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Rosa, il colore della salute e della felicità

“Io credo nel rosa. Io credo che ridere sia il modo migliore per bruciare calorie. Io credo nei baci, molti baci. Io credo nel diventare forte quando tutto sembra andare storto. Io credo che le ragazze felici siano le ragazze più belle. Io credo che domani sarà un altro giorno, ed io credo nei miracoli.”

[Audrey Hepburn]

È il colore della primavera, dei fiori di ciliegio, delle magnolie, de La Vie En Rose, dello zucchero filato, dei tutù delle ballerine. In inglese “to be in the pink” significa essere in salute, ed infatti il rosa è una tinta che molti di noi associano a sentimenti positivi e propositivi.

In tempi antichi si pensava che le bambine nascessero da un bocciolo di rosa, e quindi sia il fiore che il colore (e il profumo) sono da sempre associati all’essere donna. Ma in realtà il rosa è un colore che ha un vissuto abbastanza trasversale, e alla corte di Francia era amato e apprezzato soprattutto dagli uomini, essendo considerato una versione stemperata – e quindi più adatta ai bambini – del virile rosso. 

Qualche anno fa, il libro “Pink is for boys” ha rotto con il passato offrendo nuovi spunti di riflessione sul “sesso” dei colori, e invitando i lettori a ripensare a questi fuori dal sistema binario di genere.

Un colore frivolo e leggero

Sicuramente la prima associazione mentale che facciamo quando pensiamo al rosa è Barbie, ed infatti dagli anni ’60 in poi il rosa diventa il colore delle “femminucce” perché richiama quel sentimento ludico e vezzoso delle bambole. Questa condizione frivola del rosa viene portata all’esasperazione negli anni ’90-2000, prima con la canzone Barbie Girl degli Aqua e poi con film come Mean Girls La Rivincita delle Bionde: il rosa diventa il colore simbolo delle ragazzine figlie di papà e senza cervello, per quello molte persone pensano che il rosa sia un colore stupido. In realtà il rosa è un colore poliedrico e dai mille significati, e può diventare un potente come il rosa shocking di Elsa Schiaparelli, o assumere tinte violente e audaci come nelle stampe di Andy Warhol. 

Think Pink

Il rosa è un colore ottimista, che comunica energia e buonumore. Anche se non sempre apprezzato dalle persone, è pervaso da un senso di positività e leggerezza che raramente assume significati negativi.

Nelle sue sfumature più delicate simboleggia la gentilezza, la bellezza e l’armonia, e quindi mette sempre a proprio agio le persone a cui ci rapportiamo. Perfetto per loghi e modelli di business improntati sul beauty o sulla moda perché è un colore vivace che come il rosso cattura l’attenzione, ma in maniera meno invasiva del suo fratellone maggiore. 

Il rosa nelle sue tinte più accese e scure, invece, può significare anche eros e seduzione, ma il rosa è anche un colore rock: pensate agli Aerosmith o ai Pink Floyd, o alla cantante pop rock P!nk che ha fatto della sua chioma rosa il suo marchio distintivo! 

Vestirsi di rosa

Il rosa è un colore molto amato e molto utilizzato, tanto nella moda maschile come in quella femminile. Il rosa conferisce un tocco naif ad ogni altro colore: col marrone dà un effetto retrò e nostalgico, col nero risulta modaiolo ed elegante, col bianco è più informale e spensierato. Il suo complementare è il verde lime, quindi potete abbinarli insieme per un effetto meno stucchevole e più “acido” nel complesso.

L’importante, quando si sceglie un punto di rosa da indossare, è tenere in conto il nostro sottotono di pelle: scegliete le nuance del pesca, del corallo o del salmone se avete un sottotono caldo, mentre chi ha un sottotono freddo preferirà una gamma di rosa più vicini al rosa baby e l’icy pink fino alle tonalità più sature del magenta o del lampone. È un colore che sicuramente contraddistingue persone entusiaste e creative, e per questo particolarmente indicate nel campo del design, della moda e dell’arte. 

Se amate il rosa, non perdetevi la mia bacheca dedicata a questo colore “Pink is my favorite crayon” e quella dedicata agli abbinamenti più cool “Pink outfit inspiration” su Pinterest. 

Erica Scielzo

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