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Green Jobs: questo è il nome dei lavori del futuro

Sempre più spesso sentiamo parlare di attenzione verso l’ambiente, economia circolare e lavori “verdi”. 

L’aggettivo verde rimanda alla mente l’idea di un impegno proattivo nei confronti della natura, che mira a preservarla, tutelarla e valorizzarla; in larga parte si tratta di questo. 

I cosiddetti green jobs sono quelle figure professionali che racchiudono le competenze “green”, il cui lavoro è finalizzato a produrre beni o servizi sostenibili col fine di ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi. 

Già nel 2020, la Commissione Europea aveva stabilito nella sua strategia, la necessità di una crescita sostenibile attraverso lo sviluppo di un’economia a bassa emissione di carbonio, puntando progressivamente sulle energie rinnovabili e dando vita ad una nuova economia più colorata, più verde. 

Obiettivi per lo sviluppo sostenibile citati anche nell’Agenda 2030, definiti dall’Organizzazione delle Nazioni unite che puntano ad ottenere un futuro migliore, connesso e sostenibile per tutti. Basti pensare agli svariati ecobonus che lo stato italiano ha erogato in questo periodo o i fondi europei mirati a far ripartire i paesi dopo la pandemia. 

 

Ma torniamo al focus di questo articolo: i lavori verdi, quei lavori che in qualche modo contribuiscono in maniera incisiva a preservare e/o restaurare la qualità ambientale. 

La particolare richiesta sociale, economica e ambientale ha fatto si che anche la domanda delle aziende vada incontro a questi principi per figure professionali impiegate nel lavoro.

L’istruzione al passo con i tempi

Non ci può essere professione senza un'adeguata formazione.

L’Istituto Marie Curie di Pergine Valsugana, in Trentino, ha annunciato che dal prossimo settembre darà luce a un nuovo percorso di studio: il liceo scientifico a indirizzo ambientale. Un pioniere, ci auguriamo, per gli altri istituti. Tra matematica, italiano e inglese ci sarà anche “Ambiente e Sostenibilità”; ore di lezione dedicate alla teoria ma anche a laboratori e uscite. 

Il liceo ha voluto anticipare i tempi offrendo ai ragazzi la possibilità di costruire il proprio futuro acquisendo le capacità e le competenze necessarie per governare al meglio il presente. 

L’importanza dell’educazione ambientale non lascia affatto indifferente il più pratico mondo del lavoro, infatti, sempre più percorsi universitari si fanno “verdi” perché cresce esponenzialmente la domanda dei suddetti green jobs. 

Le aziende si stanno preparando al cambiamento, secondo la relazione sulla Green Economy effettuata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile le imprese che producono beni di qualità ecologica e quelle che hanno adottato modelli di gestione green hanno affrontato e resistito meglio la crisi. 

Queste aziende esportano di più, hanno un miglior fatturato e migliori aspettative per il futuro. Nel rapporto Greenitaly di fondazione Symbola e Unioncamere troviamo i numeri del fenomeno. «432 mila imprese italiane hanno investito negli ultimi 5 anni nella “green economy” e sulla sostenibilità». In pratica una su e tre. Il dato più alto mai registrato. Un totale di 3,1 milioni di “green jobs”, ossia il 13,4{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} degli occupati. Si prospetta che nei prossimi tre anni un nuovo lavoro ogni cinque sarà in aziende impegnate nell’ ecosostenibilità, una quota più alta dei nuovi impiegati nel settore digital. 

Cresce dunque sempre più una coscienza sociale attorno alla questione ambientale che influenza anche le abitudini di consumo delle persone basti pensare all’universo dei “prodotti bio” di cui l’Italia è il secondo esportatore al mondo.  

Anche i mestieri si trasformano e si adeguano ai tempi. Il rapporto Greenitaly elenca quali saranno le 10 professioni “verdi” più richieste nei prossimi anni. 

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