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Gravel bike: cos’è e come nasce? Perché tutti la vogliono?

Mentre scrivo, guardo la mia Gravel Bike e sorrido, pensando a tutte le avventure “miste” che questa fantastica bici mi ha permesso di affrontare. Dopo aver viaggiato con mezzi da strada, mountain bike e city bike, devo ammettere che ho trovato nella gravel la dimensione giusta!

 

Che cos’è una Gravel Bike

Partiamo dall’inizio. Il termine è di origine inglese e sta per “ghiaia” o “terriccio”, questo perché le biciclette gravel nascono per fondi principalmente ghiaiosi e compatti (come le strade bianche) o tracciati sterrati con un fondo decisamente battuto.

Ovviamente, è un prodotto nato negli States ed il suo obiettivo principale è di rendere possibile l’esplorazione di infinite strade secondarie, lunghe centinaia di km, spesso lasciate inesplorate e quasi sempre non asfaltate. La loro geometria infatti richiama una bici road che privilegia la comodità all’assetto corsaiolo, seppur mantenendo alcune caratteristiche che migliorano efficienza e velocità rispetto ad una classica e sovradimensionata mountain bike.

 

Ciclocross o Gravel? Vediamo le differenze… 

Per quanto non mi entusiasmi la questione, bisogna ricordare che preferire una bici da ciclocross ad una bici gravel (apparentemente molto simili) potrebbe essere un grande errore se uno degli obiettivi e acquistare una all rounder per viaggi attorno al mondo!

Le differenze, non sempre visibili a colpo d’occhio, sono innumerevoli. Proviamo a valutarle insieme.

 

Geometrie: la prima, nonostante la somiglianza, presenta geometrie più cattive, ed essendo utilizzata in gare a circuito non predilige di certo la comodità!

Infatti, la gravel ha un movimento centrale più basso rispetto alla sua avversaria e, votando al comfort e non alle curve secche delle competizioni, le angolazioni del tubo sterzo e del tubo verticale risultano più morbide e non totalmente verticalizzate.

 

Ruote: altra caratteristica importante riguarda i copertoni. Nel ciclocross non sono ammesse sezioni superiori a 35mm, mentre le gravel arrivano anche ad accogliere 40/42mm tra i foderi della forcella, fino ad avere un carro posteriore allungato di 2-3cm proprio per alloggiare sezioni maggiori. Anche qui, l’obiettivo principale è dotare la bici di maggiore stabilità e grip sul terreno.

 

Manubrio: il manubrio gravel, privo di una piega esasperata come quella da strada, ma con le due parti basse leggermente “allargate”, consente una presa più comoda anche in impugnatura bassa.

Permettendo così di cambiare spesso posizione, senza dover rinunciare al comfort durante la pedalata. 

 

Rapporti: un occhio attento potrà notare fin da subito che nella zona del deragliatore posteriore si trovano alcune evidenti differenze rispetto ai gruppi da strada. Gabbia lunga e forchetta di deragliata alta sono le rivoluzioni ad-hoc adottate dai costruttori, con il fine di equipaggiare un’ampia gamma di moltipliche e rapporti prevalentemente più agili, quasi come una Mountain Bike.

 

Predisposizioni: che ci crediate o no, esistono gravel che arrivano a vantare 32 predisposizioni! Portapacchi e borse, bikepacking; tre, quattro, cinque borracce, parafanghi, impianto luci, porta attrezzi, e chi più ne ha, più ne metta! Le gravel nascono per essere versatili e negli ultimi viaggi, pieni di strade sterrate alternate a vere e proprie tavole d’asfalto non ho mai sentito la mancanza della mia vecchia bici da cicloturismo.

 

Perché scegliere una Gravel Bike?

Le gravel bike sono bici sensazionali per dare il via a lunghe avventure, sia con le borse classiche che in stile fast & light! Inoltre, nel nostro bel paese, soprattutto nella parte centro-settentrionale, si possono percorrere ciclovie, sentieri che costeggiano importanti corsi d’acqua, e molte ex ferrovie, ormai divenute ciclabili. La gravel è per chi ama fare chilometri su strada ma non disdegna l’off road. È un compromesso meraviglioso che ha di tutto un po', capace di regalare ricordi, emozioni e domeniche piene di polvere.

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