. 

Le persone con DBP sono sovente sensibili e coinvolgenti ma l’impulsività, la rabbia e il continuo idealizzare/svalutare l’oggetto d’amore, logora le loro relazioni.

La persona con DBP non ha una visione unitaria di sé né dell’altro, il quale non può essere una figura con pregi e difetti ma può essere o completamente buono o completamente cattivo. 

Il partner, quindi, può essere percepito come la persona migliore del mondo e un istante dopo viene considerato una persona orribile. Questo passaggio è causato spesso da motivi futili, insignificanti, e l’oscillazione può avvenire nell’arco della stessa giornata in un arco di tempo brevissimo. 

Le relazioni delle persone con DBP

Iniziano all’insegna dell’idealizzazione, evolvono rapidamente, sembrano perfette. Il rapporto instaurato è di tipo simbiotico: chi ha DBP tende ad attirare quanto più possibile l’altro a sé, cerca di assicurarsi la sua costante presenza fisica ma poi si sente soffocare dallo stesso. Attacca allora la relazione con litigi, scenate, tradimenti.

Per chi ha una struttura Borderline di personalità “intimità” significa riparo dal rischio dell’abbandono ma allo stesso tempo minaccia. Dopo la fase d’amore perfetto subentrano i silenzi, le fughe incomprensibili, il partner viene bruscamente fatto scendere dal piedistallo su cui la stessa persona con DBP lo aveva messo.

Possono esserci scatti d’ira e accessi di rabbi violenti, urla e pianti di disperazione. 

L’individuo con DBP è inconsolabile: le rassicurazioni del partner non servono a nulla e neanche le dimostrazioni di affetto e amore reali. Non si fida di nessuno, è sempre in guardia e non crede a chi mostra interesse nei suoi confronti. 

 

Il DBP non è una condanna a vita. Come intervenire? 

Sono frequenti atti auto lesivi, minacce di suicidio, al fine di riportare a sé la persona amata e respinta più volte.

Rabbia e impulsività sono i meccanismi di coping maggiormente usati. 

A differenza di quanto erroneamente diffuso, la diagnosi di DBP non rappresenta una condanna a vita, non è irrisolvibile. 

È fondamentale che la persona che lo presenta si renda consapevole dei suoi comportamenti disfunzionali, che accetti e affronti la sofferenza legata alla sua condizione.

 

Il miglior esempio di vita e cura del DBP è Marsha Linehan, cui era stato diagnosticato il disturbo borderline di personalità. Marsha giurò a se stessa che si sarebbe liberata dall’inferno in cui si trovava e avrebbe aiutato gli altri ad uscire da quella stessa condizione.

Infatti è anche colei che ha ideato la terapia Dialettico Comportamentale (DBT) per il trattamento del Disturbo di Personalità Borderline e che da anni aiuta milioni di persone nel mondo ad evadere dal loro mondo incerto.

 

A noi tutti dico, siamo come Marsha: prendiamo il coraggio di attraversare le nostre tenebre, di affrontare il dolore, di cambiare e di usare il nostro vissuto in modo positivo, per aiutare altre persone a star meglio.

Iniziamo con il prendere consapevolezza di cosa sono i disturbi mentali e di come è possibile superarli. E iniziamo da oggi, da maggio, mese dedicato al Disturbo Borderline di Personalità.

 

 

Related posts
Articoli

Loglan: la lingua è di chi la parla o di chi la crea?

Articoli

Perché Mosè ha le corna? Michelangelo e la strana scelta

Articoli

Una finestra rotta può aumentare il rischio di criminalità?

Articoli

Come Roma cambiò con il fascismo

Rispondi