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La spesa ecologica: un incentivo per guadagnare punti e vincere premi

Due esempi di green market

È nato in Svezia, ma esiste anche in Francia, il supermercato dove si pagano i prodotti in base al loro impatto ambientale. 

Il marchio alimentare Felix ha aperto un supermercato dove i clienti acquistano i prodotti secondo il loro impatto ambientale. Come funziona? 

I clienti hanno un budget settimanale di 18,9 kg Co2. Nella scelta di prodotti da acquistare vengono quindi indotti a cercare quelli a bassa emissione di Co2 per non esaurire subito il proprio credito. 

In Francia, con un meccanismo un po’ diverso ma con un concetto simile, è nato l’Eco-score, un sistema di punti, calcolati in base ad una serie di fattori diversi, dall’imballaggio, alla coltivazione/allevamento, emissione di Co2 e nella produzione.

Spesa a punti

I prodotti ottengono delle foglie che vanno dal verde scuro (punteggio maggiore) al rosso (punteggio più basso). Il tutto vene proposto insieme a diversi strumenti digitali e applicazioni che guidano chi li utilizza ad un comportamento più responsabile nei confronti dell’ambiente. 

Basta scontrini

Sempre in Francia una catena di supermercati ha scelto di abolire gli scontrini cartacei che vengono invece inviati via mail (possono comunque venire stampati se il cliente preferisce e lo richiede). Il 60{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} dei frequentatori del supermercato ha già aderito all’iniziativa. In tal modo si considera che verranno risparmiati circa 40.000 chilometri di carta in un anno. 

Prodotti sfusi

L’acquisto di prodotti sfusi come pasta, riso, cereali in genere, frutta secca e semi, è abbastanza conosciuto ovunque ma è normalmente diffuso soprattutto nei negozi di alimentazione naturale e biologica. In Francia si è fatto un passo in avanti in tal senso e nel progetto di legge sul clima e la resilienza appena proposto, i supermercati che hanno una superfice superiore ad una certa metratura, dovranno allestire una zona per la vendita di prodotti sfusi. 

In Italia, con la collaborazione dell’università di Bologna, è stato realizzato l’imballaggio “Attivo!” efficace per una migliore conservazione della frutta e della verdura negli scaffali di supermercati e negozi, riducendo in tal modo lo spreco alimentare. Gli imballaggi in cartone vengono nebulizzati, in fase di assemblaggio, con una miscela di oli essenziali naturali derivanti dalla frutta, che hanno una funzione antiossidante su frutta verdura che verrà in essi riposta, ritardando il processo naturale di deperimento.

Box riciclabili

Nella Repubblica Ceca un’azienda ha pensato di creare delle box riutilizzabili per il cibo da asporto. Quando si ordina il cibo al ristorante si chiede di farlo confezionare nella REbox restituibile. Dopo averlo consumato lo si può rendere in uno qualunque dei ristoranti partner dell’iniziativa. A questo punto la REbox verrà pulita, sterilizzata e riutilizzata innumerevoli volte. Un bel passo avanti rispetto a tutte le confezioni usa e getta che normalmente vengono usate per il cibo che ci facciamo consegnare a casa o al lavoro. 

Se ci abbandoniamo un attimo a delle ricerche sul web troviamo molte di queste iniziative e notizie. Sono piccoli, o grandi, contributi verso quel concetto di transizione ecologica di cui così tanto sentiamo parlare. 

Un futuro migliore

Credo e voglio sperare che il volano si sia innescato, che quel soffio di vento che ci indurrà a guardare nella direzione in cui le nostre scelte quotidiane siano ponderatamente portate verso posizioni più consapevoli nei confronti del nostro pianeta, sia più che un solo soffio di vento, ma che ci faccia voltare oltre allo sguardo anche l’azione da quella parte. 

Far diventare il nostro fare la spesa in modo consapevole e responsabile un’abitudine, anzi una buona abitudine è la via per dare una vera svolta. Ci vorrà ancora del tempo, ma insieme ce la posiamo fare.

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