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Donazione del midollo: tutto ciò che vi serve sapere

Eccoci tornati in una nuova puntata di Bill dona parti del corpo. Quest’oggi parliamo infatti della donazione del midollo osseo. Di cosa si tratta? Ve lo spiegheremo con le solite 5 cose da sapere prima di…

Ma prima vi rimandiamo alla precedente puntata sulla donazione del sangue che, nel caso vi foste persi, potete recuperare a questo link. Alcune informazioni di quell’articolo ci saranno utili per questo. Ma bando alle ciance, partiamo!

1. Cos’è il midollo osseo?

Partiamo dalle basi: che cos’è il midollo osseo? Si tratta di un tessuto molle contenuto nelle ossa. Ma in quale parte delle ossa? Dipende da che tipo di midollo stiamo considerando. Infatti ne esistono di 2 tipi:

  • il midollo rosso
    • deve la sua colorazione ai numerosi capillari e alle cellule ematopoietiche
      • ovvero le cellule staminali pluripotenti destinat a diventare cellule del sangue
    • ha il compito di produrre tutti gli elementi figurati del sangue
      • questo nei mammiferi che hanno gli eritrociti anucleati (leggi come globuli rossi senza nucleo)
    • si trova nelle epifsi delle ossa lunghe e nelle ossa brevi e piatte

  • il midollo giallo
    • è formato prevanetemente da tessuto adiposo
    • deriva dal midollo rosso che si è trasformato durante la crescita
      • infatti alla nascita nelle ossa è presente solo il midollo rosso
    • si trova nelle diafisi delle ossa lunghe

Quello che si dona è il midollo rosso. E sì, viene estratto proprio dalle ossa. Adesso vi spigheremo come…

Composizione delle ossa lunghe

2. Come funziona la donazione del midollo?

Per quanto possa sembrare spaventoso, il midollo può essere estratto direttamente dalle ossa oppure dal sangue. Esistono infatti 2 modalità:

  • il prelievo da sangue periferico
    • è quello ormai più diffuso e ricorda molto il funzionamento della donazione del plasma
    • per effettuarlo occorre sommministrare nei 5 giorni precedenti un farmaco che stimoli la produzione di cellule ematopoietiche
      • le cellule “in più” entreranno così in circolo nel sangue
    • avviene con una procedura chiamata aferesi, utilizzando un separatore cellulare
      • in pratica vengono raccolte solo le cellule ematopoietiche, mentre il resto del sangue viene reifuso
      • ha una durata di 4 ore, senza anestesia
      • richiede un semplice day-hospital
    • può provocare mal di testa, una leggera febbre e in alcuni casi dolori alle ossa
  • il prelievo dal midollo osseo (metodo tradizionale)
    • avviene tramite una siringa a livello delle creste iliache, ovvero le ossa del bacino (che sono ossa piatte)
    • è una procedura effettuata sotto anestesia (per lo più generale) della durata media di 45 minuti
      • dopodiché il paziente rimane in osservazione per 24-48 ore
    • consente di estrarre 0,7-1 litro di midollo, in base al peso del paziente
      • il midollo estrato, comunque, si riformerà entro una settimana
    • può provocare dolori alle ossa da cui è stato effettuato il prelievo
      • per cui è fortemente consigliato un riposo di almeno 4 giorni

Sono entrambe procedure abbastanza invasive, ma si tratta di una donazione in cui davvero la singola persona può fare la differenza tra la vita e la morte.

Infatti se per il sangue si fa rifermimento a una banca dati nazionale, per la donazione del midollo si fa riferimento a una banca dati mondiale. Questo perché la probabilità di trovare un donatore compatibile è 1 su 100.000!

Perché è così difficile trovare un donatore compatibile?

Per catalogare il midollo osseo si usa tipizzazione HLA (Human Leukocyte Antigen), la stessa che si usa per i trapianti d’organo.

A differenza degli antigeni A o B che stanno sui globul rossi, gli antigeni leucocitari umani stanno su tutte le altre cellule. Si tratta di un marchio genetico molto distintivo, che varia sensibilmente da individuo a individuo.

3. Chi può donare il midollo?

Come per la donazione del sangue, anche qui ci sono dei requisiti molto stringenti.

  • Età
    • compresa tra i 18 e i 35 anni
    • si può in via eccezionale donare fino ai 55 anni, ma è molto più rischioso

  • Peso
    • almeno 50 kg
    • per i motivi già spiegati per la donazione del sangue

  • Condizioni di salute
    • avere degli esami del sangue nella norma
    • non aver avuto in passato tumori, malattie autoimmuni e alcuni tipi di diabete

Prima della donazione vera e propria, bisogna fare una serie di esami e di prelievi per la tipizzazione. Una volta registrati, si verrà chiamati solo quando qualcuno di compatibile avrà bisogno di una donazione.

Si dona quindi una volta sola. Le eventuali donazioni successive, qualora il malato compatibile ne avesse bisogno, non sono assolutamente obbligatorie per il donatore.

“Posso contare sulla mia famiglia” o no?

Potreste pensare che un vostro parente stretto sia il donatore perfetto per voi (o viceversa). In realtà la probabilità di trovare un donatore compatibile nell’ambito familiare si attesta intorno al 25-30%.

Questo perché gli antigeni leucocitari, sebbene trasmessi in maniera ereditaria, hanno molti più alleli e quindi variano di più anche in una singola generazione.

4. Chi può aver bisogno di un trapianto di midollo?

Le cellule ematopoietiche sono utilizzate nelle terapie di diverse malattie: dai tumori del sangue (es. leucemie, linfomi, mieloma…) fino alle malattie autoimmuni (es. sclerosi mulltipla).

Quando le cellule staminali arrivano da un individuo diverso si parla di trapianto allogenico. Ma prima di questo, il ricevente deve sottoporsi a una lunga terapia per poter accogliere le cellule del donatore. Questa fase è detta di condizionamento.

Per farla molto breve, viene azzerato il suo sistema immunitario tramite cicli di chemio e radioterapia. In questo modo si “fa spazio” alle nuove cellule staminali ematopoietiche che verranno trapiantate tramite un’iniziezione nell’arteria succlavia.

Da lì in poi, se non rigetta il trapianto, il ricevente inizierà a produrre cellule del sangue uguali a quelle del donatore e per questo motivo potrebbe addirittura cambiare gruppo sanguigno!

5. Perché dovrei donare il midollo?

Perché l’unico modo per alzare la percentuale di compatibilità è aumentare il numero di donatori.

Anche se, diciamoci la verità, non è entusiasmante l’idea di farsi bucare le ossa o avere in giro per il sangue cellule che aspettano solo di essere aspirate. Mentre stavo scrivendo l’articolo ho cercato un’immagine esplicativa per illustrare il trapianto, un’immagine che non mi facesse impressione… ma non l’ho trovata. E la verità è che non l’ho trovata perché non c’è.

La donazione del midollo è spaventosa, forse perfino più spaventosa della donazione di organi. Ma è ancora più spaventoso pensare che, se un giorno dovessi aver bisogno di un trapianto, le probabilità di trovare qualcuno di compatibile siano più basse della probabilità di trovare la gocciola zebrata.

Scherzi a parte, se volete saperne di più vi lasciamo qui il link per l’ADMO, l’associazione che si occupa di promuovere l’iscrizione al Registro italiano donatori midollo osseo (meglio nota come IBMDR – Italian Bone Marrow Donor Registry).

Per voi potrebbe essere un giorno un po’ noioso in ospedale, ma per qualcuno sarebbe un occasione per poterlo lasciare per sempre.

Nicole Maestroni

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