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Guida ai musei Vaticani

Sei mai stato ai musei Vaticani? In ogni caso, ti serve di certo una guida.

Ecco la prima puntata di una piccola guida sui più grandi musei d’Italia e d’Europa, sempre in stile artefacile. Non importa se in questi musei ci sei stato mille volte o se è la prima volta che li visiti, questa guida è per te.

Come avrei potuto iniziare da un museo diverso da questo? I Musei Vaticani furono fondati da Papa Giulio II: nel XVI secolo è il quinto museo più grande del mondo, espone l’enorme collezione di opere d’arte accumulata nei secoli dai papi (aggiungici la Cappella Sistina e le stanze di Raffaello e puoi avere un’idea di quello di cui stiamo parlando).

Ai vaticani c’è tantiiisssimaaa roba quindi c’è bisogno di questa guida.

Appena entrati

La prima cosa che puoi vedere appena entri, sulla tua destra, è la scala elicoidale del Bramante. Splendida scala dell’architetto commissionato da Giulio II perché serviva una scala che permettesse di raggiungere il Cortile delle Statue. Perché questa scala è super importante? Perché sarà la base per tutte le scale a spirale che verranno costruite successivamente. Super tips: se ci vai la mattina guardala subito, quando non c’è ancora gente, e potrai ammirare al massimo la sua eleganza.

Continuando ti troverai sulla terrazza da dove poter ammirare la cupola di San Pietro in tutta la sua bellezza.

Proseguendo vedrai il Cortile della pigna, chiamato così per la pigna gigante che risale al II secolo. Essa simboleggia immortalità e rinascita. Sempre in questo cortile c’è la “Sfera con sfera” di Arnaldo Pomodoro. 

Subito dopo troverai il braccio nuovo e il museo Pio Clementino, poi si salgono 15 gradini e si inizia a fare sul serio. Da qui ci sono TUTTE le opere che avete studiato a scuola.

I simpatici greci

Nel Cortile ottagonale si presenta il famosissimo Laocoonte, il poveretto che insieme ai suoi figli fu divorato dai serpenti. In queste nicchie puoi vedere anche l’Apollo del Bel vedere, che non si chiama così perché è un bell’uomo, anche se è espressione del concetto di “bello ideale”, ma perché il cortile del Belvedere è stata la sua prima collocazione.

Anche più avanti nella sala delle muse c’è una nostra vecchia conoscenza: il Torso del bel vedere, opera senza braccia e gambe che incantò Michelangelo.

Se riuscirai a evitare le orde di studenti che cercano il proprio paesino sulle mappe della Galleria delle carte geografiche (e lo dico molto risentita perché il mio paesino di nascita non c’è) arriverai ai due big per cui sei entrato.

Stanze di Raffaello

Papa Giulio II, a inizio ‘500, commissionò i lavori delle quattro stanze a Raffaello (una piccola spiegazione sui suoi colori caratteristici è reperibile qui).

Raffaello cominciò i lavori nel 1508 e proseguì fino alla sua morte nel 1520. Il lavoro venne portato a termine nel 1524 dai suoi allievi e da Giulio Romano, grande artista collaboratore di Raffaello.

Le quattro stanze sono: Stanza della Segnatura, ovvero la stanza dove potete vedere la copertina di tutti i libri di filosofia, Stanza di EliodoroStanza dell’Incendio di Borgo, Sala di Costantino.

Cappella sistina

 Questa è talmente famosa che manco serve spiegarla.

A questo punto non resta che uscire passando per la scala citata all’inizio.

Benedetta Colombo
About author

Laureanda all’università di Scienze dei beni culturali. Ama i musei e tutti i luoghi dove si possono mettere in mostra delle opere. Scrive e racconta l’arte in modo facile per far appassionare anche i più resistenti.
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