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Ememem, Cibo e Neve: la street art che cura

Dove c’è degrado Ememem porta colore

Parliamo di Ememem, un artista del quale non si conosce il vero nome ma solo il suo nome d’arte che vive a Lione e che, cominciando proprio da questa città, ma poi espandendosi in varie realtà europee come Aberdeen, Barcellona, Parigi e Torino, chiude le buche presenti sul selciato con dei mosaici colorati. Utilizza una tecnica che viene chiamata “Flacking”, dal francese flaque che vuol dire pozzanghera, utilizzando materiali diversi e facendo dei mosaici. E sono pozzanghere di magia e colore quelle che appaiono qua e là tra il nero dell’asfalto, le pietre e l’erba che prepotentemente cerca di crescere laddove la pavimentazione si rompe e interrompe. Macchie che rallegrano e abbelliscono un asfalto scuro e triste e che offrono anche un elemento di sicurezza, la buca lasciata aperta e libera è sicuramente un elemento di rischio per chi potrebbe inciampare. 

 

In Italia Cibo con la sua street art

Un altro artista è Cibo. Di lui conosciamo anche il nome e cognome: Pierpaolo Spinazzé, della provincia di Verona. Si è dedicato, e si dedica, a rendere migliore la città di Verona. Il suo è un impegno che non si limita all’abbellimento, ma cerca anche di portare un messaggio più complesso.

Cibo trasforma le scritte e i murales che inneggiano all’odio e al razzismo in magnifiche figure raffiguranti del cibo, appunto. Perché del cibo? Perché, ci dice Spinazzé “Cibo significa passare il tempo con le persone che amiamo, condividendo gioia e felicità”. Cibo studiava arte e lavorava anche nel campo della ristorazione, “l’Italia ha un patrimonio gastronomico enorme che viene valorizzato solo in parte e per me è fonte di continua ispirazione”. Di fronte al dilagare delle tensioni, dell’odio, dell’intolleranza, Cibo sceglie di protestare portando colore, perché: “Cosa può fare, un artista? Combattere l’odio con la bellezza e con i colori”. Cibo non si definisce un combattente politico, ma una persona che porta avanti delle azioni semplici, di decoro, perché ama il suo Paese e pensa che le città siano dei grandi musei e per questo motivo vuole che siano belle. 

 

In molti lo appoggiano, chiedendo la sua prestazione a volte come se fosse un po’ pronto intervento. Allo stesso tempo ha ricevuto e riceve anche minacce, ma queste non lo fermano, anche perché la sua è una “resistenza colorata” e crede che l’odio e la paura vadano combattuti con la cultura.

Troviamo altre forme di Street Art che sono dedicate ad abbellire gli spazi, a colorare, dare un segnale di rinnovamento alle nostre città. Alcune vengono apprezzate e promosse dalle istituzioni stesse, altre vengono in parte osteggiate. 

 

Opere riconosciute di Neve

Alcuni artisti che hanno cominciato dipingendo sui muri, sono poi diventati talmente famosi che vengono ingaggiati da aziende per creare i loro murales in punti di comunicazione strategica (Neve ne è un esempio).

Mettere colore nelle nostre città è un modo per renderle non solo più belle e più allegre, ma di portarle più vicino a ciascuno di noi. Farci sentire parte e partecipi di quella che è la festa del vivere, amando i nostri paesi e le nostre città, cercando di renderli più belli per tutti noi.

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