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L’Italia chiede la cittadinanza italiana per Patrick Zaki

La settimana scorsa è stata approvata in Senato la mozione che chiede la cittadinanza italiana per Patrick Zaki, con 208 voti favorevoli e 33 astenuti.

 

Il caso Patrick Zaki

Presumibilmente tutti conoscono Patrick Zaki e la sua storia ma ripercorriamo brevemente insieme la sua vicenda.

Patrick George Zaki, è un attivista e ricercatore egiziano che dall’8 febbraio 2020 è in detenzione preventiva fino a data da destinarsi” si legge sul sito di Amnesty International “Rischia di essere condannato a 25 anni di carcere per dei post di un account Facebook, considerato ‘falso’ dalla sua difesa, ma che ha permesso alla magistratura egiziana di formulare gravi accuse di “incitamento alla protesta” e “istigazione a crimini terroristici”. 

Al momento dell’arresto Zaki, che studia all’Università di Bologna, si trovava nel suo paese per una vacanza. Ormai è in carcere da oltre un anno e le sue condizioni di salute stanno peggiorando. 

Dopo ripetuti rinvii, le prime due udienze del processo si sono tenute solo nel mese di luglio. Nella seconda, quella del 26 luglio, Patrick Zaki ha potuto incontrare per la prima volta i suoi avvocati dal 7 marzo. Quel giorno Patrick è apparso visibilmente più magro”, si legge ancora sul sito dell’organizzazine della difesa dei diritti umani.

Il 26 settembre c’è stata una nuova udienza, che non ha determinato nessuna evoluzione nella situazione come accaduto con le udienze precedenti, il tribunale de Il Cairo infatti, ormai da tempo, continua a rinnovare periodicamente la custodia cautelare di Zaki.

 

L’impegno italiano e le parole di Liliana Segre

Ci sono diverse iniziative a sostegno di Patrick Zaki nel nostro Paese; in primis quelle organizzate dalla sezione italiana di Amnesty International che si sta impegnando ormai da tempo per ottenere la liberazione dello studente egiziano.

L’approvazione dell’ordine del giorno per la cittadinanza italiana a Patrick Zaki in Senato è un’ottima notizia. Il provvedimento era stato presentato dal Pd e sostenuto anche dalla senatrice a vita Liliana Segre che ha affermato:”C'è qualcosa nella storia di Patrick Zaki che prende in modo particolare, ed è ricordare quando un innocente è in prigione. Questo l'ho provato anch'io e sarò sempre presente, almeno spiritualmente quando si parla di libertà“.

Secondo la legge italiana è possibile concedere a uno straniero la cittadinanza italiana quando ricorre un eccezionale interesse dello Stato, in questo caso l’interesse dello Stato italiano è quello di proteggere Patrick Zaki a causa della situazione in cui si trova. Il governo italiano inoltre si mobiliterà a livello diplomatico per sollecitare la scarcerazione di Patrick Zaki, inviando rappresentanti diplomatici italiani per controllare le udienze e le condizioni di salute dello studente; l’Italia solleciterà inoltre l’Unione Europea affinché monitori l’Egitto per quanto riguarda la questione dei diritti umani.

 

La vita di Patrick deve essere una priorità

Il problema però è che c’è il forte rischio che il governo egiziano ignori le richieste di scarcerazione dell’Italia.

La mobilitazione dell’Italia per la liberazione di Patrick Zaki deve però continuare, bisognerebbe anzi prendere una posizione ancora più netta e interrompere la vendita di armi e navi da guerra all’Egitto. L’Italia infatti, anche dopo la tragica vicenda di Giulio Regeni, non ha mai smesso di vendere armi a Il Cairo; in questa situazione, non sarebbe giusto prendere le distanze da un paese in cui sfortunatamente le violazioni dei diritti civili sono all’ordine del giorno? 

Salvare la vita a un ragazzo innocente deve essere la priorità assoluta.

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