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Nutriamo l’Inclusione di PizzAut: Un esempio da seguire

 Nutriamo l'inclusione

PizzAut non è l’unica realtà in Italia, ma è quella che ha fatto parlare di sé ultimamente.

Si trova a Cassina De’ Pecchi, in Provincia di Milano, una pizzeria condotta interamente da ragazzi autistici

La struttura ha dovuto ritardare la propria apertura a causa del Covid, ma il 1° maggio 2021 ha aperto i battenti, dopo un periodo in cui si era trasformata in un camion itinerante che girava per Milano e dintorni.

 

Bagno 27 a Rimini

Già da qualche anno a Rimini, nella città del divertimento soprattutto estivo, Stefano Mazzotti gestore del Bagno 27, ha deciso di assumere tra i suoi collaboratori dei ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico. Non è una decisione nata all’improvviso, la collaborazione con l’associazione che si occupa di ragazzi autistici durava già da qualche anno e soprattutto il “Bagno 27” è noto per la sua scelta di partecipazione in prima persona ad ogni modalità di inclusione, ma la svolta è stata quella di scegliere l’assunzione per alcuni di loro. 

Tortellante a Modena 

A Modena invece c’è Tortellante, un’associazione che è un laboratorio terapeutico – abilitativo. I giovani e gli adulti lì imparano a produrre pasta fresca fatta a mano che viene venduta sia online che sul posto, oltre che offerta ad importanti eventi indirizzati alla sensibilizzazione del problema. Al Tortellante i ragazzi imparano a gestire e a gestirsi e ad avere nelle proprie mani un lavoro. 

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 La Tecnologia a supporto del progetto

Inoltre Samsung ha sviluppato per PizzAut un’applicazione apposita per facilitare la raccolta degli ordini da parte del personale autistico e, sempre con la collaborazione di PizzAut e di Alla3 Onlus (altra associazione che si occupa di inclusione), in autunno 2020 a Monza è nato il primo supermercato in Europa (di Coop Lombardia), seguito a breve da altri tre punti vendita, Autism Friendly, dove il personale ha ricevuto una formazione specifica e sono state adottate una serie di caratteristiche che facilitano l’ingresso e il far la spesa nel negozio da parte di persone autistiche. 

 

Quello che accomuna tutte queste scelte è il pensiero di trovare una situazione che vada oltre i tirocini promossi in campo scolastico e dalle associazioni che lavorano per cercare degli spazi di espressione per questi ragazzi, ovvero: cosa accade quando la scuola finisce? Perché in Italia ci sono 600.000 persone autistiche e quasi nessuno è inserito nel mondo del lavoro. 

La differenza sostanziale che sta alla base di queste iniziative è quella non solo di dare la possibilità a questi ragazzi di sganciarsi e di avere un lavoro a tutti gli effetti, ma il salto di qualità lo fa il pensiero che l’aiuto sia reciproco. 

Le “differenze” le “diversità” non vengono, e non devono, essere considerate come delle mancanze, ma invece come delle peculiarità. 

Sul sito di PizzAut troviamo una bellissima definizione: “La cosa più bella che dicono di noi è che non siamo normali… Ed effettivamente nessuno al mondo dovrebbe essere normale… DOVREMMO ESSERE TUTTI SPECIALI”.

 L'inclusione

Se partiamo dal concetto molto più ampio che ciascuno di noi ha caratteristiche particolari e speciali che ci distinguono uno dall’altro, se questo concetto lo rafforziamo con la certezza e convinzione che in alcune persone normalmente considerate “diverse” possiamo scoprire dei nuovi modi per rapportarci, per avvicinarci e per comprenderci gli uni con gli altri, se riusciamo a fare questo balzo allora possiamo scoprire che avere tra i nostri dipendenti e colleghi persone con un disturbo dello spettro autistico può diventare un valore aggiunto, un valore che ci può insegnare a comunicare con una gentilezza e chiarezza di altro tipo, modalità che può essere utilizzata sempre e con tutti e che migliora notevolmente la qualità dei rapporti.

 L'uguaglianza

La capacità di molte persone autistiche di analizzare a fondo e “mettere in ordine” ogni aspetto di una situazione può essere un apporto importante nel mondo lavorativo. Il fatto che non ci si possa approcciare a loro nello stesso modo in cui siamo normalmente abituati, può insegnarci ad avvicinarci alle persone in genere con un altro atteggiamento mentale, con una gentilezza attenzione e capacità di ascolto diverse e più presenti nei confronti di chi abbiamo davanti. 

 Il cambiamento

Ecco la differenza sta proprio qui. Cambiare il nostro modo di pensare e invece di essere convinti di “stare aiutando qualcuno più bisognoso”, credere che ci stiamo aiutando a vicenda, dando entrambi ciò che di meglio abbiamo per creare un percorso migliore per tutti, perché come dice ancora il sito di PizzAut: “Siamo un gruppo di sognatori che pensa si possa costruire un mondo migliore… tutti insieme

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