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La festa della repubblica italiana, quelle semplici crocette che cambiarono l’Italia

Italia divisa tra zone liberate dagli alleati a sud e la RSI a nord

Oggi, 2 giugno, si celebra la festa della Repubblica Italiana, un giorno importantissimo che ci ricorda un anno preciso e fatidico per il nostro Paese, il 1946, quando l’Italia divenne una Repubblica.

Ma andiamo con ordine. La nostra storia comincia tre anni prima, quando il 25 luglio del 1943 Benito Mussolini venne estromesso dal Gran Consiglio del fascismo e arrestato. Come forse saprete questa non fu la fine del “duce” che fondò la Repubblica di Salò o Repubblica Sociale Italiana nel nord Italia e che venne ucciso solo nel 1945, con la penisola liberata dal nazifascismo. 

Ecco fermiamoci un attimo a riflettere su com’era quell’Italia

re Vittorio Emanuele III

Un Paese fortemente provato dalla guerra, dai bombardamenti, dalla repressione e dagli scontri. Le persone erano ormai abituate alla violenza e alla morte, qualcosa di impensabile ai giorni nostri. L’Italia andava ricostruita, e ci sarebbe voluto del tempo. 

Innanzitutto bisognava pacificare le parti. Da un lato il nuovo governo nominato dal re Vittorio Emanuele III, presieduto da Pietro Badoglio e dall’altra le varie brigate partigiane che nel nord Italia avevano opposto strenua resistenza ai fascisti di Mussolini. Questi movimenti erano per lo più repubblicani, come diversi partiti in Italia e non volevano in alcun modo scendere a patti con colui che, silenziosamente, aveva avallato il regime fascista, Vittorio Emanuele III.

A sciogliere questa intricata situazione fu, contro ogni pronostico, l’unione sovietica di Josif Stalin

Palmiro Togliatti, a capo del PCI

Stalin convinse Palmiro Togliatti e il suo partito comunista italiano a scendere a patti con il governo e, assieme a lui, tutti gli altri leader dei partiti di sinistra in Italia. 

Con le truppe alleate ancora presenti nella penisola e con un nuovo governo Bonomi, il 31 gennaio 1945 venne emanato un decreto con il quale si riconosceva il suffragio universale per uomini e, soprattutto, donne. Tutto era pronto per il referendum. Come previsto dall’accordo tra il Vittorio Emanuele III di Savoia e i vari partiti di sinistra il nuovo assetto istituzionale del Paese si sarebbe dovuto decidere tramite il voto, svolto proprio il 2 giugno del 1946.

esito referendum 1946 monarchia (rosso) repubblica (blu)

Il Paese era spaccato in due.

Al Sud vinse nettamente la monarchia mentre al nord prevalse la repubblica per uno scarto di soli cinque punti percentuali. La Repubblica diventò il nuovo assetto istituzionale dell’Italia.

Non mancarono le proteste e le violenze, basti pensare alla strage di via Medina a Napoli, ma la scelta era stata presa. Con i Savoia esiliati, il Corriere della Sera pubblicò, il 6 giugno, un articolo storico in prima pagina. Il titolo recitava “è nata la repubblica italiana”, con annessa fotografia simbolo del 2 giugno. Ora mancava solo una costituzione. Ma questa è un’altra storia. Buona festa della Repubblica italiana a tutti.

Giacomo Panozzo
About author

Da sempre appassionato delle storie, in generale. Attualmente studia la Storia, con la S maiuscola, all'università. Utilizza la curiosità come strumento per rendere accessibile la materia a tutti, anche a chi non vuole averne memoria.
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