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Il Water, storia di un oggetto troppo sottovalutato

Sembra strano, ma il water è un oggetto che tutti conosciamo e che tutti abbiamo usato e, sembra ancora più strano, la sua storia e il suo valore, sono veramente sottovalutati.

Il bagno non è un qualcosa di necessario solo oggi. In tutti i periodi storici l’uomo ha dovuto chiedersi come smaltire le varie acque reflue. Per cui non c’è da stupirsi se sin da tempi immemori troviamo delle risposte a questo quesito.

In aiuto ci viene addirittura la Bibbia.

Nel Deuteronomio (23,14) troviamo infatti scritto:

“Avrai un piolo nel tuo bagaglio e con esso scaverai quando ti accovaccerai fuori quindi ti volgerai a ricoprire i tuoi escrementi poiché il signore tuo Dio si muove in mezzo al tuo accampamento ed egli non deve vedere presso di te alcuna indecenza, si allontanerebbe da te.”

Questo metodo, allontanarsi, ricoprire, tornare, metodo che, per altro, vediamo ancora oggi con i gatti ad esempio, venne utilizzato fin tanto che i centri abitativi non si ingrandirono a tal punto da non permetterlo più. 

A Roma ad esempio è famosissima la cloaca massima.

cloaca massima (600 a.C.)

Si tratta di una delle più antiche condotte fognarie. Costruita alla fine del VI secolo a.C. da Tarquinio Prisco re di Roma

Era, fondamentalmente, un buco collegato ad un sistema di fognature che smaltiva il tutto nel corso d’acqua più vicino.

Ora ci fa sorridere ma i popoli antichi costruivano le grandi città vicino a corsi d’acqua anche per questo, oltre che, ovviamente, per la navigazione e il commercio.

Toilette dell’antica Roma ad Ostia

Nell’antichità andare in bagno era molto diverso da come noi oggi lo intendiamo.

Ora si tratta di un momento privato, anche scabroso alle volte, ma secoli fa questo non accadeva. Utilizzare il water, per gli antichi romani e non solo, era un vero e proprio evento sociale. Si sedevano vicini, si parlavano, facevano politica, era un modo per parlare con qualcuno per un po’ di tempo senza che questo se ne potesse andare, strategicamente aveva un valore.

Nel Medioevo tutto questo subì una battuta d’arresto. 

sir John Harington (1561-1612)

Molto spesso si utilizzavano dei veri e propri vasi svuotati successivamente nei fiumi, in determinati luoghi di raccolta, nei campi per concimare o, come non di rado accadeva, fuori dalle finestre, con, nondimeno, una certa disinvoltura.

Per arrivare al primo water vero e proprio dobbiamo aspettare il XVI secolo con sir John Harington.

La macchina di questo inglese prevedeva un piccolo contenitore di acqua posto in un ambiente isolato, da qui WC, “water closet” “rispostiglio per l’acqua” e il meccanismo era molto simile a quello odierno. 

sistema ad S

Tramite delle leve veniva rilasciata l’acqua per sciacquare e una valvola drenava la tazza nella fognatura. 

Quest’invenzione si svilupperà ulteriormente nel XVIII secolo quando venne introdotto il sistema di tubatura ad “S” per prevenire i cattivi odori, ma l’idea del water non è cambiata di molto.

Certo tutto questo venne applicato solo in alcuni punti delle città.

La realizzazione di una rete fognaria è qualcosa di veramente complicato.

Quindi non c’è da stupirsi se, fino a poche generazioni fa, ancora nei nostri paesi in Italia si utilizzava un vaso. E ancora oggi un numero spaventoso di persone a livello globale non ha accesso a un sistema di smaltimento di acque reflue proprio.

Un vero e proprio problema.

Uno scorretto smaltimento comporta disagi e malattie e può davvero farci capire quanto il Water abbia cambiato la storia ma solo, come purtroppo spesso accade, per una piccola e fortunata fetta della popolazione.

Giacomo Panozzo
About author

Da sempre appassionato delle storie, in generale. Attualmente studia la Storia, con la S maiuscola, all'università. Utilizza la curiosità come strumento per rendere accessibile la materia a tutti, anche a chi non vuole averne memoria.
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