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Luddite Club: gli adolescenti che hanno detto addio ai social network

Vi capita mai di sentire l’obbligo di postare sui social solamente perché state svolgendo qualcosa che potreste mostrare agli altri?

Il Pew Research Center ha condotto uno studio per comprendere meglio l’uso da parte degli adolescenti di dispositivi digitali, social media e altre piattaforme online. 

Questa analisi esplora anche la frequenza con cui gli adolescenti si trovano su ciascuna delle prime cinque piattaforme online: YouTube, TikTok, Instagram, Snapchat e Facebook. Ben il 35% degli adolescenti afferma di usarne almeno uno quasi costantemente. 

Questa percentuale potrebbe sembrarvi “bassa” su una totalità del 100%, purtroppo non è così poiché i dati sono in aumento, sempre più velocemente.

Il Luddite Club

“Non riesco più a distinguere se faccio una cosa perché mi piace, o perché è bello mostrarla sui social”.

Questa è la testimonianza di Logan Lane, una ragazza newyorkese di 17 anni che, insieme ad alcuni amici, ha deciso di provare a vivere senza social network, al fine di migliorare la propria salute mentale.

I ragazzi del Luddite Club, in estrema contrapposizione alla filosofia che hanno adottato, negli ultimi giorni stanno spopolando su social e giornali online, grazie proprio alla radicalità della loro scelta.

Amati o criticati a loro non importa: anche col freddo, la pioggia, la neve, si incontrano sui gradini della Central Library di Brooklyn ogni domenica. Come si tengono in contatto? Con dei vecchi cellulari a conchiglia! Scommetto che qualcuno di voi ha subito pensato alle lettere scritte a mano…

Le origini del nome

Il nome Luddite Club deriva da Ned Ludd, un operaio che nel 1799 in Gran Bretagna distrusse un telaio, dando vita a un movimento che reagì con violenza all’introduzione delle macchine nell’industria. Anche questi cinque ragazzi stanno compiendo a loro modo una piccola rivoluzione: leggendo, disegnando, suonando la chitarra e accogliendo chiunque sia disposto a rispettare l’unica regola del club.

Qualcuno obietterà, ridendo di scherno, che sono quattro gatti. Ma il fuoco del cambiamento, soprattutto quello culturale, delle idee e dei comportamenti, è sempre appiccato da poche persone!

Ned Ludd

I sintomi e la cura!

“Abituarsi all’inizio è stato strano, ma poi abbiamo sentito che è iniziata a cambiare la chimica del nostro cervello”.

In diversi studi è stata trovata un’associazione significativa tra uso massiccio dei social network e problemi psicologici. Questi comprendono ansia, sintomi depressivi, stress o, nei casi più lievi, una semplice riduzione del benessere soggettivo e dell’autostima.

I ragazzi del Luddite Club ritengono che la loro soglia dell’attenzione sia aumentata notevolmente, e in più, hanno trovato una serie di passioni e hobby che non avrebbero mai pensato di poter amare a causa della dipendenza dai social. In fondo, chi di noi quando non ha niente da fare, si ritrova a perdere le ore su TikTok?

Secondo la redazione di Sii Come Bill esistono soluzioni meno drastiche per combattere l’abuso dei social media, come quelle elencate in questo articolo.

E voi cosa ne pensate?

Caterina La Marca

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