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La felicità è uno stato d’animo che dipende da noi

«L'Assemblea generale […] consapevole di come la ricerca della felicità sia uno scopo fondamentale dell'umanità, […] riconoscendo inoltre la necessità di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l'eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti gli stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, e altri organismi internazionali e regionali, così come la società civile, incluse le organizzazioni non governative e i singoli individui, a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica […]»

Quindi esiste la giornata mondiale della felicità. Quanto sembra lontano tale stato d’animo di questi tempi?

C’è addirittura una classifica dei Paesi più felici del mondo, che valuta il livello di soddisfazione dei cittadini. Nel 2021 il primo posto va alla Finlandia, mentre l’Italia va solo al 28°. I criteri sono numerici, sulla base delle statistiche nazionali, ma questo basta a circoscrivere la felicità.

Ma poi, che cos’è questa felicità?

[…] “Un bicchiere di vino con un panino …” ah no scusate.

 

Qual è la ricetta della felicità?

In tanti hanno provato a rispondere a questa domanda, e non è certo intenzione di questa redazione aggiungersi alla lunga lista. In tanti provano ogni giorno a scrivere una qualche specie di ricetta per quello che sembra essere un sentimento irraggiungibile. Ognuno ha un proprio pensiero, ognuno una propria idea. Eppure chissà se chi ostenta tante nozioni, è felice per conto suo.

Ecco la mera definizione: “Felicità è lo stato d'animo positivo di chi ritiene soddisfatti i propri desideri”.

Beh, in fondo chiunque ha dei desideri, e realizzarli ci sembra davvero stupendo. Ma quanto dura quella stessa soddisfazione? 

Dunque dura forse un momento, o pochi istanti. In una vita di sacrifici non possiamo di certo farci bastare qualche attimo felice.

Così qualcuno dice che “chi si accontenta gode… così così”. Ma accontentarsi non può essere l’ingrediente giusto.

 

Sono poi anche le piccole cose a renderci felici. Come il sorriso delle persone che amiamo, o anche quello di qualche sconosciuto incrociato per strada. Uscire con gli amici, stare in famiglia, guardare un film con il nostro compagno o la nostra compagna.

E se viviamo lontani da tutte queste persone, stiamo lottando per realizzare i nostri sogni, e una pandemia globale ci tiene chiusi in casa da oltre un anno senza poter abbracciare nessuno?

La felicità è vera solo se condivisa, quindi soli, siamo costretti alla tristezza.

O meglio, questo è quello che tanti vogliono farci credere…

Siamo noi gli artefici del nostro destino e siamo noi a scegliere come affrontare la vita.

Seneca, vivere una propria felicità e non per imitazione

Godere delle piccole cose non è accontentarsi, tanto quanto partecipare ad una festa non è per forza una bella cosa. Nell’epoca delle aspettative siamo sempre pronti a giudicarci ed a giudicare senza ascoltare ciò che vogliamo davvero. Spesso facciamo ciò che la società si aspetta da noi senza raggiungere una vera e duratura soddisfazione. Gli esseri umani sono così tanti e così diversi che è impensabile credere di poter stabilire dei parametri giusti per tutti. 

Lo diceva anche il grande Seneca:

«A nulla dunque bisogna badare di più che a non seguire come pecore il gregge di chi precede, dirigendoci non dove si deve ma dove si va. E invero nessuna cosa c’intrica in mali più grandi del fatto che ci regoliamo sulle dicerie, pensando migliori le cose che riscuotono grande consenso, e del fatto che noi gli esempi numerosi li prendiamo per buoni esempi e non secondo ragione ma viviamo per imitazione.»

 

Non sempre con facilità, e non facendone un cruccio, ma siamo noi a concederci la felicità, anche quando nessuno è con noi.

D’altronde nasciamo soli e non possiamo pensare di dipendere da altri esseri umani. OGNUNO MERITA DI ESSERE FELICE, di conquistare la propria felicità a modo proprio e lottare per mantenerla. E se qualcuno vuole condividerla, può essere solo un valore aggiunto!

 

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