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Ritrovare l’olfatto con l’allenamento

Anosmia.

Può sembrare il nome di una ipotetica sorellastra di Cenerentola, pronta a strappare le perle dal collo o il vestito di dosso, solo per invidia e gelosia.

Invece si scopre che è il termine con cui si definisce il deficit dell’olfatto nel compiere il suo lavoro.

Infatti, si parla di anosmia quando si subisce un danno ai neuroni olfattivi.

 

Non sempre risulta un risvolto permanente, per questo si propongono soluzioni come la terapia dell’olfatto, che nonostante non si possa considerare diagnostica, porta dei risultati sorprendenti come tecnica di supporto al ritrovamento delle funzioni olfattive.

 

In questo periodo poi, dove si parla spesso, proprio a causa del coronavirus, di perdita di gusto e olfatto. Sono i due chiari sintomi riscontrati dalla maggioranza delle persone.

 

Per molti, nonostante siano riusciti a superare la crisi del virus, l’utilizzo del naso come strumento complementare alla conoscenza ha tardato a tornare con le sue funzioni parecchio tempo dopo ad essere risultati negativi ai vari tamponi.

 

L’anosmia è come un daltonismo olfattivo che a volte può essere genetica, ma anche patologica causata da traumi di vario genere.

Ricordo una mia compagna di banco che dopo un incidente a cavallo, disarcionata durante una passeggiata dal suo stallone, tanta la paura provata che per oltre sei mesi non riuscì più a riconoscere gli odori.

Mio padre ai tempi mi diede il consiglio di giocare con lei e di allenare il suo olfatto ogni giorno con un profumo diverso.

 

Era diventato il nostro passatempo durante gli intervalli tra una lezione e l’altra. Spesso anche durante le interrogazioni dei nostri compagni, dove l’attenzione poteva mancare.

Ogni giorno portavo con me dei campioncini diversi di essenze dal laboratorio.

Altre volte mi mettevo in un vasetto del miele o delle marmellate o spezie o qualsiasi tipo di cibo con un odore riconoscibile.

 

L’obiettivo era di stimolare l’olfatto attraverso il naso senza trascurare la suggestione della mente.

Siamo in grado di stimolare la capacità d’immaginazione sino a ricreare un odore senza averne la percezione.

Si potrebbe definire un’allucinazione olfattiva.

 

Molto lentamente si può tornare alla normalità e all’utilizzo del nostro prezioso olfatto, anche se la vecchiaia può influire sulla perdita dell’uso.

Per questo è importante imparare ad allenare l’olfatto come qualunque parte del corpo.

L’elasticità di un muscolo migliora se l’informazione penetra non solo nel corpo ma attraverso la mente.

Quindi è importante esercitarsi mediante l’esposizione costante e ripetuta a vari profumi.

In ogni azione della giornata, soffermiamoci ad assaporare ogni singolo odore.

Alcuni arriveranno altri potremo andare a cercarli. 

Detersivi, bagnoschiuma, spezie, profumi olii aromatici. Tutto può essere utile.

L’esposizione continua permette con il tempo di riacquisire sensibilità all’odore a chi soffre di anosmie generali o specifiche.

 

Prendetelo come un gioco o se preferite come un allenamento terapeutico.

Nel secondo caso è auspicabile scegliere un momento di calma, in un ambiente olfattivo neutro.

Allenare l’olfatto come solitamente siamo abituati a farlo con il corpo perché è sempre e solo una questione di naso, soprattutto per mantenere in forma la mente.

 

Buon allenamento 

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