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Live action de “La Sirenetta”: tra accuse di razzismo e questioni di rappresentazione

Che ci sarebbe stato un live action de “La Sirenetta” è una notizia che sappiamo già da qualche tempo: infatti, le prime voci al riguardo risalgono al 2017, mentre le riprese si sono tenute tra il 2020 e il 2021. Notizia più recente invece è la scelta dell’attrice protagonista: Halle Bailey interpreta la sirena Ariel. Questa scelta ha generato non poche polemiche, riaccese in questi giorni con il rilascio da parte della Disney del primo video teaser ufficiale. Ma andiamo per ordine…

Live action de “La Sirenetta”: cosa sappiamo finora

Il live action de “La Sirenetta”, ovvero la trasposizione del cartone animato in versione interpretata da attori in carne ed ossa, uscirà il 24 maggio 2023, dopo 34 anni dalla sua prima uscita (1989). Nel cast troviamo come anticipato Halle Bailey nei panni di Ariel, Jonah Hauer-King interpreta il principe Eric, Melissa McCarthy è la Strega del Mare Ursula e niente poco di meno che Javier Bardem interpreta Re Tritone, padre di Ariel. La regia è di Rob Marshall.

Halle Bailey

Le riprese, che si sono svolte anche in Sardegna, hanno richiesto molto tempo poiché hanno subito interruzioni a causa del Covid. Il regista ha inoltre dichiarato che è stato complesso realizzare questo film. Infatti, gran parte delle scene sono state girate in aria, con macchinari che tenevano sospesi gli attori per permettere loro di muoversi come in acqua.

Live action de “La Sirenetta” e accuse di razzismo

Ora che abbiamo delineato il quadro della situazione, veniamo alle polemiche. La maggior parte di esse sono scaturite dalle scelte legate al casting, in particolar modo per la figura di Ariel. Nel live action de “La Sirenetta” l’attrice che interpreta la protagonista ha la pelle nera: Halle è infatti afroamericana.

Ma cosa c’entra il razzismo? C’è chi afferma che la Disney abbia voluto inserire una protagonista con tratti e colori afroamericani solo in nome del politically correct, per apparire più inclusiva. L’accusa di razzismo nasce dal considerare la scelta della Disney mossa non da criteri di inclusività, quanto piuttosto dall’obiettivo di accrescere la propria reputazione. La Disney avrebbe in questo modo sfruttato la “razza” dell’attrice per trarne vantaggio.

Possiamo davvero considerare la Disney razzista?

Negli anni la Disney ha subito numerose accuse di razzismo, antisemitismo, sessismo… In realtà, se ci pensiamo, nei suoi film la Disney non si è mai attenuta solo ed esclusivamente al modello del “maschio bianco”, ma ha voluto rappresentare diverse etnie: da Mulan ad Aladdin, da Tiana a Vaiana, da Pocahontas a Esmeralda.

Fanno riflettere quindi i video diffusi recentemente sui social che mostravano le reazioni entusiaste di bambine nere alla vista del teaser del live action de “La Sirenetta”. Questi video sono stati condivisi con l’intenzione di sostenere la Disney nella scelta di Halle Bailey per il ruolo Ariel. L’obiettivo era quindi quello di difendere la Disney da accuse di razzismo, laddove, probabilmente, non ce n’era nemmeno bisogno.

Live action de “La Sirenetta”: una questione di rappresentazione

Ma allora perché fa così scalpore l’aver scelto un’attrice nera? Sul web, tante sono le motivazioni più o meno logiche a supporto della tesi secondo cui l’attrice che interpreta Ariel dovesse essere bianca, con i capelli rossi e gli occhi azzurri, come la ricordiamo dal cartone animato.

Una di queste motivazioni è che, così come sono stati scelti attori estremamente somiglianti ai personaggi dei cartoni animati per gli ultimi live action della Disney (come Aladdin e Belle, per fare qualche esempio), anche in questo caso doveva essere scelta un’attrice più somigliante all’aspetto di Ariel nel cartone animato.

C’è anche chi afferma che le sirene abitano sott’acqua, perciò non possono prendere il sole, dunque non è possibile che abbiano la pelle scura. Qui il problema sta nel nostro modo di rappresentare la realtà, tendenzialmente occidentalocentrico, che non ci permette di vedere al di là di ciò che è per noi noto. Lo sapevate, ad esempio, che nell’Africa occidentale, centrale e meridionale viene venerato uno spirito dell’acqua chiamato “Mami Wata”? Le sue sembianze sono quelle di una sirena, con la pelle nera.

Mami Wata
Fonte immagine

È allora importante per quelle bambine che abbiamo citato prima, messe da parte strumentalizzazioni e accuse di razzismo, potersi vedere rappresentate. La Disney non ha voluto sfruttare il colore della pelle a proprio vantaggio, ha semplicemente continuato la sua tradizione di non rientrare nello “standard” bianco e occidentale, includendo nel live action de “La Sirenetta” una protagonista dai tratti e colori “diversi” (e qui diverso vuole essere sinonimo di ricchezza) che in generale nella nostra cultura trovano poco spazio.

Michela Formicone

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