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Essere un medico specializzando al tempo del Covid 19

Proprio oggi ho fatto una guida sulla mia pagina Instagram in merito al particolare periodo che stiamo vivendo, ma da un altro punto di vista, quello di noi medici.

Da quando per la prima volta il Covid è entrato nel mio ospedale, ecco la corsa per cercare una semplice mascherina -oggi bene abbastanza semplice da trovare ma soli pochi mesi fa, un bene preziosissimo-, l’ansia perché non si sapeva nulla, soprattutto non si sapeva come trattare i pazienti. Ogni volta che rilevavamo un picco febbrile, saliva in noi la tachicardia.

 

Insomma sono stati periodi e momenti difficili, ma come a tutto nella vita ci si abitua. Ci si abitua a lavarsi le mani ogni volta che si entra in stanza dai pazienti, ci si abitua ad indossare doppia mascherina, ci si abitua anche ad indossare assurde tutte che manco Breaking Bad.

Ma Peppe non ti lamentare è il tuo lavoro?

 

Vi siete mai chiesti cosa significa per noi curare un paziente?

E’ il mio lavoro, mi alzo ogni mattina alle 6:30 del mattino, ho una media di 70h di lavoro a settimana, lo faccio con felicità, con voglia di aiutare il prossimo, di portare nel mio piccolo anche un sorriso, con poco, e chi mi segue sa che spesso porto i cornetti ai miei pazienti, ma sono un essere umano anche io, mi stanco, soffro per i miei pazienti, vorrei anche io prendere una boccata d’aria.

Vi siete mai chiesti cosa significa per noi curare un paziente?

Sapete cosa significa per noi veder morire una persona?

Sapete cosa significa entrare in un reparto Covid?

 

Sì Peppe lo sappiamo, lo vediamo ogni giorno in tv!

Ma avete mai indossato una tutina? Avete mai cambiato casacca tre volte al giorno perché troppo sudati? Avete mai provato la sensazione di non riuscire a respirare perché vi mancava l’aria per via di tutto quello che vi circondava.

 

Il Covid ha stravolto tutto

Noi medici specializzandi siamo quelli che stanno più tempo a contatto con il paziente, dal momento del ricovero alla sua dimissione. Il Covid ha stravolto tutto, è evidente. La ginecologia vive una dicotomia, da un lato l’ostetricia, l’isola felice della medicina, parti, nuovi bimbi che vengono al mondo, dall’altro ginecologia, soprattutto quella oncologica, dove ogni giorno è una lotta per salvare una vita, e poi c’è da qualche mese il Covid, un insieme delle due cose.

Ho sempre cercato di portare gioia ai miei pazienti, ma certe volte con queste mascherine il mio sorriso non viene fuori, e non sempre si riesce a percepire cosa provo.

Sapete la cosa più brutta? Le donne partoriscono da sole, con un medico e l’ostetrica al loro fianco, la cosa più brutta è che si è perso il rapporto umano con i pazienti.

Ho visto molte volte i colleghi americani indossare una foto come fosse una collana, perché certe volte i pazienti non li riconoscono.

 

Il lato positivo della tragedia

Mi viene chiesto spesso sulla mia pagina instagram (@peppe893) se in tutto ciò trovo un lato positivo. Difficile a dirsi, ma se proprio devo trovarne uno, noi sanitari ci sentiamo più uniti, più forti, insieme facciamo team, contro un unico male. Quando arriva un caso sospetto, ci bardiamo che sembriamo astronauti e certe volte il paziente va ancora più in crisi perché non capisce nulla. Vi siete mai domandati quando uno di noi risulta positivo al Covid? Beh è atroce, pensi che anche tu puoi essere positivo, vedi un tuo collega/amico soffrire e tu inerme non puoi fare nulla. Scattano una serie di protocolli, di schede da compilare che sembrano un terzo grado nel tentativo di stabile se sei ad alto o basso rischio. Ma l’attesa è atroce, da medico non puoi accettare che tu sia stato veicolo di questo virus.

Questo articolo sembra una storia triste. La verità è che lo è, ma c’è sempre un messaggio positivo, anzi bisogna sempre cercare della positività nella vita altrimenti tutto questo ci affonda. La mia positività sta nel sorriso! E voi direte ma il sorriso non ti dà forza, a cosa serve? Invece è una grande forza, fidatevi di me.

 

Le pazienti oncologiche mi insegnano tanto, mi insegnano che anche se c’è un bruttissimo male, loro sono positive, sorridono, affrontano la vita con uno spirito, con uno stato d’animo che non esiste in molte persone che incontro al giorno d’oggi, quando mi vedono triste loro lo capiscono e mi dicono sorridi, la vita è bella, va vissuta ogni giorno. Devo dire la verità mi hanno aiutato tanto. Ecco io sorrido sempre, voglio godermi ogni momento della mia vita, affrontare le difficolta che la vita, che il mio lavoro mi mettono di fronte con un grande sorriso. Fatelo anche voi, anche quando la vita vi butta giù voi sorridete, vedrete che quella difficoltà passerà immediatamente. Mi raccomando sorridete, e se avete voglia di condividere positività, fate una foto dove sorridete e taggatemi (@peppe893): più sorrisi insieme possono fare la differenza.

Un caro saluto dal vostro medico social preferito.

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