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L’Islanda degli Islandesi ed il turismo consapevole

Iniziamo con il dire che l’Islanda è un paese caro, soprattutto rispetto ai prezzi che siamo abituati ad avere in Italia, e che questo, al turista medio, proprio non va giù. Le bellezze dell’isola sono infinite e le strutture ricettive sono poche, spesso pochissime.

Il tutto, alle volte, porta ad un turismo un po' folle, che diventa troppo anche per chi si era ripromesso di stringere i denti pur di visitare il bel paese.

Ho conosciuto persone che stavano girando l’isola in tenda, senza mai aver montato una tenda. IN ISLANDA! Certo che si può fare, ma non è buono, perché se si è abituati a viaggiare con un certo livello di comfort, quando questo viene a mancare i malumori salgono a galla e diciamocelo, non si può pretendere molto quando si è in un campeggio del Nord Europa (Servizi comuni, ampi prati con piazzole tenda ed una piccola reception pronta ad accogliervi), perché lì hai tutto quello di cui hai bisogno e chiedere di più non avrebbe molto senso.

 

Un’ isola stravagante

Non criticherò mai i diversi modi di viaggiare, ognuno ha il suo, ma giocare a fare l’avventuriero in Islanda non è la migliore delle idee. Il meteo cambia tantissime volte durante un solo giorno, regalando intensi temporali e schiarite da film, che poi tornano ad essere temporali, fino a diventare rapide bufere di neve che poi si trasformano in semplice nebbia e vento gelido.

Ora immaginatevi infreddoliti in una tenda, acquistata senza alcuna esperienza a 49,90 €, dove la recensione era stata scritta da un campeggiatore che l’ha usata a Francavilla a Mare ad inizio estate. Chiusa parentesi, anzi no. Devo assolutamente raccontarvi di due francesi che con un bollitore da campo da ben 150€ (e credetemi, un fornello da veri professionisti) hanno quasi dato fuoco alla panchina di un campeggio, perché non ne avevano mai usato uno. Dopo 10 minuti di lotta, i due hanno comprato un panino, mentre una coppia di ragazze li derideva, pronte con la loro cena calda preparata su un fornello che ne aveva viste tante! Ok, ora chiudo davvero la parentesi, ma potrei raccontarne tantissime altre. Momento dell’articolo in cui scatta il “perché sta scrivendo tutto questo? Quando finirà il sermone?

 

Il rispetto dell’Isola

L’episodio risale al 2019, era la quarta settimana di viaggio e cominciavo ad accettare l’idea che era pieno di turisti mal ridotti e islandesi scocciati da tutto ciò.

Mi trovavo a Landmannalaugar, uno dei peggiori posti che abbia mai visto per piantare la tenda.

Sono arrivato di sera, alle nove passate, e la mia giornata era stata un vero inferno, un incubo, ma da viaggiatore scomodo, la mia preoccupazione era cucinare qualcosa con una sana birra vicino e nient’altro. Comincio a parlare con un coetaneo di Reykjavík, un lavoratore stagionale del posto:

Si è vero, la nostra economia è cambiata grazie ai turisti, ma ne combinano troppe! Ogni giorno partono recuperi, multe salate, litigi.. Tende che vengono piazzate dove non andrebbe fatto, recinzioni non rispettate, sporcizia dove prima non si era mai vista. Tutto questo non è giusto. Da piccolo, la mia famiglia mi portava spesso a Vik, sono cresciuto su quella spiaggia. Va lì oggi, è pieno di gente che finisce in acqua, turisti che si arrampicano ovunque per scattare foto che non guarderanno mai e c’è sempre meno rispetto per chi è lì a godersi il momento, un momento che magari gli appartiene fin dalla giovane età. Chi viene qui dovrebbe capire che non siamo in una capitale europea, anzi, dovrebbero fare come te, visitarla in bicicletta” (scoppiò a ridere, stavamo bevendo dato che aveva accesso al frigo del bar) “sai quanti tornerebbero subito indietro? A cosa brindiamo? A voi matti che venite fin qui su due ruote!

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