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Condorelli dice no al pizzo e denuncia la mafia

La denuncia

Il Cavalier Condorelli proprietario del marchio di prodotti dolciari diventato leader del settore. La sua azienda ha sede a Belpasso (Catania) ed è parte della forte identità siciliana già da generazioni. 

Nel 2019 decide di fare una scelta coraggiosa denunciando alle autorità competenti la richiesta di soldi come pizzo da parte della delinquenza locale. Questo suo gesto, dopo l’operazione dei carabinieri “Scacco Matto”, durata appunto due anni, ha finalmente portato all’arresto di 40 persone. 

“Nell’immaginario collettivo la mafia è vissuta con timore, ma si può vincere – ha raccontato Condorelli –. Io ho già denunciato in passato altre estorsioni e questo, forse, mi ha reso più facile denunciare. Molti mi dicono che sono stato coraggioso, ma io non mi sento più coraggioso di altri: sono un essere umano e un imprenditore e voglio rimanere un uomo e un imprenditore libero”

La Sicilia onesta

“Sono contento perché viene fuori l’immagine di una Sicilia sana, onesta che lavora e dà lavoro – ha continuato -. Oggi mi sento meno solo perché ho fiducia nelle istituzioni: i carabinieri del nucleo investigativo dei carabinieri del comando provinciale di Catania mi sono stati molti vicini”. […] “Dobbiamo dare una svolta e guardare al futuro con ottimismo”.

L’imprenditore Giuseppe Condorelli ha raccontato di essere già stato vittima di tentate estorsioni sin dai tempi in cui in padre era in vita. Tuttavia, non si è mai arreso. Si è sempre affidato alla giustizia, confidando nel loro potere di cambiare le cose. Ha raccontato di aver denunciato ed avere il merito di diversi arresti, già 17 anni fa. In questo tempo tutto era stato taciuto per Condorelli, pensava di non doversi più preoccupare del problema, fino a due anni fa. Una bottiglia incendiaria con un messaggio intimidatorio gli è stata lanciata fuori il negozio, allora ha capito di dover fare di nuovo la cosa giusta, per salvaguardare lui, la sua famiglia e tutta la sua amata terra.

«In quanto cittadini imprenditori ed esportatori di prodotti siciliani abbiamo sempre sentito l’onere e l’onore di rappresentare al meglio la Terra che i nostri padri ci hanno consegnato. Perché crediamo nel potere che anche il più piccolo fra i dolci ha di veicolare i valori della famiglia, della genuinità, del rispetto e della giustizia. Crediamo che anche un torroncino possa schiudere la bellezza della nostra amata Sicilia, così tristemente avvezza a stereotipi e a notizie di cronaca deturpanti. Lealtà e legalità sono per noi doveri verso di voi che ci scegliete ogni giorno. Ed è per voi, per chi ci precede, per la nostra famiglia e per i nostri figli che abbiamo l’obbligo morale di mostrare che questa non è la culla della mafia, dell’omertà e della rassegnazione» – così il torronificio ha annunciato la notizia sui social.

Senza paura

«Questa – continua – non è l’Isola che ha paura e si piega, ma l’Isola che alla paura antepone il coraggio, all’acquiescenza la lotta e all’illegalità risponde con la giustizia. Ringraziamo di cuore le forze dell’ordine e le istituzioni per averci guidato in questo percorso che oggi ci permette di godere a testa alta della luce del sole; ringraziamo le testate giornalistiche che stanno dando risonanza a messaggi di speranza; ringraziamo quanti nel loro piccolo fanno la propria parte per rendere questo posto migliore di come lo hanno trovato; ringraziamo tutti voi per gli attestati di stima pervenutici da ogni parte della Sicilia, dell’Italia e del mondo. Grazie per esservi mostrati solidali e vicini ai principi dell’azienda: ci avete inondato di abbracci virtuali, parole calorose e commozione. Il vostro affetto è la prova che se ti schieri dalla parte della legalità non sarai mai solo. Servire e servirvi è sempre un piacere. La giustizia a volte può essere un cammino lungo e tortuoso ma il gusto che lascia nel cuore è il più dolce di tutti».

Un messaggio di forte speranza per una regione che per anni si è dovuta piegare alle prepotenze di “Cosa Nostra”. Un messaggio che spinge ad avere fiducia nelle istituzioni e a non arrendersi dinanzi alle ingiustizie reiterate.

Tutti uniti

“La determinazione e la coscienza civile dimostrate dal cavaliere Condorelli sono un’ulteriore eccellenza siciliana, un altro esempio di come, con volontà e coraggio, le cose possano davvero cambiare in quest’Isola” – ha affermato il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci.

“Il governo regionale è al suo fianco e accanto a tutti gli imprenditori nel combattere l’odioso fenomeno delle estorsioni”, ha poi detto Musumeci, “non piegarsi agli estorsori è l’unica via per sottrarre la nostra economia al giogo mafioso e dare un futuro ai nostri giovani. Come il cavaliere Condorelli, sono tanti quelli che si ribellano al racket, confidando nella presenza dello Stato, delle istituzioni e delle forze dell’ordine che, oggi più che mai, offrono un aiuto concreto a chi dice no al ‘pizzo’. È questa la strada da seguire per dimostrare che la nostra Sicilia non è irredimibile e che le mafie, piccole e grandi, non riusciranno a prevaricare i diritti dei siciliani onesti”.

Per fortuna, già nel 2020 molte aziende siciliane hanno denunciato il racking con la campagna #iononpagoilpizzo. Ad oggi l’importanza della fiducia nelle istituzioni è in continua crescita, affinché si possa estirpare per sempre un grande male che ha già fatto troppi danni.

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