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Sindrome dell’ovaio policistico: dieta ed integratori

Peppe, soffro di ovaio policistico, cosa posso fare?”

È la domanda che ricevo più spesso sul mio Instagram, perché è una malattia che colpisce ogni giorno moltissime donne; si stima che il 20/25{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} della popolazione femminile ne soffra. Per fortuna riesco ogni giorno a trattare e risolvere moltissime di queste patologie e a ridare nuova vita a queste donne. 

 

Ma cos’è la Sindrome dell’ovaio policistico? La PCOS è uno dei disordini endocrini più comuni della donna in età riproduttiva, può presentarsi in maniera molto eterogenea, con aumento degli ormoni maschili e di conseguenza acne, peluria, alopecia, alterazioni del ciclo mestruale fino alla ridotta fertilità e complicanze nel corso di gravidanza. Inoltre, il 22{3dd2bd5a22f99a55602ae14b4412ae2c0f6006ace112e0ec86ec9e87db2e765b} circa delle pazienti affette da PCOS tendono a sviluppare obesità ed insulino-resistenza. 

 

Tutti questi segni e sintomi, purtroppo tendono ad alterare la qualità della vita di una donna. Nelle fasi precoci e nelle donne giovani è importante trattare immediatamente la patologia per dare nuova vita alla paziente. Personalmente con il solo approccio nutrizionale, sono riuscito a migliorare la sintomatologia di molte donne.

 

La dieta può migliorare la patologia

Per quanto riguarda la dieta, fermo restando che debba essere sempre personalizzata sul paziente, possiamo raccomandare di assumere una adeguata quantità di fibre, gestendo e controllando sia gli zuccheri semplici che quelli complessi. Va da sé che non devono essere eliminati ma gestiti e inseriti in particolari momenti della giornata in base al soggetto, allo stile di vita e all’attività lavorativa. Anche la quota di grassi saturi dovrà essere modulata e gestita, sempre nel contesto di un protocollo per la PCOS. Per questa patologia ci vuole una grande precisione perché per alcuni soggetti 30g di grassi sono pochi e per altri sono alti. 

Altro punto, che molti non tengono in considerazione è il tipo di cottura, vedo spesso cucinare e “rovinare” certi alimenti, la cottura incide non solo sul gusto ma anche sulla quantità di microelementi e sul rischio di sviluppare tumori, quindi vapore e microonde sono le scelte migliori. In generale anche il pasto deve essere completo dei 3 micronutrienti principali ed evitare pasti composti solo da un macronutriente come per esempio pasta al sugo, risotto allo zafferano ecc. Poi ci sono anche alimenti non consentiti, ma non tutti sono uguali per tutte le persone: la personalizzazione è sempre la chiave per risolvere questo tipo di problema. 

In generale si sconsigliano, alimenti come burro, lardo, margarine, pancetta, panna, ma per esempio ad alcune persone sarebbe comunque utile utilizzare un po’ di burro per migliorare alcune funzioni intestinali. Anche i dolciumi devono essere ridotti, soprattutto quelli con le creme. Non tutti i fritti, ma per esempio frittelle e patatine per alcuni soggetti devono essere aboliti, mentre in altri casi sono consentiti, infatti ho alcune ragazze che si possono permettere la loro pizza e patatine settimanale senza avere problemi con la loro dieta, ma questo è dovuto all’eccezionale lavoro di personalizzazione che si deve fare sul singolo.

Ci sono anche delle piccole accortezze, per esempio la pasta è sempre preferibile al dente e il riso cotti ma non scotto. Verdura sia cotta che cruda sempre nel piatto. Pesce sia esso surgelato o fresco. Anche i formaggi sono consenti soprattutto per il ricco contenuto di vitamina D che in questa patologia si è visto essere fondamentale. Anche le uova possono essere tranquillamente mangiate, senza ovviamente eccedere e quindi finire in un surplus calorico. 

 

Potrei continuare all’infinito visto gli innumerevoli alimenti caldamente consigliati. Mi limito, perché potrei andare troppo nel dettaglio e odio letteralmente il fai da te, quando si tratta di nutrizione. Per me la dieta è al pari del farmaco e nessuno dovrebbe fare diete senza motivo e auto improvvisate. 

 

Attività fisica ed integratori, no al fumo

Altri consigli che vi posso dare sono una regolare attività fisica, preferibilmente di tipo aerobico, a bassa intensità e lunga durata: migliora notevolmente la risposta dei tessuti all’insulina. Rendere lo stile di vita più attivo (abbandona la sedentarietà! Vai al lavoro a piedi, in bicicletta o parcheggia lontano, se puoi evita l’uso dell’ascensore e fai le scale a piedi). Non fumare! Il fumo rappresenta un ulteriore fattore di rischio cardiovascolare oltre ad essere dannoso per le ovaie.

Per quanto riguarda gli integratori trovano indicazione sostanze insulino-sensibilizzanti quali metformina, ed inositoli, nei protocolli alimentari sviluppati per curare la sindrome dell’ovaio policistico. Nella gestione della sindrome metabolica e della funzionalità dei follicoli può essere utile anche un’integrazione combinata di inositoli ed antiossidanti, quali acido α-lipoico e acidi grassi omega3, che possono contribuire al miglioramento della qualità degli ovociti. L’acido α-lipoico è un potente antiossidante naturale ed un cofattore enzimatico della catena respiratoria mitocondriale, utile nel mantenimento di un buon controllo glicemico e nel miglioramento di BMI e HOMA index (indici di insulino resistenza). Ovviamente anche la scelta degli integratori deve essere personalizzata.

 

Uffa Peppe, ma tutto deve essere personalizzato, deve essere fatto ad hoc sul soggetto!

Si ragazzi purtroppo è così, non si può pensare di risolvere delle patologie in un modo uguale per tutti con una bacchetta magica: ogni persona è diversa, ogni patologia si presenta in 100 modi diversi, pertanto solo con un’anamnesi e una cura maniacale del paziente si può creare un qualcosa di veramente funzionante per il singolo. 

Se volete approfondire vi aspetto sulla mia pagina Instagram o sul mio canale YouTube (peppe893). Io vi ringrazio per la lettura! Il vostro amichevole medico social Peppe. 

 

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