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Il sapone che pulisce l’acqua sarà per tutti

Una grande scoperta

Un sapone che pulisce l’acqua sembra pura fantascienza. I saponi puliscono oggetti, persone, ma purtroppo l’acqua la inquinano soltanto, danneggiando così anche tutto l’ecosistema. 

Da ora non più. Un’azienda peruviana ha brevettato un sapone in grado non solo di pulire ciò che si desidera ma, una volta rilasciato in acqua, capace di nutrirsi degli agenti inquinanti con cui entra in contatto. 

Stiamo parlando di AWA, un particolare tipo di sapone che contiene un microrganismo con funzione probiotica. Il progetto è stato realizzato grazie alla ricerca condotta, per circa due anni, dall’azienda Andea, produttrice di acqua minerale, in collaborazione con la start-up locale Cirsys.

È stato provato che AWA è in grado di migliorare fino al 75{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} la qualità dell’acqua.

Come funziona?

“Dopo un'indagine di due anni insieme a un grande team di ingegneri, chimici e biologi, abbiamo trovato un microrganismo unico in grado di generare probiotici che si nutrono di inquinanti nel fiume.” 

Mettendo questi microrganismi in barre di sapone da bucato e intervenendo nella formula del sapone per renderlo eco-compatibile, si fa sì che il sapone possa ospitare adeguatamente i probiotici, senza danneggiarli o ridurne l'efficacia. 

“Dopo diversi test, siamo stati in grado di convertire un comune sapone da bucato in un prodotto per decontaminare l'acqua del fiume. Durante il processo di lavaggio naturale, il sapone rilascia particelle che cadono nell'acqua; in questi casi cadono nel fiume. Grazie alla formula del nostro sapone, le particelle in caduta aderiscono ai sassi e alle alghe, decontaminando il fiume anche pochi istanti dopo il lavaggio.”

Perché creare un sapone così?

L’esigenza di contrastare il forte inquinamento delle acque mondiali basterebbe da sola. Dietro questa creazione però, c’è il bisogno indispensabile per alcune popolazioni, di avere a disposizione acqua pulita. 

Per meglio dire, di certo avere mari, fiumi e laghi limpidi sarebbe un bene per tutto il mondo, ma per le comunità come quella peruviana significa migliorare nettamente la qualità della vita. 

Ad oggi siamo abituati ad avere acqua potabile a disposizione in qualsiasi momento, la lavatrice in ogni casa, ma non è così in tutto il mondo.

 

Secondo i dati dell’Onu, 844 milioni di persone non hanno accesso ad acqua pulita e 159 milioni di loro dipendono interamente dalle acque superficiali come fiumi, laghi o torrenti. Proprio per questo ancora in moltissimi luoghi della Terra i panni vengono lavati nei fiumi. Non parlando poi di quei popoli per cui si tratta di una vera e propria tradizione, come nel caso delle comunità peruviane molto legate agli usi e costumi dell’epoca degli Incas. Il progetto è stato realizzato proprio in un contesto come questo: ad Huacahuasi, un villaggio nei pressi di Cusco.

Poter usufruire di un sapone in grado di adempiere alle sue funzioni ed in più purificare l’acqua di cui vivono e di cui quindi bevono e mangiano o con cui si lavano, è una fonte di immensa ricchezza, oltre che uno strumento per preservare il loro patrimonio culturale.

La formula per tutti

Il progetto già meraviglioso di suo diventa unico grazie alla scelta di Andea di mettere a disposizione di tutti la formula di AWA. 

L’idea è quella di far sì che in ogni parte del mondo si possa mettere a disposizione di tutti questo speciale sapone. A disposizione di organizzazioni per la tutela dell'ambiente o aziende con attività legate alla produzione di saponi, sulla home page del sito è presente un modulo di richiesta per ricevere le indicazioni necessarie. Un gesto di solidarietà e sostenibilità. 

“La formula è disponibile gratuitamente, questo progetto non ha confini e siamo disposti a donarla a chiunque voglia utilizzarla in qualsiasi parte del mondo” – Ricardo Chadwick dell’agenzia Fahrenheit DDB, responsabile creativo di Andea.

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