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Grazie ai Måneskin l’Italia vince l’Eurovision dopo 31 anni

Era dal 1990, in cui trionfò Toto Cutugno con la sua “Insieme:1992” che l’Italia non vinceva l’Eurovision Song Contest. Tante volte era salita sul podio, ma non ce l’aveva mai fatta. Talmente tante al punto da creare il falso mito che la Rai non volesse il primo posto per evitare un’enorme spesa per le sue casse l’anno successivo. Ed invece ecco finalmente spezzato l’incantesimo: grazie ai Måneskin la vittoria è nostra. Nel 2022 la finale sarà ospitata a Roma.

Questa però non è la semplice vittoria di un contest, è la vittoria di quattro giovanissimi ragazzi che sono partiti dalle strade della Capitale, sono approdati ad X-Factor, hanno conquistato Sanremo 2021 e poi persino il Festival Europeo.

Chi sono

È la storia di Damiano David, voce, Victoria de Angelis, bassista, Ethan Torchio, batterista, e Thomas Raggi, chitarrista, che nel 2016 formano un gruppo ed iniziano la loro scalata.

È la storia di chi crede tanto nei propri sogni e lotta per realizzarli, anche essendo partito con “nulla” in mano, se non il talento ovviamente.

È però anche la storia dell’Italia che rompe i suoi stessi schemi, l’Italia che trionfa con il rock n’ roll e non più con “chitarra e mandolino”.

“We just want say to the whole Europe, to the whole world: rock ‘n roll never dies”

“Vogliamo solo dire a tutta l’Europa, a tutto il mondo: il rock ‘n roll non morirà mai”

Queste le parole dell’amatissimo frontman Damiano dopo la vittoria.

Le critiche non hanno tardato ad arrivare. Tra chi sostiene che il merito della vittoria sia stato dei fan di Fedez e Chiara Ferragni che hanno sostenuto i Måneskin e chiesto al pubblico di votarli attraverso i loro social, chi ha sparso la voce che Damiano avesse assunto droghe prima e dopo l’esibizione, voce tra l’altro smentita immediatamente dallo stesso gruppo, e diverse altre. L’unica verità però è che ha trionfato il talento, e su questo non ci piove.

 

La storia dell’Eurovision Song Contest

Questa vittoria significa davvero molto per il nostro Paese. L’Italia infatti è un membro fondatore dello stesso Festival che si ispira proprio al famosissimo Festival di Sanremo. Abbiamo preso parte a quasi tutte le edizioni partendo proprio dalla prima, nel 1956 a Lugano, e negli anni è stato lo stesso Festival della canzone italiana a rappresentare un criterio di selezione per l’ESC.

La sua organizzazione è opera dei membri dell’Unione europea di radiodiffusione. Nacque con lo scopo di creare un programma televisivo per riunire tutte le nazioni dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Fu l’italiano Sergio Pugliese allora a proporre un format sul modello del Festival di Sanremo a cui però potessero prendere parte tutti gli stati membri europei.

In genere ogni anno è il paese vincitore dell’edizione ad organizzare e quindi ospitare, l’edizione successiva. Questo però è un criterio non vincolante, si può infatti decidere di rinunciare e passare il testimone ad uno dei paesi in gara.

La finale del 71° Eurovision Song Contest 2021 è stata ospitata, ieri sera, all’Ahoy Arena di Rotterdam, ed è stata vista da ben 180 milioni di telespettatori in 45 paesi. 

Negli anni sono cambiate le regole di selezione, decisione che comunque spetta al singolo paese. Le regole di partecipazione invece sono rimaste più o meno invariate e sempre molto rigide: si pensi ad esempio alla “censura” a cui sono sottoposti i brani prima dell’esibizione, ma i vincitori sono eletti tramite il conteggio dei punti ottenuti dalle giurie votanti e dal televoto.

 

Un gruppo di giovanissimi, zitti e buoni, sono riusciti a salire sul tetto d’Europa e portare alto il nome del Bel Paese. Anche loro sono come Bill, con un pizzico di rock in più!

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