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La nascita del linguaggio umano: tra mistero e scienza

Le ipotesi sono molte, ma la nascita del linguaggio umano è ancora un mistero

In realtà non si sa la verità sulla nascita del linguaggio umano. L’abilità di produrre suoni come borbotti o brontolii sembra essere situata in una parte profonda e antica del cervello ,che condividiamo con tutti i vertebrati compresi i pesci, gli anfibi, gli uccelli e altri animali. Si tratta di quelle aree sottocorticali come l’amigdala o i gangli della base. Nelle specie non umane, in particolar modo nei primati, queste zone del cervello sono responsabili della vocalizzazione, ossia dell’emissione di versi. Queste forme di espressione vocale però non sono riconoscibili e caratterizzabili come una vera e propria forma di linguaggio.

Quando ha avuto origine il linguaggio umano?

Esistono diverse ipotesi che tentano di collocare temporalmente l’origine di questa facoltà umana. L’arco di tempo è piuttosto esteso e si colloca tra i 100.000 e i 50.000 anni fa. Un dato che invece trova ampio consenso nella letteratura è il fatto che il linguaggio parlato precede significativamente la nascita della scrittura, che invece si stima intorno a 5000 anni fa.

Come ha avuto origine il linguaggio umano?

Questa domanda risulta davvero difficilissima, ma vediamo quali sono state le ipotesi più famose.

Ipotesi dell’origine divina

L’ipotesi divina è quella scientificamente meno fondata, ma è senz’altro quella più antica: secondo la tradizione biblica, descritta nel libro della della Genesi, Dio creò Adamo dotato di linguaggio. Secondo la tradizione indù, la dea Sarasvati, moglie di Brahma, attribuisce il dono del linguaggio all’umanità. Insomma, nella maggior parte delle religioni sembra esserci una fonte divina che fornisce agli esseri umani il linguaggio.

Ipotesi dei suoni naturali 

Le parole primitive prodotte dai primi esseri umani parlanti sarebbero derivate dall’imitazione di suoni naturali che le donne e gli uomini primitivi udivano intorno a sé, ad esempio il canto degli uccelli o il suono della pioggia. La teoria più classica che si inserisce nell’ambito del repertorio di ipotesi dei suoni naturali è la cosiddetta teoria bow-wow. L’idea è che quando un oggetto o un animale produceva un certo suono, gli esseri umani primitivi cercavano di emularlo utilizzandolo per riferirsi all’oggetto a esso associato, anche quando questo oggetto non era presente.

Ipotesi dell’interazione sociale

Ci sono teorie che tentano di ricondurre le ragioni dell’origine della facoltà umana del linguaggio a una dimensione più sociale, ad esempio la teoria “oh-issa”. Essa si basa sull’ipotesi che i suoni prodotti da una persona impegnata in uno sforzo fisico potrebbero essere all’origine del linguaggio verbale. Questo rende conto anche del fatto che l’uso del linguaggio verbale è anche uno strumento per garantire la cooperazione tra gli esseri umani, regolamentare e per certi aspetti ritualizzare l’agire sociale e il nostro stare insieme come società.

Ipotesi dell’adattamento fisico 

È una delle ipotesi che riscuote maggiore successo nel dibattito contemporaneo sulle origini del linguaggio. Per comprendere la nascita del linguaggio umano non occorre guardare tanto i tipi di suoni prodotti dagli esseri umani, quanto alle caratteristiche fisiche proprie della nostra specie. Quando parliamo di ipotesi dell’adattamento fisico, l’idea è che la nostra specie è caratterizzata da un punto di vista anatomico, che pare possa aver favorito nella nostra specie la capacità di produrre suoni linguistici.

Veronica Repetti
About author

Laureata in Lettere e in scienze linguistiche, attualmente frequenta il corso di laurea in Logopedia. Vuole essere il collegamento tra questa materia così specialistica e la realtà di ognuno di noi. Con lei ti accorgi che non bisognerebbe mai dare le parole per scontato.
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