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Le criptovalute spiegate a mia nonna. Cosa sono e come si acquistano?

Da qualche mese tutti parlano di criptovalute: bitcoin di là, NFT di qua. Ma soprattutto, c’è davvero gente che ci ha fatto i soldi? Facciamo un po’ di chiarezza!

Tranquillo, questo non è uno di quegli articoli che si conclude con una pulsantone che rimanda ad un corso online per imparare a diventare ricchi vendendo Bitcoin. Quelli li potete trovare da qualsiasi altra parte, ma non qui su Sii come Bill.

Rivoluzione “blockchain”

Lo scopo della prima criptovaluta al mondo era quello di scappare dagli occhi delle banche: stiamo parlando di Bitcoin. Nata nel 2008, è una moneta di scambio digitale, quindi fatta da un ammasso di codice e non controllata da alcun organo o governo. E allora come è possibile che abbia un valore? Grazie alla rivoluzione più grande dall’avvento di internet ad oggi: la blockchain.

Una catena di blocchi su cui sono scritte tutte le informazioni sotto forma di impronte digitali chiamate “hash”. Non solo: ogni blocco ha una seconda impronta che lo lega a quello precedente. Come se ognuno di noi avesse due impronte univoche: una è la propria, e una, magari sull’ombelico, è quella dei propri genitori. Questo permetterebbe di creare un albero genealogico impossibile da falsificare. La blockchain è quindi un albero genealogico, ma con le informazioni al posto delle persone. Capite come questa tecnologia, applicata a qualsiasi ambito, può essere rivoluzionaria. È in grado di creare un registro pubblico, ma allo stesso tempo indecifrabile.

Criptovalute

Il valore delle criptovalute varia solo in base alla domanda e all’offerta degli utenti: ad ogni acquisto il prezzo sale, ad ogni vendita il prezzo scende. Questo perché, non essendo controllate da organi o governi, non dipendono dall’inflazione.

Lo so, finora sembra tutto molto complicato e starete pensando che acquistarle sia più difficile di hackerare i computer della NASA. Non è così! Infatti chiunque sia dotato di un qualsiasi telefono o pc e un documento di identità, è in grado di comprarle. Basta aprire un account su un qualsiasi exchange, nome che viene dato alle piattaforme di scambio di monete digitali. Detto in parole povere, applicazioni o siti. I più utilizzati sono Binance, Coinbase e Crypto.com. Una volta aperto l’account con i propri dati, basta acquistare una qualsiasi criptovaluta, proprio come si fa con un prodotto su Amazon. Per poi rivenderla, in caso, quando preferisce. Le più famose sono Bitcoin, Ethereum e BNB, ma ad oggi ne esistono più di 15mila. Per questo motivo bisogna fare attenzione, infatti ognuno può creare la sua ed è facilissimo imbattersi in truffe.

Guadagnarle senza spendere un euro: il caso Young Platform

Onde evitare di imbattervi in monete truffaldine o rischiose, potete utilizzare il principale exchange italiano, nonché il più sicuro affidandosi a banche italiane come Banca Sella: Young Platform. Si tratta di una piattaforma che permette a tutti di acquistare monete digitali, anche a principianti, grazie all’interfaccia molto facile e al fatto che vendono solo le monete più solide. Non solo: offrono un programma di formazione attraverso gli articoli sul loro sito web, così da rendere consapevoli gli utenti prima di addentrarsi in questo mondo. Iscrivendovi da questo pulsante, avrete in regalo €10 dopo aver completato la verifica dell’identità e aver depositato €50 ritirabili in qualsiasi momento:

Nello specifico, il servizio più interessante che hanno è l’applicazione Young Platform Step, perché vi permette di guadagnare le vostre prime criptovalute senza spendere un centesimo. Avete capito bene, infatti scaricando l’app sul vostro telefono avrete la possibilità di ritirare un tot di moneta digitale ogni 4000 passi. Finalmente abbiamo una scusa per uscire di casa, dato che quella del “dimagrire” non era abbastanza forte.

Grazie a queste poche righe spero di averti trasmesso almeno le basi di questo mondo, così alla prossima tavolata in compagnia potrai fare anche tu la figura del giovane al passo con i tempi.

Andrea Nuzzo
About author

Laureato in comunicazione digitale. Dopo il progetto di Bill ha fondato un'agenzia che, fantasia saltagli addosso, si chiama "Billover". Essere in primis un creator lo aiuta a combattere la procrastinazione, il suo più grande nemico. Del resto vi parlerà più avanti…
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