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Perché Mosè ha le corna? Michelangelo e la strana scelta

L’ultima volta che sono stata a Roma mi sono ritrovata, quasi per caso, nella piccola chiesa di san Pietro in vincoli e ne sono rimasta sbalordita. In particolare, mi ha affascinato una statua di Michelangelo: il Mosè con le corna. Si tratta di una scultura marmorea all’interno del complesso per la tomba di Giulio II. Questa statua è databile intorno al 1515, ma è stata ritoccata 25 anni dopo dallo stesso Michelangelo.

La cosa secondo me più divertente è che il Papa che l’ha commissionata non l’ha mai vista finita perché, come al solito, il Buonarroti l’ha tirata per le lunghe.

Perché non parli?

Potrei passare ore a descrivere quando è esteticamente bella questa statua, pensate che addirittura il Vasari, che non era uno a cui proprio andava a genio tutto, disse che la barba del Mosè era scolpita talmente bene da sembrare più un quadro che una statua.

Quello che non tutti sanno però è che attorno a quest’opera ci sono tantissime leggende: la più famosa è che quando Michelangelo la concluse, sbalordito egli stesso dalla bellezza dell’opera, tirò una martellata al blocco di marmo urlando: “Perché non parli?”. Insomma, Michelangelo aveva un bel caratterino e questo lo sappiamo tutti.

Ma c’è una domanda che mi sono sempre fatta guardando questa statua:

Perché Mosè ha le corna?

Per scoprirlo dobbiamo fare tantissimi passi in dietro
Partiamo dal libro dell’Esodo: si dice che Mosè, scendendo dal monte Sinai, con le tavole della legge, fosse KRN (NdR è scritto in ebraico abbiate pietà)
KRN, a seconda delle vocali che ci metti può avere due possibili traduzioni: karan – “raggi” – che potrebbe essere confuso con keren – “corna”.
Quindi Mosè aveva il volto pieno di luce e le corna sono un errore?
Ecco, non ne siamo certi. Consideriamo che le corna, in passato, erano pensate come attributo della santità. Un esempio è il vitello d’oro che i compagni di Mosè stavano adorando mentre lui era sul monte Sinai a recuperare le tavole della Legge, quindi è possibile che le corna stiano a simboleggiare la santità del patriarca che stava scendendo dal monte con in mano i dieci comandamenti.

Ed è proprio questo il motivo per cui la statua ha in mano i comandamenti al contrario! Se guardate l’opera di Michelangelo, infatti, potete vedere gli occhi austeri e le vene che si gonfiano sul braccio, i simboli che il nostro Mosè si sta incazzando come una iena. Il motivo è quello che avete letto prima: lui aveva appena ricevuto le tavole della Legge, scende giù dal monte Sinai e trova tutti i suoi ad adorare un vitello d’oro, così per punizione non gli fa vedere i comandamenti e li tiene per sé.

L’ultima teoria su questa statua famosissima è di pochi anni fa.

Testa del Mosè

Secondo un documento ritrovato recentemente la statua di Mosè con le corna, una volta finita, subì una rotazione della testa di 45 ° da parte dello stesso Michelangelo. Il Buonarroti faceva parte di una corrente cattolica che rifiutava l’adorazione delle reliquie: è così che decise che il Mosè non doveva guardare l’altare dove erano conservate le catene (i vincoli) di San Pietro ma, per protesta, il Mosè avrebbe dovuto guardare verso l’uscita, dando le spalle così alle reliquie.

Questa teoria ci viene restituita dal restauratore Antonio Forcellino che ha trovato una lettera anonima di un amico di Michelangelo. Gli studi sulla statua del Mosè, però, smentiscono questo fatto: se infatti ci fosse stato un cambio così radicale della posizione della statua, oggi questa ne porterebbe quantomeno i segni internamente.

Allora chi ha ragione?

Quanto è fumosa la storia dell’arte?

Tantissimo.

Benedetta Colombo
About author

Laureanda all’università di Scienze dei beni culturali. Ama i musei e tutti i luoghi dove si possono mettere in mostra delle opere. Scrive e racconta l’arte in modo facile per far appassionare anche i più resistenti.
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