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Se li sai ascoltare, gli alberi comunicano

Da circa 50 anni il mondo si è accorto dell’importanza delle piante all’interno delle nostre città.

Mentre nel passato gli alberi venivano considerati tutt’al più un’inconvenienza logistica in grado solamente di sporcare le strade e mettere in pericolo i cittadini, oggi, ogni qualvolta che un albero viene abbattuto, si registra uno scontento generale.

L’abbattimento della pianta viene vissuto come un lutto collettivo, come se fosse morta un’icona del cinema o uno sportivo promettente.

Solo recentemente è stata scoperta la complessa rete di comunicazione che esiste tra i singoli individui vegetali.

Ogni albero può essere maschio o femmina, riprodursi attraverso frutti e fiori, e, a quanto pare, dagli studi della canadese Suzanne Simard, comunicare con le piante che lo circondano.

Le radici di ogni albero sono coperte da piccoli funghi che attraverso scambi di sostanze zuccherine comunicano tutti i cambiamenti che avvengono al di sopra dell’apparato radicale.

Facciamo un esempio pratico, ci troviamo a Roma nella tenuta di Castel Fusano, esattamente nella lingua di terra che separa la prostituzione a basso costo sulla via Litoranea e la magione estiva del presidente della repubblica italiana.

È una giornata ventosa ed alcuni rami cedono alla pressione dello scirocco e si spezzano. Quella che per un umano sarebbe una tragedia, ossia la perdita di un arto, diventa un’occasione per il pino, o la quercia che sia, di comunicare ai suoi fratelli e sorelle ciò che è appena accaduto.

Immediatamente parte un allarme generale che prepara ogni pianta ad essere colpita da una raffica di vento tanto forte quanto la precedente.

 

Il punto al quale voglio arrivare è che ogni foresta si comporta in realtà come un singolo individuo, un’intelligenza artificiale che cresce silenziosamente del 3{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} ogni anno.

La morte di una singola pianta non ha impatto sulla salute o il benessere collettivo. Credo che sia proprio la mancanza di un reale contatto con la natura che ci rende tutti così sensibili all’ abbattimento di piante che non abbiamo mai veramente guardato da vicino.

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