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Il test dello specchio: cos’è e quali animali lo superano

Specchio specchio delle mie brame, chi è l’animale più intelligente del reame? Sicuramente quello che supera il cosiddetto test dello specchio. Si tratta di un test di riconoscimento ideato negli anni ’70 da Gordon Gallup, uno psicologo evoluzionista dell’Università di Albany (NY).

Si dice che Gallup abbia avuto questa idea mentre si stava facendo la barba e infatti si tratta di un test molto semplice. Potreste farlo anche voi a casa con il vostro gatto (Bill declina la responsabilità per tutti i gatti maltrattati dopo questo articolo). Consiste sostanzialmente nel:

  • tracciare un segno, solitamente di colore rosso, sul muso di un animale
  • porlo davanti ad uno specchio
  • vedere che succede
Ricostruzione a computer di uno scimpanzé che effettua il test dello specchio e lo supera

Se provate davvero con un gatto, mi dispiace deludervi, ma probabilmente se la prenderà con il suo riflesso. Il nostro amico felino, infatti, non è tra quegli animali che sono riusciti a superare questo test.

Ma come si supera il test dello specchio?

Come potete intuire dall’immagine, per superare il test un animale deve dimostrare di riconoscere che quella che vede riflessa nello specchio è la sua immagine toccandosi il punto colorato o facendo smorfie ecc.

Questa capacità di riconoscimento sembra essere strettamente collegata all’autoconsapevolezza. Essa è la capacità di riconoscere la propria esistenza e quella degli altri come distinte e separate.

È una capacità che nell’essere umano si sviluppa entro i primi due anni di vita. Appartiene alla prima fase dello sviluppo del sé, quella del sé esistenziale. Successivamente, con lo sviluppo del sé categorico, il bambino imparerà non solo a distinguersi dagli altri, ma anche a definire e riconoscere sé stesso e le sue caratteristiche.

L’autoriconoscimento degli esseri umani
inizia intorno ai 9 mesi

Quali animali hanno superato il test?

Non c’è da stupirsi che tra gli animali che hanno superato il test ci siano i nostri cugini meno evoluti: bonobo, scimpanzé, oranghi e in generale tutte le scimmie antropomorfe hanno dimostrato una certa consapevolezza di sé di fronte allo specchio, nonostante all’inizio sembrino un po’ disorientate.

In fondo si tratta degli stessi animali a cui hanno provato ad insegnare il linguaggio umano (ma questo è un altro articolo).

Scimpanzé che si guarda allo specchio

Tra i mammiferi superano il test anche gli elefanti, i cavalli, i delfini. Tra gli uccelli le gazze e tra i pesci le mante e… il pesce pulitore?!

Sì, recenti studi hanno confermato che anche il Labroides dimidiatus, come lo scimpanzé, cerca di cancellare il puntino fatto dal ricercatore quando si trova davanti a uno specchio.

Secondo i ricercatori, però, questo non andrebbe interpretato come un segnale di autoconsapevolezza. Il pesce pulitore non sarebbe quindi consapevole di sé per il fatto di sapersi riconoscere specchio, ma dimostrerebbe la più semplice capacità di sapere com’è fatto il proprio corpo. E infatti, non cerca di cancellare il puntino finché non lo vede.

Sì, questo pesciolino sa riconoscersi allo specchio
mentre il tuo micio no!

E gli animali che non si riconoscono?

Diciamo che superare il test dello specchio è un buon indice della consapevolezza che un’animale può avere di sé stesso. Come abbiamo visto, anche i bambini imparano col tempo a riconoscere il proprio corpo e questo è fondamentale per lo sviluppo della loro identità.

Il caso del pesce pulitore dimostra però che il riconoscersi allo specchio è una condizione importante ma non sufficiente per determinare il grado di consapevolezza di sé.

Prendiamo ad esempio un altro animale domestico che non ha superato il test dello specchio: il cane. Siamo davvero sicuri che non abbia nessuna consapevolezza di sé stesso? In fondo il test dello specchio è basato principalmente sulla vista e i cani utilizzano molto di più un altro senso: l’olfatto.

Sulla base di questa premessa è nato un particolare test dello specchio da parte del prof. Roberto Cazzola Gatti. Consiste nel far entrare un cane in una stanza per fagli annusare alcuni campioni di urina. Dall’esperimento si è potuto vedere come il cane passasse molto più tempo ad annusare i campioni degli altri ignorando sostanzialmente il proprio, come se già lo conoscesse.

I cani non si riconoscono allo specchio

In conclusione…

Il test dello specchio è stato molto importante nel dare nuovo stimolo alla ricerca sulla consapevolezza animale. Tuttavia l’esperimento di Gatti ha dimostrato che esistono altri modi in cui gli animali possono riconoscersi ed è in base a quelli che bisognerebbe studiare le loro capacità.

Per gli umani sapersi riconoscere allo specchio è una gran fortuna ma anche una gran scocciatura. Se così non fosse probabilmente saremmo meno autocritici e ci fideremmo di più dei complimenti degli altri. Forse non esisterebbe nemmeno la dismorfia corporea con i problemi annessi.

Smettiamola di fare come i gatti e di prendercela con il nostro riflesso!

Nicole Maestroni

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