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Fare il genitore a tempo perso

Un modo di dire

Ultimamente sento dire, sempre più spesso, che i figli sono delle mamme. E sto iniziando a crederci anch’io. Anche perché quando, dopo cinque anni, ho avuto, per la prima volta, bisogno di Emiliano, perché non c’era nessun’altro che potesse stare con Aurora mentre lavoravo, mi ha risposto che avrebbe preferito pagare una babysitter, visto che era indietro con alcuni lavori. 

Un giorno, uno solo, in cinque anni di paternità. “ma non l’hai ancora capito che i figli sono solo delle mamme?”. In realtà il concetto l’ho capito perfettamente, il mio grosso problema è accettarlo. Perché, se a farli siamo stati in due, dovremmo essere in due anche a crescerli. 

Invece, e parlo per esperienza personale, oltre ad avere la responsabilità di queste piccole creature alle prese con la loro crescita, che non è proprio una passeggiata in riva al mare al tramonto, dobbiamo sorbirci anche le crisi di ego dei nostri compagni o mariti. Ovvio io parlo per mia esperienza di marito, ma non credo che il problema sia diverso in coppie dello stesso sesso. La questione è sul fatto che spesso in una coppia uno dei due tende ad aspettare la maggiore età per prendersi i meriti del risultato, senza aver capito cosa sia successo.

La scorsa settimana, per esempio, a causa di un impegno che mi ha portato fuori casa molto presto, è stato Emiliano ad accompagnare a scuola Aurora. Al mio ritorno non ha esitato a farmi notare che era filato tutto liscio come l’olio. “alle otto e venti le ho detto che era ora di andare, e lei come un soldatino è uscita di casa, è stata bravissima, con me”. 

Ma cosa nasconde questa affermazione?…

…apparentemente, innocente.

Primo: io sono più bravo di te 

Secondo: la bambina è brava, sei tu che non sei capace e 

Terzo: basta essere decisi che i bambini ti ascoltano come soldatini. 

Questo conferma il fatto che buona parte dei padri che si esprimono in questo modo, vivono in un mondo parallelo, fatto di episodi sporadici che confondono con la quotidianità. 

Io che per passione tendo ad analizzare le parole, ad inserirle nei contesti e a smontare i luoghi comuni, ci ho messo due secondi a trovare una risposta efficace per sgonfiare il petto del mio caro bellimbusto. 

“a parte il fatto che un episodio non fa la regola, ma è nella vita quotidiana che ci si misura veramente con i figli, comunque, se sei così efficace e risolutivo, per me la puoi accompagnare tu tutti i giorni”. 

Secondo voi ha colto con entusiasmo la mia proposta?

No, non l’ha fatto, anche perché era solo una frase buttata lì per schernire chi da sempre si occupa di nostra figlia. Consapevole o no del peso delle sue parole, ha scelto comunque di usarle ripetendo uno schema che ci accompagna da anni, anzi, da secoli. 

Ecco che le mamme, oltre ad avere la responsabilità dei figli e della casa, a volte, vengono trattate, anche se solo velatamente, come incompetenti. 

Ora, io so chi sono e cosa sono in grado di fare, e certe frasi, oltre a lasciare il tempo che trovano, mi fanno sorridere. Ma ci sono momenti, nella vita di ognuno di noi, compresa la mia, in cui, una frase così, buttata lì tra una brioche e un caffè, può mettere in discussione una vita intera. 

Per questo mamme, vi invito a ragionare su ognuna di queste frasi, come se non fosse rivolta a voi, ma ad una vostra cara amica, e a trovare una risposta efficace che inviti il super papà di turno a mettersi in gioco nel quotidiano dei propri figli, dove possono andare incontro ai normali imprevisti che la vita, spesso, riserva. 

Importante ricordare che 

È solo lì, su quel campo, che a volte è minato, che possiamo dire, giorno dopo giorno, di avere superato gli ostacoli e portato a casa le nostre piccole o grandi soddisfazioni. Ricordiamo sempre, ai nostri compagni, che essere genitori non è una gara a chi è più bravo a farsi rispettare. 

Ma siamo genitori ogni volta che collaboriamo, ogni volta che i nostri punti di vista, anche se distanti anni luce, trovano uno spazio dove incontrarsi per trovare soluzioni nuove a problemi vecchi come il mondo. Perché i figli sono di entrambi i genitori.

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