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Digital detox: la nostra esperienza di un weekend offline

Immagina questa situazione: dopo una lunga passeggiata sei arrivato in una bellissima spiaggia deserta. L’aria è tiepida e piacevole, tira un lieve vento ristoratore e il sole sta via via tramontando e scomparendo nell’acqua. Ma ecco, all’improvviso, un impulso irrefrenabile: scattare una foto e condividerla con i tuoi amici sui social, seguita da un messaggio, una storia e un “mare” di notifiche da leggere. I colori della realtà si affievoliscono e la tua mente ora è completamente assorta in un altro mondo: quello digitale.

È successo anche a voi? Immagino di sì, e lo dicono anche i dati.

Dal report 2022 dell’agenzia “We are social”, che si occupa di diffondere dati sulla nostra presenza online e sui social network, emerge che sono aumentate sia le persone connesse ad internet, circa 60 milioni, che la nostra presenza sulle piattaforme social, che è a quota 43 milioni di utenti (+5,4% rispetto al 2021).

Passando all’analisi sul tempo di utilizzo la situazione è ancora più critica, dato che un italiano passa mediamente sei ore al giorno in compagnia dello smartphone, due delle quali sui social network.

La dipendenza da smartphone

È ovvio che i telefoni e la tecnologia abbiano apportato dei notevoli miglioramenti alla nostra vita. Hanno reso sempre più facile pianificare le nostre giornate, creare dei sistemi di vendita efficienti, studiare e metterci in contatto con i nostri amici e parenti lontani. Ma questo meccanismo ha un lato oscuro: siamo diventati schiavi del digitale e abbiamo iniziato a usare il telefono come appendice, non solo dei nostri arti, ma anche della nostra identità.

Sia chiaro, non voglio dire che i telefoni andrebbero eliminati (sarebbe impossibile), ma è utile rivalutare le modalità con cui li utilizziamo. Oltre a sottrarci tempo prezioso, infatti, l’uso sregolato degli smartphone può portare a effetti psicologici importanti come ansia, sintomi depressivi e, nei casi più gravi, condurre a veri e propri disturbi da dipendenza (come quella da droghe, alcool e gioco d’azzardo). Ne è un esempio il disturbo da dipendenza da internet (IAD).

La FOMO e i comportamenti di uso impulsivo dei social

In riferimento ai social network, diversi studi hanno dimostrato che un eccessivo uso delle piattaforme digitali può portare allo sviluppo della “fear of missing out”, meglio conosciuta come FOMO.

La FOMO è una sensazione comune ma saltuaria di provare emozioni negative nel non partecipare a esperienze piacevoli a cui partecipano persone conosciute ed è caratterizzata da ansia al pensiero che i nostri amici possano vivere esperienze a cui noi non stiamo partecipando, dal desiderio di rimanere in contatto con gli altri attraverso i social e da comportamenti compulsivi verso i dispositivi digitali (controllo delle notifiche, allucinazioni relative a vibrazioni e suoni).

Il meccanismo alla base del nostro comportamento verso i telefoni e i social, infatti, deriva dalla struttura stessa delle app, che inviano degli stimoli, detti “trigger”, che possono essere sia interni (ansia, emozioni negative, attivazione), sia esterni (suoni, numerini rossi e notifiche automatiche). Questi segnali generano in noi una reazione veloce, che ci porta ad afferrare lo smartphone in modo istintivo e irrazionale.

Reiterare questo comportamento genera un meccanismo di ricompensa che elicita dopamina, il neurotrasmettitore del piacere, fino ad essere interiorizzato e ripetere il comportamento, anche in assenza di stimoli.

Regole utili per ridurre i comportamenti impulsivi

Ma quindi come limitare questo effetto di condizionamento e raggiungere il “benessere digitale”? Ecco qualche consiglio pratico:

  • Limitare i trigger come notifiche o suoni
  • Utilizzare la modalità “offline” o “non disturbare” e riservare dei momenti specifici per rispondere ai messaggi sui social
  • Rendere la nostra reazione ai trigger più complessa, ad esempio spostando le app più “addictive” nella schermata secondaria e impostare delle limitazioni all’uso con un codice numerico
  • Evitare di interrompere le nostre attività produttive con l’uso dello smartphone (ad esempio mentre stiamo lavorando, scrivendo, allenandoci ecc)
  • Lasciare il telefono a più di “un braccio” di distanza
  • Inserire alcuni momenti di pausa dall’uso del telefono nelle nostre giornate (esempio tenere i telefoni in modalità aereo se siamo a una cena o in compagnia di qualcuno)

Il “digital detox” come strumento utile per una maggiore consapevolezza

Lo so, ti sembrerà impossibile cambiare radicalmente queste abitudini. Ma se ti dicessi che esistono delle esperienze di “disintossicazione da telefono” in grado di condurti, con un piccolo shock iniziale, a diventare consapevole all’approccio al digitale?

Il digital detox è un protocollo per la riduzione dell’utilizzo degli smartphone in contesti sociali: dal semplice aperitivo, fino ad arrivare a vere e proprie esperienze immersive di più giorni a telefono spento.

Noi Unfluencer abbiamo avuto la fortuna di poter partecipare a un weekend di detox digitale in Sardegna, con risultati davvero impressionanti, che ora vi racconto.

Un weekend in “digital detox”: la nostra esperienza

Appena arrivati eravamo tutti visibilmente preoccupati, faticavamo a staccarci dai dispositivi e abbiamo iniziato a condividere le nostre preoccupazioni, in pratica eravamo completamente assuefatti al nostro uso dei social . Poi i ragazzi di Logout – Livenow, un’azienda specializzata in viaggi di digital detox, ci hanno mostrato una piccola cassaforte in cui mettere i telefoni. Il nostro mondo digitale si è spento.

Sin dai primi momenti senza smartphone le nostre ansie e paure si sono inaspettatamente dissolte, abbiamo iniziato con un seminario e a fine giornata ci aspettava un bellissimo tramonto sul mare. Seduti sulle rocce abbiamo condiviso parole, risate e diverse riflessioni, tanto che nessuno di noi ha sentito la mancanza di quella famigerata foto da condividere.

Il giorno dopo è stato il momento di una passeggiata di qualche ora nella natura e di passare una mezz’ora ora di noia da soli con noi stessi, che a tutti è sembrata fin troppo breve. Eravamo nel presente e completamente immersi nel processo. Poi l’ultima sera tutti insieme, ancora risate e un’ottima cena tipica, che hanno allietato la nostra permanenza. La conclusione di tutto è stata una chiacchierata nel nostro alloggio e la condivisione delle ultime impressioni a caldo.

Come è finita? Quando era il momento di riprendere i telefoni dalla cassetta avevamo quasi timore di toccarli, molti di noi hanno adottato definitivamente il “non disturbare” come stile di vita e molti altri hanno preferito affrontare il viaggio di ritorno ancora a telefono spento, per assaporare ancora per un momento quella sensazione di completa disponibilità all’ascolto, presenza a se stessi e vivacità dei colori della realtà. Questo è stato per noi il digital detox. E crediamo che dovreste provarlo anche voi.

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