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Quel luogo sconosciuto chiamato Conservatorio

“Conservatorio… così sei laureata, eh?”

“Sì, ho preso il Diploma!”

“Ma il Conservatorio dà una laurea? Studi altro? Cosa vuoi fare poi?”

Premessa

Chiunque suoni uno strumento musicale e voglia farlo professionalmente ha avuto almeno una volta nella vita una conversazione simile. E se non tutti, quasi… Ma veramente vogliamo fare della musica la nostra vita? Carmina non dant panem, dopotutto.

Eppure sì, si può vivere di musica, si può seguire una forte passione e si può farne qualcosa di duraturo. Già all’origine della loro storia i conservatori preparavano a un mestiere (anche quello musicale) gli orfani che accoglievano.

E soprattutto, per concentrarci sul tema di oggi, si può ottenere una laurea – per essere precisi, un Diploma Accademico di II livello equipollente a una laurea – “semplicemente” suonando. Non ci credete?


La legge

Il Conservatorio, infatti, rientra nella denominazione di AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale) dal 1999. È l’anno della Riforma delle Accademie di belle arti, di danza, di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati, con la quale tutte queste istituzioni sono trasformate in realtà accademiche equiparate all’Università. Il testo di legge è pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 gennaio 2000, anche se ancora per molti anni sono coesistiti “Vecchio” e “Nuovo” ordinamento.

Legge Riforma AFAM
Incipit del testo di legge

Il percorso accademico in Conservatorio

Un "conservatorio" alle sue primissime origini
Grecia, pedagogo con allievi di musica

Se prima ogni strumento aveva un percorso di studio diverso e specifico, a partire da questa normativa il periodo di formazione è unificato, con la classica suddivisione accademica che prevede una triennale e una biennale. Sono inoltre introdotti i CFA (Crediti Formativi Accademici), che corrispondono in tutto e per tutto ai CFU (Crediti Formativi Universitari): bisogna conseguirne 180 durante il Triennio e 120 durante il Biennio. La prova finale prevede generalmente l’esecuzione di un programma da concerto e una tesi.

Per entrare in Conservatorio è necessario superare una prova d’ammissione, strutturata in più parti, perché il numero di posti è limitato (come nelle università a numero chiuso). I corsi non sono solo pratici, ma anche teorici, per consentire allo studente di ottenere una formazione a tutto tondo in ogni ambito musicale, e le sessione d’esame sono tre (estiva, autunnale, invernale).

Vi ho convinti?

Difficoltà

Incipit della Quinta Sinfonia in do minore op.67 di Ludwig van Beethoven

La riforma ha generato tutta una serie di critiche, portando con sé numerosissime contraddizioni. Innanzitutto, fino a maggio 2022 non ci si poteva iscrivere contemporaneamente a un’altra facoltà, se non frequentando una delle due a “tempo parziale”. Conseguenza? O il Conservatorio o l’altra laurea andavano conclusi nel doppio del tempo. La legge del 13 maggio 2022 è stata una boccata d’aria per molti di noi.

Inoltre, a un’università non ci si può iscrivere prima di avere un diploma di scuola superiore, quindi è necessario prendere la maturità per poter entrare al Triennio accademico. In una disciplina artistica in cui si inizia quasi sempre giovanissimi, questo può rischiare di tarpare le ali, ma sono comunque presenti dei Corsi Propedeutici (ex Pre-Accademici) e  in ogni caso possono essere ammessi ai corsi triennali gli studenti non ancora in possesso del diploma di maturità che in sede di esame di ammissione dimostrino spiccate capacità e attitudini musicali. 

Conservatorio, e poi?

Cosa si fa con una laurea in strumento? Il “Maestro” – tale è diventato il nostro studente – può intraprendere la carriera musicale da solista, da orchestrale o in formazioni di musica da camera, può insegnare il proprio strumento o le materie complementari e decidere ancora di specializzarsi in alcuni ambiti come la direzione o la composizione. Con la fine del Conservatorio non finisce il percorso formativo del musicista, che continua a studiare per preparare audizioni e concorsi e per perfezionarsi giorno dopo giorno.

E poi, “che ve lo dico a fare”, come in tutte le università le cose importanti sono approccio, passione, desiderio, tanto studio e tanta buona volontà. Come in tutte le università si creano amicizie. Come in tutte le università si soffre un po’, ma si cresce tanto.

Dal Conservatorio alle grandi orchestre
Berliner Phillarmoniker Orchester

“La musica è come la vita:

si può fare in un solo modo,

insieme.” (Ezio Bosso)

Dora Strukan Garrone

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