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Quando a sembrare italiani si fa bella figura: il fenomeno dell’Italian Sounding

italian sounding

In occasione della settima edizione della Settimana dell’Anticontraffazione del Ministero dello Sviluppo Economico (3-7 ottobre 2022), Coldiretti lancia l’allarme: arriva a 120 miliardi di euro il mercato del falso “made in Italy” e dei prodotti “Italian Sounding”, specialmente in campo agroalimentare.

Che cos’è l’Italian Sounding

Spagheroni (Olanda)

Il fenomeno dell’Italian Sounding consiste in un’imitazione di prodotti italiani che non trova fondamento nei prodotti stessi in quanto non realmente provenienti dall’Italia. L’imitazione si realizza su più fronti: il prodotto e/o il marchio presentano immagini, colori, loghi e diciture (ad esempio “secondo la tradizione” oppure “ricetta tipica”) che richiamano l’Italia.

L’Italian Sounding si riscontra in diversi settori, dalla cosmetica, al tessile-moda, all’e-commerce, ma il settore più colpito è l’agroalimentare.

Questo fenomeno riguarda i mercati esteri principalmente di Stati Uniti, Canada, Australia e America Latina. Ma non solo: prodotti di falso made in Italy si trovano anche in alcuni paesi del Nord Europa. E, recentemente, come riferito da Coldiretti, la guerra Russia-Ucraina ha causato un forte aumento della diffusione di prodotti Italian Sounding in Russia poiché il presidente Putin ha stabilito un embargo sui prodotti agroalimentari occidentali.   

Come anticipato, Coldiretti ha rilevato un aumento del giro d’affari attorno all’Italian Sounding e alla contraffazione che arriva a 120 miliardi di euro. Questo dato stupisce ancora di più se si pensa che le ultime stime rese note da Federalimentare riportano un mercato del valore di 60 miliardi di euro: e queste stime risalgono al 2010. Questo significa che in poco più di 10 anni il mercato dell’Italian Sounding e della contraffazione è raddoppiato.

Quali sono le cause dell’Italian Sounding?

Pamesello (diffuso in Stati Uniti, Germania, Francia, Olanda, Canada)

L’Italian Souding è prevalente in quei paesi dove c’è o c’è stata una forte immigrazione italiana. Si tratta di paesi dunque dove ci sono ampie comunità di italiani e l’imitazione di prodotti italiani deriva proprio dallo sfruttamento di competenze ed esperienze produttive italiane. I prodotti realizzati richiamano l’Italia (magari anche attraverso il cognome del produttore, italiano d’origine, usato anche come nome del brand) ma sono in realtà prodotti all’estero.

La fortuna dell’Italian Sounding si deve al prestigio che viene riconosciuto internazionalmente a specifici prodotti italiani, primi fra tutti quelli agroalimentari, ma anche la moda. L’Italia è conosciuta nel mondo per il suo buon cibo e per la moda. I prodotti Italian Sounding acquisiscono così, di rimando, la qualità e lo status symbol associati ai prodotti realmente made in Italy.

Italian Sounding o contraffazione?

Chapagetti (Corea)

L’Italian Sounding differisce dalla contraffazione in quanto quest’ultima è una violazione illecita e sanzionabile, mentre l’Italian Sounding è una forma di imitazione. Per esempio, è contraffazione scrivere su un prodotto “Made in Italy” quando invece proviene da un altro paese (che non è esplicitato nell’etichetta). È Italian Sounding invece riportare la bandiera italiana e un nome italiano sul prodotto, e quindi richiamare così la sua presunta italianità e tutto ciò che ne deriva, ma andare poi a leggere l’etichetta e scoprire che il prodotto ha tutt’altra origine.

Tuttavia, le conseguenze dell’Italian Sounding sono nefaste per i nostri mercati tanto quanto quelle della contraffazione. Infatti, nei mercati esteri dove è presente questo fenomeno, le aziende che commercializzano prodotti Italian Sounding acquisiscono un’ampia fetta del mercato. Arrivano a più consumatori grazie a prezzi inferiori rispetto a quelli del vero made in Italy, causando così reali perdite nel fatturato di aziende italiane.

Si verificano quindi danni sia a livello di immagine, perché i prodotti realmente italiani ne risultano svalutati, sia a livello economico e competitivo per l’Italia.

Come fa il consumatore a tutelarsi?

La prima regola del consumatore consapevole è leggere le etichette. Prima di acquistare un prodotto, leggiamo con attenzione gli ingredienti e la provenienza.

Zottarella (Germania)

In Italia abbiamo poi diversi enti preposti alla tutela e valorizzazione dei prodotti italiani, da Federalimentare a Coldiretti. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha inoltre istituito un organo con funzioni di “impulso e coordinamento delle azioni strategiche intraprese da ogni amministrazione, al fine di migliorare l’insieme dell’azione di contrasto della contraffazione a livello nazionale e della falsa evocazione dell’origine italiana”, denominato CNALCIS, ovvero il Consiglio Nazionale per la Lotta alla Contraffazione e all’Italian Sounding.

Settimana dell’Anticontraffazione

Dal 3 al 7 ottobre 2022 si tiene la settima edizione della Settimana dell’Anticontraffazione promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico. La manifestazione prevede una serie di incontri, in presenza e/o online, dedicati alla sensibilizzazione sul tema della contraffazione e sui gravi danni causati dall’acquisto di prodotti falsi. Questo si colloca anche nel quadro della nuova campagna di comunicazione “Comprare prodotti falsi non è mai un buon affare” lanciata dal MISE a partire dal 2 ottobre.

Per l’occasione il Ministero ha lanciato l’hashtag #prodottiFALSIdanniVERI e diffuso diversi video su YouTube, azioni che denotano l’interesse di coinvolgere soprattutto i giovani.

Michela Formicone

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