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Telegram fa educazione sessuale: EdSexBOT

Per secoli (e probabilmente in alcune situazioni è ancora così) l’educazione sessuale dei figli si basava su alcune narrazioni derivate da credenze popolari.

I bambini si trovano sotto ai cavoli”.

(Aprendo una piccola parentesi. Si dice che i bambini nascono sotto ai cavoli poiché, in particolare nell’Europa Centrale, il cavolo era uno dei pochi alimenti che potevano essere coltivati in inverno e che potevano quindi sfamare le famiglie; veniva piantato a marzo e raccolto 9 mesi dopo, proprio come una gravidanza; e la raccolta avviene tagliando la radice che tiene il cavolo legato alla terra, proprio come il taglio del cordone ombelicale.)

I bambini li porta la cicogna”.

(Aprendo una seconda piccola parentesi. Si dice che le cicogne portano i bambini per un’associazione che si è andata a creare nell’immaginario popolare tra le nascite dei bambini e la realizzazione dei nidi da parte delle cicogne su tetti e comignoli delle case. Poiché nei mesi freddi non c’era la possibilità di riscaldare quotidianamente le abitazioni, il fuoco veniva acceso solo in occasioni speciali, come la nascita dei bambini; dunque le cicogne, attirate dal calore, andavano a fare il nido proprio sui tetti o sui comignoli delle case.)

Oppure si fa riferimento alla storia delle api, dei fiori e dei pollini.

Ciò che accomuna questi racconti è la difficoltà a parlare apertamente della sessualità, tematica fortemente repressa da tabù e vergogna che non fanno altro che creare da un lato disinformazione, potenzialmente molto pericolosa, e dall’altro sentimenti di colpa. Colpa per non saperne abbastanza, colpa per voler conoscere di più.

Che colpa si può avere per voler conoscere meglio un aspetto così importante delle nostre vite?

Nonostante ciò, anche le istituzioni scolastiche non affrontano adeguatamente il tema della sessualità. E ciò porta quei ragazzi che non hanno la fortuna di avere genitori disposti a parlarne a doversi organizzare diversamente: chiedere agli amici (che spesso ne sanno altrettanto poco) oppure rivolgersi ad internet.

Il risultato?

Informazioni non accurate, non verificate, parziali, fuorvianti.

EdSexBOT: uno strumento d’informazione sicuro

Esempio di domande che si possono porre al BOT.

EdSexBOT (Educazione Sessuale BOT, progetto di Giorgio Gaudio presentato in occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione) è un BOT (uno strumento che esegue attività in maniera automatizzata) accessibile gratuitamente sull’applicazione Telegram.

Il suo obiettivo è abbattere gli stereotipi, superando le storie dei cavoli, delle cicogne e delle api, fornendo una corretta informazione ai giovani che ne facciano richiesta.

È sufficiente accedere a EdSexBOT su Telegram e porre domande in chat. In modo anonimo e sicuro, il BOT fornirà le risposte (ad oggi più di 250) appositamente redatte da un team di professionisti e professioniste in ostetricia, psicologia, endocrinologia, ginecologia, andrologia, sessuologia e legge.

Per parlare con i giovani, devi andare dove si trovano i giovani. E il digitale è il mondo dei giovani. Per fare un ulteriore passo verso i giovani, il progetto EdSexBOT è sostenuto dal Movimento Etico Digitale, la cui mission è diffondere la consapevolezza dell’uso degli strumenti digitali (rischi e potenzialità) attraverso diverse iniziative, anche e soprattutto all’interno delle scuole.

Perché la consapevolezza è un ingrediente fondamentale dell’intelligenza: se la coltiviamo fin da giovani, non passerà mai di moda.

Michela Formicone

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