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Quando la sbronza diventa un problema: il binge drinking

È finalmente arrivato il fine settimana. Siete stanchi, avete voglia di rilassarvi, quindi vi dirigete al solito pub con i soliti amici. Arrivate, vi sedete e vi dite che sì, ve la meritate proprio una bella pinta di birra, una di quelle che sembrano uscite da un autentico birrificio bavarese. Bevete la prima e poi, perché no, ne riprendete una seconda. Poi un’altra. E un’altra ancora. E così via, finché il giorno dopo non vi svegliate con ancora addosso i vestiti del giorno prima, il portafogli molto più leggero e senza alcun ricordo della serata precedente. 

Divertente, direte voi. Forse sì, a tratti. Un po’ meno se contestualizziamo questo evento all’interno di un fenomeno ben più ampio e sempre più diffuso, con conseguenze molto poco piacevoli a livello di salute. Parliamo del binge drinking.   

Il binge drinking è un fenomeno sempre più diffuso, specialmente tra i giovani tra i 18 e i 25 anni.

Un trend poco sano

Il termine “Binge drinking” si può tradurre letteralmente come “un’abbuffata di alcolici”. Si tratta dell’assunzione smodata di svariati drink nel giro di poche ore, che può causare malessere fisico, black out, perdita di coscienza o addirittura coma etilico. Insomma, è il “vizio del sabato sera”, che però va ben oltre la birretta tra amici. Quello che rende preoccupante questo “trend” è la sua abitudinarietà. Tende infatti a diventare consuetudine, un “rito” che si ripete ogni weekend o a distanza di pochi giorni dall’ultima bevuta.

Perché si fa binge drinking

Viene spontaneo chiedersi perché siano così tante le persone che ricadono continuamente in questo tipo di comportamento. C’è una risposta molto comune che viene data dai giovani che vengono direttamente interrogati su questo fenomeno: è divertente. O meglio, l’alcol aiuta a sentirsi più a proprio agio in mezzo agli altri. Rende più loquaci, più sicuri di sé, rendendo possibile il godersi spensieratamente una determinata situazione. Già questo dovrebbe far riflettere, ma c’è anche un’altra risposta molto comune degna di osservazione. Per tanti, la sbronza del weekend è una sorta di valvola di sfogo. Sono tantissimi gli studenti ed i lavoratori che ad oggi accusano il peso dei ritmi della vita moderna: giornate incalzanti, tempo libero limitato o inesistente, competizione sempre alta. Non a caso, secondo svariati report pare che la generazione che comprende i nati tra il 1995 e i primi anni 2010, sia la più stressata e depressa degli ultimi anni. Il binge drinking del sabato sera sembra rappresentare per molti quel momento di sfogo (non propriamente sano) che permette di lasciare andare temporaneamente ansie e preoccupazioni accumulate nel quotidiano. Forse, l’unico momento in cui ci si può concedere di perdere il controllo e lasciare andare l’ansia della performance.

La percezione del rischio

Il binge drinking sembra essere per molti una valvola di sfogo, il cui prezzo è però un’eccessiva perdita di controllo.

Provate a fare un piccolo “esperimento”. Chiedete ad alcune persone di vostra conoscenza di stilare un elenco di quali effetti ha, secondo loro, l’assunzione eccessiva di alcol sul comportamento. Rimarreste sorpresi nello scoprire quante persone si concentrano quasi esclusivamente sugli effetti positivi dell’alcol (rilassa, rende estroversi) e solo marginalmente su quelli negativi. Questo vale anche per le persone che non hanno mai consumato alcolici. Questo ci fa comprendere come la percezione dei rischi dovuti al binge drinking sia estremamente sottovalutata. Per qualche motivo, esiste inoltre questa convinzione secondo la quale alternare bevute eccessive con periodi (molto brevi) di astinenza aiuti a contenere i danni provocati dal consumo eccessivo di alcol. Un piccolo detox di qualche giorno e via che si è pronti per la prossima sbronza, che tanto è passato un po’ di tempo. Ebbene no, non funziona così. È stato ampiamente dimostrato che il consumo di alcolici in grandi quantità (anche se dilazionato nel tempo) può portare ad una lunga serie di complicazioni. Tra le più comuni, aumento della pressione arteriosa, indebolimento del fegato, perdite di memoria più frequenti e aumento del rischio di infarto o ictus. C’è inoltre una forte correlazione tra il calo della performance lavorativa o accademica ed il binge drinking.

Insomma, “beati coloro che si sbronzano tra loro”… ma fino ad un certo punto. E no, il fatto che siate tristi a San Valentino non vale come lasciapassare.

Alessia Tavars

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