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Emozioni di quartiere: la storia del calzolaio di Cinisello Balsamo

A Milano un commerciante mette un cartello con scritto “NON vi lascio a piedi”.

Curiosa scritta che cela un grande gesto di solidarietà. Un segnale chiaro che la pandemia non ha portato via le buone intenzioni dei cittadini nei confronti del rispetto e dell’amore per il prossimo.

 

Il fatto ha portato alla luce due punti: la disperazione e la voglia di stare uniti. In un momento storico in cui le difficoltà sono tante, è bello pensare che un artigiano, come in questo caso Roberto Visentin, calzolaio e artigiano da generazioni, si sia voluto stringere alla comunità del suo quartiere per dare un messaggio importante. 

Io ci sono. Io penso a voi. Oltre che ad aver trovato una soluzione per non chiudere bottega.

 

Un’azione da imitare. In un paese dove i grandi centri commerciali hanno sostituito la maggior parte dei piccoli negozi, è difficile trovare chi come il bravo Roberto ha voglia di venire incontro ai problemi del cliente offrendo un servizio con la formula “pagherò”.

 

Questo modus operandi ricorda il passato, quando la maggior parte delle famiglie aveva il conto aperto e si segnavano gli acquisti che sarebbero stati pagati con l’arrivo dello stipendio o del guadagno dei raccolti. Quando la maggior parte della popolazione viveva di stagionalità e di lavoro nei campi. Quando tutti gli appartenenti ad un quartiere si conoscevano e comunicavano tra di loro, andando spesso ad offrire le proprie prestazioni nel caso ci fosse bisogno.

 

Oggi invece viene visto come un caso straordinario, da imitare come afferma il vicesindaco della zona di Cinisello Balsamo (MI). Proprio perché ci siamo persi le buone abitudini e quello che pensavamo fosse passato, oggi la pandemia ci ricorda che l’unione e la compassione sono l’unico modello fondamentale per il bene della società.

 

Esistono interi quartieri-dormitorio che non hanno nessun tipo di servizio e quando qualcuno compie un gesto umano viene visto come straordinario.

A proposito, nell’articolo di Sergio Sampaolo “Città del quarto d’ora” si parla di quartieri all’avanguardia dove le città offrono servizi a portata di mano come negli anni passati.

Proprio vero che l’etica e la buona educazione sono argomenti antichi che vale la pena rivalutare.

Proprio come la filosofia che oggi diventa urbana, in alcuni casi anche attraverso il digitale come nel caso di Tlon, per dare risposte al quotidiano. Quello stesso quotidiano che per molti è motivo di smarrimento. Ci siamo semplicemente dimenticati che i grandi filosofi tracciavano semplicemente dei modelli comportamentali utili per vivere al meglio.

Grazie a TikTok stiamo riscoprendo dei valori sotto forma di consigli, da parte di ragazzi giovani, sacerdoti o professionisti di ogni genere impegnati nel voler cambiare le cose.

Tutti in ogni caso parlano del passato. Ricordano ovvietà dimenticate.  Nulla di nuovo quindi.

Il rispetto e l’amore restano quelli di un tempo e si rinnovano con il passare degli anni semplicemente ricordando le buone maniere.

Si ritorna all’importanza della memoria. Per non dimenticare, non solo le cattiverie umane, ma soprattutto che noi esseri umani siamo in grado di amare. Ricordiamolo sempre.

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