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Sogno o son desto? 5 cose che forse non sapevi sui sogni

A tutti sarà capitato di fare un sogno talmente realistico da sembrare vero. Per secoli gi umani hanno considerato i sogni come un momento magico in cui si entrava in contatto con i morti, i santi o le divinità. Con l’avvento della psicologia e gli sviluppi della medicina si è poi capito meglio il loro funzionamento. Ma non per questo hanno perso il loro fascino. Ecco quindi 5 cose che forse non sapevi sui sogni:

1. Non sogniamo tutta notte, ma solo durante la fase REM

Il sonno è caratterizzato da un ciclo di fasi che si ripetono più volte nella notte (o in generale quando dormiamo per diverse ore consecutive). In particolare ci sono 2 fasi che si susseguono in quest’ordine:

  • la fase non-REM
    • a sua volta divisa in 3 fasi:
      • addormentamento
      • sonno leggero
      • sonno profondo

  • la fase REM o fase onirica
    • l’acronimo sta per Rapid Eye Movement
    • è la fase in cui si sogna

Queste fasi sono caratterizzare da specifiche onde celebrali che possono essere monitorate tramite un encefalogramma. Le onde celebrali di una persona sveglia hanno una frequenza alta che si abbassa man mano che si scende verso il sonno profondo.

Ma durante la fase REM le onde ricominciano ad avere una frequenza più alta e gli occhi si muovono più velocemente. Questa è la fase è in cui il cervello è più simile allo stato di “coscienza”, per questo possiamo vedere e sentire durante i nostri sogni.

Spiegazione delle fasi del sonno e delle rispettive onde celebrali

Se ci svegliamo durante questa fase, possiamo ricordarci il sogno, altrimenti lo dimentichiamo. Questo è il motivo per cui ricordiamo solo i sogni fatti al mattino o quelli che ci fanno svegliare in piena notte.

Per sentirsi riposati è importante che queste fasi si concludano almeno un paio di volte e soprattutto è bene non svegliarsi durante la fase di sonno profondo perché altrimenti il ciclo ricomincia da capo. Per maggiorni informazioni riguardo all’importanza del sonno, vi rimandiamo a questo vecchio articolo.

2. Per Freud erano un mezzo con cui l’incoscio poteva venire a galla

Se si vuole spiegare come funziona il sogno per Freud bisogna prima spiegare com’è strutturata la mente per lui.

E come tutte le cose difficili, diventa più semplice se si può rappresentare: Freud utilizza infatti due topiche, ovvero due rappresentazioni spaziali degli apparati psichici come se fossero dei luoghi reali all’interno della nostra mente. Si tratta di una rappresentazione fittizia perché la mente non coincide con il cervello, è qualcosa di immateriale…

Ma possiamo immaginarcela come una casa piena di stanze: alcune di queste sono accessibili anche di giorno, quando siamo svegli. Altre rimangono sempre buie e semichiuse e solo di notte (ed eventualmente in terapia) riesce a fuori uscire qualcosa. Le stanze accessibili sono quelle che anche gli altri possono in qualche modo vedere (o almeno capire che cosa ci sia dentro). Nelle stanze buie, invece, non sappiamo nemmeno noi cosa ci si davvero.

La metafora della casa viene usata anche
nella serie TV Netflix Freud, 2020

L’iceberg non c’è solo in Titanic

Più che l’immagine di una casa, per illustrare le due topiche (e la difficoltà di raggiungere alcuni luoghi della mente) si utilizza spesso l’immagine di un icebeg.

La prima topica riguarda la consapevolezza dei nostri pensieri. In essa la mente viene suddivisa in tre aree “in verticale”:

  • il conscio: la parte più piccola, la punta dell’iceberg, dove si trovano i pensieri consapevoli
    • possiamo paragonarla alle stanze della casa accessibili a tutti
  • l’iconscio: la parte più grande, quella sommersa, dove si trovano i desideri più profondi (ad es. gli impulsi sessuali) e pensieri che non nascono consapevolmente e molto spesso rimangono nascosti
    • possiamo paragonarla alle stanze buie e inaccessibili
  • il preconscio: una zona di transizione, dove si trovano i sogni
    • potrebbe essere una sorta di “corridoio” tra le stanze accessibili e quelle inaccessibili

La seconda topica riguarda invece l’approvazione dei nostri pensieri. La suddivisione è sempre in tre aree ma non necessariamente in verticale:

  • l’Es: corrisponde grossomodo all’inconscio ed è la sede delle pulsioni vitali: eros (es. la sessualità) e thanatos (es. l’odio); ha come obiettivo il raggiungimento del piacere
    • potrebbero essere i contenuti nelle stanze buie che cercano di uscire
  • l’Io: è una zona di mediazione tra l’es e il super-io, una parte più o meno coscente che seleziona quali pulsioni vadano soddisfatte e quali rimosse
    • potrebbe essere il padrone di casa che ogni tanto lascia scappare fuori qualcosa
  • il Super-io: corrisponde alle norme sociali interiorizzate dall’infanzia che impediscono la realizzazione del piacere
    • si può immaginare come una signora delle pulizie un po’ burbera che non vuole lasciar uscire nulla dalle stanze buie per paura di sporcare
Le due topiche di Freud
nella rappresentazione dell’iceberg

Interpretazione dei sogni

In quest’opera fondamentale che rivoluzionerà il pensiero occidentale, Freud cerca per la prima volta di dare una spiegazione razionale a ciò che sogniamo. Distingue inanzitutto tra:

  • contenuto manifesto: ovvero ciò che ricordiamo una volta svegli, ciò che abbiamo visto e sentito durante il sogno
  • contenuto latente: ovvero il significato nascosto sotto le immagini che abbiamo sognato

Secondo la sua teoria, la mente usa dei simboli per nascondere i desideri più profondi provenienti dall’Es che non potrebbero essere accettati perchè bloccati dalle norme del Super-io.

