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Perché il nostro Tricolore è tricolore?

Vi siete mai chiesti perché la nostra bandiera italiana è verde, bianca e rossa? Che cosa rappresentano questi colori nella nostra storia? Questo è quello che dovrebbe insegnare il 17 marzo, giorno dell’unità, dell’inno e della bandiera (sì, lo so: coincide con la Festa di San Patrizio). Invece pochi, se non uno sparuto numero di nerdazzoni amanti del Risorgimento italiano sanno spiegare la nascita del Tricolore. Noi di Sii come Bill, da bravi vassalli di Barbero, saremo i vostri ciceroni in questo viaggio nel tempo.

Il Tricolore è franco-emiliano

Quando, durante un viaggio studio in Irlanda, nel 2011, gente di Dublino mi chiese che significato avessero i colori della bandiera italiana, io ero appena uscita dal mio ultimo anno delle scuole medie, fatto di una full immersion di storia del Risorgimento italiano (proprio quell’anno cadevano i 150 anni dell’Unità d’Italia) e la mia classe aveva vinto un concorso nazionale su questa tematica, culminato in 3 giorni di gita d(‘)istruzione a Torino. Ma, mea culpa, sapevo poco e niente di questo. Sapevo solo che la nostra bandiera era “nata” nel 1797 a Reggio Emilia (ovvero la provincia accanto a dove vivo io), quando l’allora Generale Napoleone Bonaparte proclamò la Repubblica Cispadana, che comprendeva le odierne province di Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara e Massa Carrara. Ma nient’altro. Invece, appena entri nel Comune di Reggio Emilia, tutta la segnaletica stradale ti ricorda che sei nella città del Tricolore e ti invitano a visitarlo.

Il significato dei colori della bandiera

Quando mi chiesero il significato dei colori della nostra bandiera in Irlanda, io inventai una fregnaccia per nascondere la mia ignoranza. Ero consapevole di dire una cavolata colossale (Barbero, flagellami). Ora ho la possibilità di redimermi nel spiegarvi che la scelta delle “tre bande di eguali dimensioni” (come recita l’Articolo 12 della nostra Costituzione) si ispira alla bandiera francese, nata proprio durante la Rivoluzione. Anche la nostra bandiera, quindi, nasce come simbolo di libertà ed uguaglianza, con il verde al posto dell’azzurro come colore della speranza, ma anche dei diritti umani sanciti proprio dalla Rivoluzione francese. Il bianco e il rosso, in comune con il tricolore francese, simboleggiano, rispettivamente, fede e amore. Nel 1897, a 100 anni dalla nascita del Tricolore, il futuro primo Premio Nobel per la Letteratura italiano, Giosuè Carducci, compose una poesia per l’occasione, attribuendo nuovi significati ai colori: il verde delle nostre valli in primavera, il bianco è la neve delle nostre montagne e il rosso rappresenta la lava dei vulcani attivi nella penisola.

La Bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco, rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni

Così recita l’Articolo 12 della nostra Costituzione repubblicana. La bandiera deve essere esposta in tutti gli edifici statali (scuole e università comprese), accanto alla bandiera dell’Unione Europea e a quella della regione, in caso di uffici regionali, nonché deve per forza sventolare nei giorni di festa nazionale, come il 25 aprile o il 2 giugno. Inoltre, dal 1946, ogni mattina, il Tricolore viene issato al Quirinale alle prime luci dell’alba, allo squillo di tromba e seguito dalla banda dei corazzieri che suona l’Inno di Mameli. Pensate ai nostri poveri Presidenti che, ogni giorno, per sette anni, devono sopportare l’Alzabandiera come sveglia al posto del trillo del telefono.

Licia Ballestrazzi

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