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Joe Biden e le nuove promesse contro il riscaldamento globale

Una buona notizia

Infatti durante il vertice sul clima convocato dalla presidenza Biden, in concomitanza col “Giorno della Terra” la scorsa settimana, il neoeletto presidente degli Stati Uniti ha dichiarato: “Taglieremo del 50-52{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} le nostre emissioni di gas serra entro il 2030.”

Interessante visto che gli Stati Uniti sono il secondo inquinatore mondiale dopo la Cina. Un ottimo modo per rientrare nel Trattato di Parigi da cui la precedente amministrazione si era svincolata.

È anche vero, però, che gli Stati Uniti sono responsabili di solo il 15{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} delle emissioni globali di gas serra e da qui la richiesta del Presidente Biden alla collaborazione di tutti per risolvere il problema: connessi in video conferenza, tra gli oltre 40 leader e esponenti mondiali, il Presidente russo Vladimir Putin, il leader cinese Xi Jinping, i leader dei vari paesi europei tra cui Draghi, Papa Francesco, il presidente del Brasile Bolsonaro e anche una rappresentante dei popoli indigeni dell’Amazzonia.

Combattere uniti il riscaldamento globale 

Per mantenerne l’aumento entro 1,5° è il primo passo per contenere il cambiamento climatico: ondate di calore, uragani, incendi, innalzamento del livello del mare per lo scioglimento dei ghiacci polari con la conseguente minaccia per le comunità costiere di tutto il mondo, tutto questo può essere contrastato solo con l’impegno comune.

L’annuncio del dimezzamento di emissioni di gas serra è stato accompagnato da un impegno a creare nuovi posti di lavoro in quella che oramai conosciamo come “green economy”. Non si tratta solo di un impegno astratto a salvare il Pianeta ma anche di progettare un futuro migliore per le prossime generazioni inventando un gran numero di opportunità lavorative ad essa collegate. Ci saranno vecchie miniere di carbone da riconvertire, pozzi di petrolio da chiudere in sicurezza, perdite di gas da eliminare. Ci sarà da realizzare una rete di comunicazione più efficiente e produzioni industriale da realizzare in modo sempre meno inquinante. 

Un progetto ambizioso ma realizzabile

Secondo gli esperti infatti: non solo il dimezzamento delle emissioni di gas serra entro il 2030 ma addirittura l’azzeramento entro il 2050. Stesso traguardo a cui sta puntando anche l’Unione Europea ratificando, proprio in questi giorni, la European Climate Law che ci porterà ad essere la prima area economica al mondo a neutralità climatica.

Certamente si può rimanere scettici e dubbiosi di fronte a questi annunci apparentemente sensazionalistici ma di certo un impegno preso di fronte al mondo e un tale invito proposto a tutte le comunità del pianeta non possono che essere un ottimo segnale. La pandemia ci ha resi più sensibili alle tematiche ambientali, l’unione di intenti per la ricerca di una soluzione ci spinge verso una collaborazione per la salvezza comune. Quello che il mondo sta imparando dalla lotta al virus ci può servire da palestra per la soluzione al problema del riscaldamento globale. 

Siamo obbligati ad essere ottimisti, fa parte della natura umana ed è così da sempre: in fondo il vecchio detto ”non tutti i mali vengono per nuocere” non è stato inventato adesso.

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