In questo modo, conoscendo le regole con cui si formano in contenuti manifesti (ad es. lo spostamento, in cui la carica emotiva si sposta dall’oggetto reale a un altro oggetto che diventa il simbolo del primo) è possibile conoscere il vero signifcato dei sogni.

Ovviamente questa non è una scienza esatta, perciò diffidate sempre delle spiegazioni dei sogni online. Ma resta il fatto che se durante il giorno questi desideri vengono soppressi e quasi dimenticati, la notte riemergono “mascherati” per ricevere un minimo di soddisfacimento.

Attraverso il colloquio terapeutico si può capire il significato inconscio dei propri sogni

3. Si può sognare in una lingua diversa dalla propria

A chi studia una lingua straniera oppure ha passato un periodo di tempo all’estero sarà capitato di sognare in una lingua diversa dalla propria. Non c’è da preoccuparsi! Questo è semplicemente un modo del cervello di rielaborare le nozioni apprese durante il giorno, che si tratti di studio o di semplice conversazione.

Attenzione però! Se nel sogno che facciamo, parliamo in una lingua straniera e nessuno ci capisce, potrebbe essere sintomo di un disagio psiologico.

4. Anche le persone non vedenti possono sognare delle immagini

Si potrebbe pensare che una persone non vedente dalla nascita, che non ha mai avuto modo di sperimentare il mondo attriaverso la vista, faccia dei sogni basati solo sull’udito, al più sul tatto e sul gusto.

Per molti è così, ma una ricerca della Facoltà di Medicina dell’Università di Lisbona ha dimostrato che durante la fare REM viene attivata la cortecccia visuale occipitale che è la parte del cervello che rielabora le immagini. Ma da dove arrivano queste immagini? La scienza non ha saputo dare ancora una risposta, si pensa a una di “cooperazione” tra gli altri sensi o a una sorta “banca dati” innata di immagini.

5. Qualche sogno (premonitore) famoso

Come ho detto all’inizio, il sogno è stato per molto tempo qualcosa di magico e misterioso a cui è stato attribuito il potere predire il futuro. Voglio raccontarvi e mostrarvi solo un paio di esempi:

Giuseppe, il re dei sogni

Giuseppe interpreta il sogno del faraone

Nel libro della Genesi 37-50 si racconta della storia di Giuseppe, figlio prediletto di Giacobbe, che venne venduto come schiavo in Egitto dai suoi fratelli, invidiosi delle attenzioni che il padre gli riservava.

Dopo essere finito in prigione, riuscì a liberarsi grazie alla sua capacità di interpretare i sogni. Venne chiamato a interpetare un sogno ricorrente del faraone, che sognava sette spighe mature che venivano strozzate da sette spighe secche e sette vacche grasse che venivano divorate da sette vacche scheletriche. Il significato era semplice e terribile: a sette anni di abbondanza sarebbero seguiti sette anni di carestia, bisognava accumulare delle scorte! Per chi non conoscesse il finale, anche se dubito, potete leggerlo qui

L’imperatore Costantino II

Il Sogno di Costantino di Piero della Francesca, conservato nel ciclo della Storia della Vera Croce nella basilica di San Francesco ad Arezzo

Rimanendo in tema di sogni “religiosi”, questo affresco di Piero della Francesca, considerato il primo notturno della storia dell’arte, illustra un episodio leggendario sulla vita dell’imperatore Costantino.

Siamo nel 312 d.C., Costantino II sta per scontrarsi con il suo rivale Massenzio, per il controllo dell’Impero romano d’Occidente. Secondo la leggenda, la notte prima della battaglia, un angelo avrebbe visitato Costantino in sogno mostrandogli una croce con scritto In hoc signo vinces, “Sotto questo segno vincerai”, e così effettivvamente fu. Costantino scese in campo portando con sé una croce (o secondo un’altra versione dipingendo delle croci sugli scudi dei soldati) e sconfisse Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio.

Che questo fatto sia stato vero o no (ma sulla verità dubitava già lo storico Eusebio di Cesarea, autore della Vita di Costantino dove viene raccontato), fu comunque fondamentale per porre fine alle persecuzioni cristiane.

Non solo cristiani…

Non bisogna però pensare che i sogni premonitori appartengano solo al mondo cristiano. Anche il mondo classico e islamico era pieno di sogni premonitori. Uno dei primi trattati sull’interpretazione dei sogni, l’Oneirocriticon, è stato scritto proprio da un arabo, Achmet, che lo scrisse però in greco antico.

Se si considera che questo era il punto di partenza si può apprezzare ancora di più il lavoro svolto Freud, senza dimenticare però che i sogni sono solo sogni la maggior parte delle volte. Sono solo una rielaborazione del materiale mentale e non per forza dev’esserci un significato nascosto.

E a voi, è mai capitato di fare un sogno premonitoritore?

Nicole Maestroni

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