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Mens sana in corpore sano, grande valore durante il lockdown

La giornata mondiale dello Sport, mi fa venire in mente una famosa espressione latina: mens sana in corpore sano. La locuzione ‘mens sana in corpore sano’ fa la sua comparsa nelle satire del poeta latino Giovenale, si traduce letteralmente con “mente sana in corpo sano” ma non sta a significare che in un corpo sano debba risiedere necessariamente anche una mente sana, bensì afferma come, in un individuo in buona salute, i due collaborino.

 

Il significato di questa espressione

Riconosciamo così come da sempre il corpo e la mente siano stati legati in modo indissolubile e come la nostra salute, oggi come ieri, debba tenere in considerazione i due aspetti insieme per funzionare. Il fuori e il dentro sono quindi i due piatti della bilancia del benessere e devono aspirare all’equilibrio. Ma se facciamo sport, o in generale se ci piace muovere il nostro corpo, sappiamo come il dualismo sia molto meno rigido di così. Come i turbamenti che torturano la nostra mente finiscono per manifestarsi poi nel nostro organismo, sotto una nuova forma fisica, allo stesso modo, quando il nostro corpo suda in un allenamento, anche la mente si libera di qualche nodo. E così il ciclo è continuo, non ha né inizio né fine, mentre ci rimane l’unica certezza che i pensieri siano più sereni quando il fisico è felice e che il corpo sia felice quando la mente è più serena.

 

Il potere terapeutico della pratica sportiva

Si cancella allora, con nostra gioia, il confine tra quello che è immateriale e quello che è materiale in noi, restituendoci un poco di padronanza della nostra persona. Lo sport ha quindi lo straordinario potere di donarci qualcosa di oggettivo su cui concentrare le nostre forze, uno scopo cui reindirizzare le energie spostandole da ciò che non possiamo a ciò che possiamo controllare. Riscopriamo un oggetto, che è il nostro corpo, o un obiettivo o una sfida, di cui ci possiamo prendere cura in modo concreto, di cui possiamo toccare i risultati, di cui possiamo misurare i progressi e gli sforzi e che possiamo mettere alla prova sulla base di regole condivise.

Appare così chiaro il potere terapeutico dell’attività sportiva. Ancor più chiaro si manifesta quando decido di interrogare i miei amici sull’argomento e questi involontariamente si ritrovano a descrivere come lo sport faccia loro sentire utilizzando i medesimi verbi, ‘mi sfoga’, ‘mi libera’, ‘mi distrae, ‘mi sfida’, ‘non mi fa pensare’.

 

Lo sport, grande alleato durante il lockdown

E se il corpo col suo movimento libera la mente dalle gabbie, diluendole nel sudore, e se l’allenamento spazza via quella polvere che è il residuo gravoso dell’overthinking, allora comprendiamo anche perché sia diventato il nostro più grande alleato durante il lockdown, mentre rimanevamo intrappolati a lungo nei nostri pensieri. Io ballo da quando ho quattro anni e continuare a farlo, come meglio potevo, seppur rinchiusa nelle mura di casa mi restituiva quei tre parametri vitali di cui più ero privata: la leggerezza, perché mi sollevava dai pensieri, la percezione del mio corpo, che altrimenti andava sfumando nel torpore, e la scansione del tempo, poiché mi impegnava tutti i giorni alla stessa ora. A tutto questo si aggiungeva e si aggiunge sempre, però, un premio: quello della soddisfazione personale.

Non è difficile scoprirlo nella vita dei miei coetanei sportivi, o percepirlo chiaro mentre un mio amico mi mostra orgoglioso il video in cui si allena, e ricordare infine di quando ci ha permesso di mantenere viva la fiducia in noi stessi mentre, costretti a stare a casa, anche alzarci dal divano e muovere come meglio riuscivamo il nostro corpo onorava e incarnava la vera missione dell’allenamento: la sfida contro noi stessi.

 

Il valore sociale dello sport

Lo sport ha pertanto un ruolo sociale perché, educando le parti della società, gli individui, sia singolarmente che in squadra, insegna loro a preferire, tra l’agonismo e l’antagonismo, proprio il primo, la contesa positiva, la forza creatrice del confronto e non quella distruttiva dello scontro, della guerra.

È buffo quindi pensare, in un momento come questo, che palestre, scuole di danza e associazioni sportive vengano dimenticate e insieme venga dimenticato il potere positivo che queste esercitano nella vita delle persone, ma è certo anche che tale potere, perché immenso, riesca ad arrivarci con qualunque mezzo e sotto qualunque forma, che sia virtuale o improvvisata perché lo sport è uno stile di vita e un modo di pensare che non conosce ostacoli per definizione.

 

‘Mens sana in corpore sano’ è infine associata al grande tema della body positive, il movimento che con la sua carica positiva sta ricordando al mondo che ognuno ha il diritto di far assumere all’aggettivo “sano” la forma e l’aspetto che vuole, libero dal giudizio ed emancipato da quei canoni che spesso associano la salute ad altri concetti estetici che poco hanno a che fare col vero benessere personale.

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