Part of BillOver 3.0

Articoli

Quando la mente crea la nostra realtà: siamo ciò che pensiamo

Le emozioni durano soltanto 90 secondi, giusto il tempo che le sostanze chimiche responsabili si dissolvano, dopodiché siamo noi a scegliere di prolungarne l’effetto facendo sì che imprimano un segno, che tocchino i nostri pensieri (con la conseguente perdita del loro carattere transitorio), oppure far sì che ci attraversino velocemente senza influenzarci oltre. Non siamo la nostra tristezza, la nostra rabbia e nemmeno la nostra paura, eppure molte volte tendiamo a sentirci in balia delle nostre emozioni e a indentificarci in esse tanto da trasformarle in uno stato d’animo che incide sul nostro carattere e sulla nostra personalità.

Le emozioni ci governano?

Dovremmo imparare a riconoscere le nostre emozioni nel momento in cui ci attraversano e comprendere quando è opportuno investire ulteriori energie per analizzarle e quando invece è il momento di fermarsi e riconoscere che sarebbe soltanto un inutile spreco di energie, un’esperienza irrilevante per la nostra crescita personale. Se Bill prendesse un brutto voto e reagisse con delusione e tristezza alimentando le sue emozioni attraverso il rimuginio, molto probabilmente renderebbe l’emozione stabile, interiorizzando un senso di fallimento che investirebbe la sua intera vita e l’immagine di sé stesso, dipingendosi come un incapace. Se, al contrario, impedisse allo sconforto di influenzare i suoi pensieri, riuscirebbe a gestirlo senza lasciarsi sopraffare e potrebbe investire le proprie risorse producendo soluzioni differenti. Le nostre esperienze il più delle volte sono date dal resoconto che ne facciamo, in fondo non siamo altro che la sommatoria di ciò che negli anni raccontiamo a noi stessi, dei pensieri che portiamo avanti ed alimentiamo. Il nostro cervello è costantemente modellato dall’esperienza, e poiché l’esperienza è influenzata dalle nostre reazioni, abbiamo il potere di esercitare un controllo sulle nostre abitudini mentali.

Pensare positivo è la chiave, anche se sembra banale.

Ogni volta che ci focalizziamo insistentemente su un pensiero o su un’emozione, rafforziamo un percorso neurale e le sue relative connessioni. In poche parole, ciò che pensiamo diventa la nostra realtà, e questo può essere pericoloso quanto avvincente, poiché abbiamo l’opportunità di cambiare le nostre vite semplicemente “pensando positivo” e sfruttando la neuroplasticità. Le connessioni che stimoliamo maggiormente si rafforzano e col tempo si forma una “memoria”. Al contrario le connessioni più deboli decadono, ed è anche a questo processo che si deve la nostra evoluzione negli anni. Secondo alcuni studi ci vogliono mediamente 66 giorni per creare un’abitudine e, per quanto a volte possa sembrare difficile apportare cambiamenti alle nostre vite, pare che il segreto sia partire proprio dai nostri pensieri. 

Valentina Pano
About author

Studentessa di filosofia all’Università di Milano. Ama riflettere sulle questioni della vita. Scrive monologhi prendendo ispirazione dalla realtà che la circonda. È appassionata di filosofia e di tutto ciò che stimola il pensiero. Con le sue parole cerca di far luce sugli aspetti della realtà che le stanno a cuore.
Related posts
Articoli

Quando a sembrare italiani si fa bella figura: il fenomeno dell’Italian Sounding

Articoli

Digital detox: la nostra esperienza di un weekend offline

Articoli

Notte Europea dei Ricercatori a Torino: ci sono anche gli Unfluencers

Articoli

Quando il tuo unico azionista ora è il Pianeta: il caso Patagonia

Rispondi