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Come riutilizzare i fondi del caffè?

Grazie ad uno studio condotto con il patrocinio della British Ecological Society, dalle Università delle Hawaii e di Zurigo, in alcuni tratti di terreno in Costa Rica, sono stati scaricati oltre 30 camion di polpa di caffè. Si tratta degli scarti derivanti dalla produzione di caffè che è ricca di nutrienti come lignina, proteine e zuccheri. 

È stato delineato il perimetro per un’area di 30×40 metri, affiancata poi ad un’altra, trattata come sempre, per poterne studiare le differenze. Dopo due anni dall’inizio dell’esperimento, l’80{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} in più della vegetazione era cresciuta nella zona concimata naturalmente, con alberi forti e più grandi del solito, mentre il restante 20{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} presentava solo sterpaglie. Inoltre, lo stesso terreno della prima area, risultava essere più florido e meglio assortito per accogliere la nuova flora. La polpa di caffè infatti, grazie alla sua particolare consistenza, impedisce alla vegetazione indesiderata di crescere, ripristinando un suolo che era stato contaminato dal passaggio di animali o dal vento.

Riutilizzare i prodotti agricoli

“Questo studio chiaramente suggerisce che prodotti agricoli possono essere riutilizzati per accelerare il recupero delle foreste nelle terre tropicali degradate. E’ una situazione in cui ci guadagnano tutti.”  – ha affermato la professoressa Rebecca Cole che è a capo dello studio.

L’area interessata, negli anni cinquanta era stata sottoposta ad una intensa deforestazione, per far posto ad allevamenti intensivi, da poco sottoposta alla riforestazione proprio di piante di caffè e non solo. Ciononostante, grazie alla sua capacità di accelerare i processi naturali, il caffè è stato in grado di ritrasformare la terra e creare l’habitat ideale. Persino i terreni più aridi potrebbero arricchirsi di minerali e sostanze vitali per la crescita di piante ed alberi.

 

Solo un primo esperimento

“Questo studio è stato condotto in un solo grande sito, quindi sono necessari ulteriori test per vedere se questa strategia funziona in una gamma più ampia di condizioni” – ha spiegato la dottoressa Cole. – Ci auguriamo che il nostro studio sia un punto di partenza per altri ricercatori e industrie per dare un’occhiata a come potrebbero rendere la loro produzione più efficiente creando collegamenti con il movimento di restauro globale”.

Nel 1998 erano state già intraprese ricerche simili, sempre in Costa Rica, allora utilizzando i residui delle arance, che avevano apportato grandi migliorie alla superficie. La sperimentazione era stata poi fermata per conflitti d’interesse tra aziende.

Sia il passato che il presente suggeriscono però che i materiali spesso considerati di scarto e diretti solo allo smaltimento, possono essere invece una grandissima risorsa per progetti come quello del rimboschimento. 

Qualche dato

“Si stima che per ogni milione di sacchi da 60 kg di caffè ci siano 218.400 tonnellate di polpa e mucillagini: in gran parte da riutilizzare per accelerare il ripristino delle foreste nei 60 paesi che coltivano caffè.” (ilfattoalimentare.it), fattore che inoltre abbatterebbe anche i costi di trasporto dei concimi. 

L’obiettivo

Quello di  creare un’agricoltura circolare in cui ciò che nella terra è stato coltivato, alla terra tornerà. Ci si avvicinerebbe in questo modo anche agli obiettivi dell’Accordo di Parigi: trasformare l’UE nella prima economia e società a impatto climatico zero entro il 2050.

Di sicuro non dovremmo avere problemi a riutilizzare i fondi del caffè visto che è la bevanda più utilizzata al mondo. 

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