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Campagne sociali

L’emergenza in Romagna non è finita: ecco come aiutare

L’emergenza in Romagna è cominciata il 14 maggio scorso, con l’annuncio dell’allerta arancione per criticità idrogeologica nelle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e nelle zone collinari del Bolognese. Poi, nei giorni successivi, un’alluvione senza precedenti s’è abbattuta su quelle terre, causando vittime e danni la cui entità senza precedenti: più di 100 comuni coinvolti, 23 fiumi esondati, oltre 230 frane e circa 40mila sfollati. Ad un mese da questo disastro, gli Unfluencers si sono diretti verso i territori alluvionati. Ecco a voi le storie di coloro che hanno vissuto il dramma dell’alluvione e che, ad oggi, stanno cercando di rialzarsi.

Da sinistra: @cinema.scarlatti, @linguisticattiva e @notsoo arrivati a Forlì

Adriano e la sua pizzeria

È da parecchio che Adriano (83 anni) gestisce il suo amato locale, la Pizzeria Oleandri, nella periferia di Forlì. Con una punta di ironia, racconta come è riuscito a salvarsi, evitando di essere travolto dall’acqua insieme al suo locale: “Stavo guardando Inter-Milan, quando verso la fine del primo tempo è saltata la corrente: non potevo assolutamente perdermi la partita, quindi ho chiuso prima il ristorante e sono andato a casa.” I danni subiti dal ristorante, ci dice, ammontano a più di 30.000 euro, ma la banca gli ha rifiutato un finanziamento a causa dell’età. Adriano però pare non perdersi d’animo, ed ha garantito agli Unfluencers che, non appena riuscirà a riaprire, saranno invitati a mangiarsi una bella pizza offerta da lui nella sua pizzeria rimessa a nuovo.

La clinica veterinaria di Antonio

Non è necessario che l’acqua arrivi al soffitto per causare danni gravi e ce lo dimostra Antonio Bassini della Clinica Veterinaria Porta Schiavona di Forlì. Sono bastati 30-40 cm d’acqua perché alcuni macchinari andassero completamente distrutti. Tra questi, racconta, c’è un macchinario per eseguire le TAC. “Si tratta di un’apparecchiatura presente solo in un’altra struttura del ravennate, altrimenti è necessario spostarsi a Bologna. Si tratta di un danno di oltre 160000 euro”.

Qualche testimonianza privata

Girovagando tra un quartiere e l’altro della città di Forlì, gli Unfluencers hanno avuto modo di raccogliere le testimonianze più disparate anche di diversi privati. Ad esempio, i fratelli Nino e Riccardo Orioli, la cui casa è stata completamente inondata dal fango e che ancora non sono riusciti a ripulire. Oppure Chiara, insegnante di scuola media, che ha raccontato l’impatto che l’alluvione ha avuto sui ragazzi ai quali insegna. Chiara ci presenta inoltre Matilde, una ragazza che frequenta le scuole medie e che ha raccontato le difficoltà avute la prima notte dell’alluvione: i suoi genitori avevano provato a chiamare i soccorsi che però non sono mai arrivati, avendo dovuto dare la priorità a famiglie con neonati o anziani. Sono riusciti comunque a salvarsi, ma nei due garage della sua famiglia l’acqua è arrivata al soffitto e non è rimasto niente.

@notsoo e @sonomeladi insieme ad Adriano, proprietario del Ristorante Pizzeria Oleandri.

I social come motore di solidarietà

Nelle scorse settimane si è assistito ad un’ondata di solidarietà nella quale i social, spesso demonizzati e descritti come “il male delle nuove generazioni“, hanno ricoperto un ruolo cruciale. Non solo hanno contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica, ma hanno soprattutto consentito scambi di informazioni veloci, raccolte fondi e richieste di aiuto. Su Facebook, Instagram, TikTok e Telegram sono infatti nati diversi gruppi dedicati esclusivamente al sostegno dell’Emilia Romagna: sono diventati un luogo di ritrovo virtuale sia per le persone colpite dall’emergenza, che possono condividere la propria storia e chiedere assistenza, sia per i volontari, che hanno fatto di queste community uno dei principali strumenti per coordinarsi ed organizzarsi.

Frame preso da un video fatto dagli Unfluencers a casa di Nino e Riccardo Orioli.

La campagna sociale degli Unfluencers per l’emergenza in Romagna

Quelle che avete letto sopra sono solamente alcune delle storie raccolte dagli Unfluencers durante la loro visita in Romagna. Per quanto diverse tra di loro, in tutte queste testimonianze si ritrova lo stesso messaggio: no, nonostante l’attenzione mediatica sia diminuita, l’emergenza in Romagna non è finita. Far passare questo messaggio è di vitale importanza per mantenere viva la macchina di solidarietà nata dopo questa tragedia e far sì che le storie di cui avete letto abbiano un lieto fine.

Ed è proprio per onorare questo proposito che oggi inizia la campagna sociale promossa dagli Unfluencers, in collaborazione con NXWSS, in sostegno alla raccolta fondi organizzata da Un’Altra Storia APS, un’associazione no profit con sede a Forlì dedita a diverse cause, dalla promozione di attività culturali alla tutela delle persone più svantaggiate. Ogni singola donazione sarà destinata interamente a chi ha bisogno e potrà essere d’aiuto ai protagonisti delle storie che avete letto in questo articolo e di tutte quelle che, nei prossimi giorni, troverete sui canali social degli Unfluencers.

Come donare:

Intestatario: Un’Altra Storia APS

IBAN: IT07E0306909606100000196443

Causale: Storie di Romagna

Il fango è andato via, ma purtroppo l’emergenza non è ancora finita. E fino ad allora, come diciamo noi emiliano-romagnoli: tin bòta!

Alessia Tavars

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