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Lockdown climatico? La proposta della Mazzucato, consigliera di Conte

Un paio di mesi fa è comparso nel web un articolo di Mariana Mazzucato che prospettava la possibilità, in un futuro non lontano, di doverci confrontare con dei “lockdown climatici”, ossia delle interruzioni della nostra vita non dovute a emergenze sanitarie come quella che stiamo vivendo ma causate invece dalle catastrofi derivate dal clima impazzito.

Tra i commenti a questo articolo, i più diffuso è stato “L’ideona dell’esperta di Conte”. 

Chi è Mariana Mazzucato? 

La Professoressa Mazzucato, italo americana, figlia di un fisico trasferitosi negli Stati Uniti per lavoro negli anni ’70, è laureata in storia e relazioni internazionali in America, ha un master e un dottorato in economia, ha insegnato all’Università di New York e Denver, è stata ricercatrice presso la London Business School, ha lavorato con vari titoli presso la Open University, la Bocconi di Milano, l’Università di Edimburgo e quella di Sidney, ha fondato e dirige il centro di ricerca Innovazione, Conoscenza e Sviluppo. Nel marzo di quest’anno viene nominata Consigliera economica del Presidente del Consiglio Conte e in aprile entra a far parte della task force per lavorare alle misure della cosiddetta “Fase 2” per la ricostruzione economica e sociale del Paese. E non ha nessuna “ideona”. 

La Mazzucato semplicemente ci dice che stiamo nei guai, che le emergenze sanitarie e quelle economiche sono sorelle, così come l’emergenza climatica, e che, se vogliamo evitare dei lock down climatici ci dobbiamo dare da fare. 

Cos’è il lock down climatico? 

Beh, se per bloccare il virus dobbiamo evitare di muoverci, toccarci e respirarci in faccia mettendoci le insopportabili ma necessarie mascherine, per evitare tifoni, uragani, bombe d’acqua e ondate di calore, i governi mondiali potrebbero trovarsi costretti a limitare l’uso dei veicoli privati, vietare il consumo della carne rossa, ricorrere a misure estreme di risparmio energetico. 

Che c’entra la carne rossa? Ah, non sapete che gli allevamenti intensivi sono la seconda causa di inquinamento da polveri sottili in Italia? Per non parlare delle emissioni di gas serra, leggi “puzzette”, di miliardi di mucche e delle deforestazioni causate in tutto il mondo per far posto agli allevamenti…Però, un po’ come le domeniche a piedi, questi lockdown climatici non agirebbero sulle cause del problema, anzi, a quel punto sarebbe troppo tardi per fare qualcosa. 

Più che una sua “ideona” è un suo fondato timore, da evitare come la peste.

Come evitare disagi nel vivere quotidiano

Ci tocca pure questa, che possiamo fare? La Mazzucato propone azioni nel business e nella finanza: non avendo io un master nel settore, mi astengo dal fare commenti ma rilevo invece che parla anche di scelte green, e su questo qualcosa abbiamo già detto e qualcosa possiamo aggiungere. Possiamo per esempio scegliere come nostro fornitore elettrico qualcuno che produca energia da fonti rinnovabili e non da combustibili fossili. Tutte le piccole scelte di noi piccole gocce del mare possono sommarsi e cambiare davvero le cose. Nessuno di noi, se non per una serata romantica, vuole tornare a farsi luce con le candele ma capire che clima, salute e economia sono strettamente interconnesse, ci può aiutare a fare scelte consapevoli e a cambiare comportamenti. Prima che qualcuno ci obblighi a farlo, e sarebbe meno divertente.

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