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Scrivere o digitare? Questo è il dilemma…

L’utilizzo delle nuove tecnologie ha sicuramente apportato migliorie alla vita di tutti i giorni: segniamo i nostri impegni sul calendario del nostro smartphone, affidiamo lunghi messaggi ai vocali, per cercare un numero di telefono basta dare ordine di chiamare una persona a Siri/Alexa/Google. Anche studentesse e studenti di ogni età hanno introdotto PC e tablet al posto della tradizionale coppia “carta e penna”, quella dello scrivere a mano, riducendo sensibilmente la quantità di quaderni, fogli e inchiostro utilizzati. Ma siamo davvero sicuri che questa sia la scelta giusta?

La scrittura a mano, da sempre amata da insegnanti e istitutori

Tra il serio e il faceto… Perché scrivere a mano

Nelle leggende metropolitane è sempre presente un fondo di verità, ovvero quando, da bambini, genitori e insegnanti ci dicevano di scrivere a mano perché, in questo modo, avremmo memorizzato più velocemente, non stavano dando sfogo al loro sadismo represso o riproponendo una coazione a ripetere dei loro traumi scolastici, ma suggerendoci una strategia che ha, recentemente, avuto conferma anche dal mondo scientifico.

Secondo una ricerca pubblicata nel 2014 dall’Università di Princeton, gli studenti che prendono appunti a mano tendono a ricordarsi maggiormente i dettagli e i contenuti della lezione rispetto ai compagni che, invece, hanno preso appunti dettagliati con minor dispendio di energia usando la digitazione. Nell’esperimento realizzato da Pam O. Mueller e Daniel M. Oppenheimer, gli studenti che hanno preso appunti digitali durante la conferenza, hanno dimostrato di aver annotato parola per parola l’intervento, mentre chi ha preso appunti “alla vecchia maniera”, ha fissato i contenuti fondamentali, rielaborandoli con parole proprie. I risultati più sorprendenti sono emersi nella seconda fase dell’esperimento, durante l’interrogazione sui contenuti: gli studenti “amanuensi” hanno riportato risultati migliori rispetto ai loro colleghi più tecnologici.

The Importance of Hand-Writing

La presa di appunti “analogica” non comporta solo una migliore memorizzazione dei contenuti, ma anche un migliore sviluppo cerebrale: secondo una relazione pubblicata sul sito Psychology Today, l’atto di ascoltare e scrivere contemporaneamente permette al cervello di integrare sensazioni, controllo dei movimenti meccanici e l’attenzione. In questo modo il nostro cervello si permette una costante comunicazione tra emisfero destro e sinistro, soprattutto se si scrive in corsivo.

Elio Germano come Giacomo Leopardi e le sue sudate carte

Se non siete ancora convinti a tornare alle vecchie abitudini, vi basti pensare che la semplice attività meccanica di scrittura ha un effetto calmante e ci rende più tranquilli. Questo è ciò che sostiene il grafologo Marc Seifer nel suo libro The Definitive Handbook of Handwriting Analysis, pubblicato nel 2008. L’esperto sostiene che la scrittura a mano abbia un effetto terapeutico e permette di sfogare i propri pensieri, dandogli forma sul foglio.

Siete ancora qui a digitare?

Se, dopo queste prove, non vi siete ancora convinti, provate voi stessi a delegare a carta e penna i vostri stati d’animo, le vostre ansie, le vostre gioie e i vostri pensieri. Se vi sentirete sollevati e i vostri crucci vi risulteranno meglio dimensionati, allora siete sulla buona strada.

Licia Ballestrazzi

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